Né martiri né mostri

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Né martiri né mostri. Le vostre idee sulla vicenda Scuderi e del suo arrivo ad Altopascio, mi suggeriscono questo titolo. Soprattutto alla luce di quanto visto alla trasmissione “Mi manda Rai Tre”. Eccesso di protagonismo del conduttore a parte, (il sindaco non riusciva a spiegare la vicenda, poco spazio di parola) sembrava di essere sul trapezio del circo, a diversi metri d’altezza, in precario equilibrio, con la volontà di barcamenarsi per non pendere da nessuna parte. Giustamente erano presenti gli avvocati difensori dell’ex titolare dell’asilo Cip Ciop, per avere un dibattito equilibrato, visto che in collegamento c’erano i genitori di un bambino che ha subito gli orrori di quel Nido. Alcune riflessioni sgorgano spontanee. E’ necessario il garantismo. In teoria, fino al terzo grado di giudizio, varrebbe la formula dubitativa sulla colpevolezza. Quindi, ancora con maggiore forza è doveroso condannare certi gesti intimidatori. Però attenzione a non creare il partito della…santità. Sbagliatissimo ciò che è successo mercoledì scorso, ma se in attesa dell’evoluzione dell’iter dibattimentale dobbiamo evitare giudizi sommari, è anche vero che i video diffusi dalle forze dell’ordine che avevano piazzato le telecamere sono raccapriccianti. Sentir affermare, da uno dei due legali, che il motivo per cui queste maestre, pagate per accudire ai bambini piccoli, si comportavano in quella maniera perché stressate mi ha fatto rabbrividire. Consideriamola una frase poco felice. Nei filmati si osservano violenze inaudite su bambini di pochi anni. Molti di noi sono stressati: chi dal lavoro, chi dal mutuo da pagare, chi dai conti da far quadrare, chi per mille altri motivi. Nessuno però, credo, vada a sfogare le proprie frustrazioni su esseri indifesi. La Scuderi ha tutto il diritto di scontare i suoi arresti domiciliari in tranquillità, c’è necessità di ordine anche per tutelare i suoi vicini di casa. La pietà e la coscienza viaggiano su binari diversi da quelli della giustizia. Evitiamo però di fare di queste donne delle vittime. Perché le vittime vere sono i bambini, alcuni in cura psicologica, con le cicatrici fisiche già rimarginate probabilmente, ma con ferite morali che si porteranno dietro per molto tempo. Forse per sempre. Come quelle creature di Rignano Flaminio. Infine, ribadisco, non per difesa corporativistica, che se si voleva, la località in cui la Scuderi ha scelto di trascorrere i domiciliari, sarebbe rimasta super segreta. Come già accaduto in passato.

Massimo Stefanini

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