In manette “nomi noti” dell’imprenditoria toscana

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In manette "nomi noti" dell'imprenditoria toscana
In manette "nomi noti" dell'imprenditoria toscana

Lucca, l’inchiesta della procura di Roma sulla maxi operazione contro l’evasione fiscale che visto l’ ‘arresto del presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi e del collega commercialista Carlo Mazzieri, titolare dello stesso studio professionale, arriva in  Toscana. Ad oggi la maxi inchiesta contro l’evasione fiscale ha visto ben 45 ordinanze di custodia cautelare. Le misure sono state eseguite dalla Guardia di Finanza su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi che ha coordinato il lavoro svolto dai pm Maria Francesca Loi, Francesco Ciardi e Maria Calabretta.

Agli arresti, a quanto pare oltre  Pambianchi e Mazzieri, finiscono alcuni professionisti e imprenditori. Tra gli arrestati  dirigenti di spicco tra cui il presidente del gruppo Conad del Tirreno, Silvano Ferrini, e l’amministratore delegato dell’azienda, Ugo Baldi, l’ex dirigente del gruppo, Ettore Conti, attualmente intermediatore immobiliare; i titolari del gruppo Rocher di Prato, Carlo Rosano, Orazio Ferrari, costruttore e presidente della Pistoiese calcio, Pietro Cervasio, Andrea Baldi e Luigi Minischetti, presidente del Banco di Lucca ed ex presidente del colosso edile Consorzio Etruria, per il gruppo Visa (società non legata a quella delle carte di credito), Vito Hai Arbib ed Elia Sandro Fargione.

L’operazione, denominata “Fuori Tutto”, è stata condotta dal Nucleo speciale di polizia tributaria. Sotto accusa, hanno fatto sapere i militari, ci sono 703 società, che hanno debiti erariali per 550 milioni di euro. Di queste, 300 sono state trasferite all’estero. Negli ultimi 5 anni sono stati individuati proventi illeciti derivanti da condotte fraudolente per 13,5 milioni di euro su società satelliti italiane intestate a prestanome e con conti correnti accesi presso San Marino, Principato di Monaco, Lussemburgo, Svizzera per un totale di 25 milioni di euro. Una inchiesta che sta sconvolgendo importanti realtà economiche, e, la Toscana pare essere coinvolta in “qualcosa di grosso”.

A Montopoli Valdarno, il Gruppo Conad, secondo la Guardia di Finanza, è sospettato di un’«illecita operatività contraddistinta da artifici contabili complessi consistiti nella creazioni di crediti fittizi, che ha prodotto la bancarotta fraudolenta di due società: sono stati distratti oltre venti milioni di euro e hanno prodotto un progressivo aumento del valore degli immobili trasferiti, finalizzato ad ottenere un plusvalore poi drenato dalle società fallite». I finanzieri sospettano che ci sia stato anche un trasferimento fittizio in Bulgaria di 7 società coinvolte a vario titolo nella frode. Secondo la Procura, il presidente della Confcommercio di Roma Cesare Pambianchi incassa parcelle quale consulente esterno per oltre 300 mila euro per l’affare di Montopoli, mentre il collega commercialista Carlo Mazzieri, titolare dello stesso studio professionale, entra nell’operazione come sindaco di Conad. Alla fine, secondo l’accusa, i due commercialisti incassano inoltre in nero 8 milioni di euro.

Diversi immobili sono sono stati poi sequestrati in Toscana, nella provincia di Arezzo, Lucca, Pistoia e Firenze,  inoltre 4 yacht e una barca a vela per un valore complessivo di 7 milioni euro. Titoli azionari per un valore superiore a un milione di euro. Immobili di prestigio ubicati nel cantro di Roma o in note località turistiche, sequestro di locali commerciali nel territorio nazionale per un valore di mercato superiore a 10 milioni di euro, e ancora auto di lusso o di epoca, conti correnti e polizze vita. Tra gli indagati risultano nomi noti della GDO Conad anche se, la società Conad del Tirreno, in relazione alla citazione nell’inchiesta della Procura di Roma su presunti reati fiscali, ribadisce «la totale estraneità della cooperativa, del suo presidente e dell’amministratore delegato ai fatti contestati, secondo quanto riportato dagli organi di informazione. Siamo pienamente fiduciosi – ha dichiarato il vice presidente di Conad del Tirreno Paolo Signorini – che la magistratura farà chiarezza sulla vicenda e ribadiamo il pieno sostegno al presidente e all’amministratore delegato».

 

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