Uffici comunali di Montecarlo trasferiti nella Fondazione ?

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Comunicato del comune di Montecarlo:

“La nuova sede Comunale in una parte del grande immobile della Fondazione Pellegrini Carmignani. Questa l’idea che riprende ufficialmente corpo negli indirizzi dell’amministrazione comunale di Montecarlo.
In queste settimane l’ufficio tecnico dell’Ente sta definendo uno studio preliminare e predisponendo un progetto di fattibilità tecnica ed economica per valutare lo spostamento degli uffici comunali presso lo storico ex convento delle suore Stimmatine, tanto caro alla memoria dei montecarlesi, oggi proprietà del Comune.
La scelta, che completerebbe armonicamente l’insieme delle destinazioni già individuate dall’amministrazione comunale, tra cui i locali della nuova biblioteca comunale – dove sviluppare sinergie con Palazzo Boccella – e l’archivio storico, il nuovo punto informazioni turistiche ed ufficio Urp, il giardino pubblico interno con spazi per eventi all’aperto, uno spazio ambulatoriale e le sedi per le associazioni del territorio, permetterebbe l’avvio dei lavori di ristrutturazione della rimanente parte dell’immobile non interessata dai lavori già compiuti dall’Ente per un valore di oltre un milione e quattrocentomila euro. La proposta, che sarà valutata con la commissione cittadina deputata tra i suoi scopi anche a quello di seguire le destinazioni future dell’immobile, si inserisce nella politica di riordino e razionalizzazione dell’Ente avviata dal Sindaco Fantozzi (nella foto) che, tra l’altro, aveva già previsto ed auspicato questa possibilità, in sede di consiglio comunale nel novembre 2010, a motivo della contrazione del numero di dipendenti dell’Ente in atto, della prossima riduzione del numero degli amministratori ed il prossimo avvio delle gestioni associate con altri enti – obbligo di legge per Montecarlo – e dagli elevati costi di manutenzione dell’attuale sede comunale dove, per citare un solo esempio, nonostante la struttura risalga ai primi anni ottanta il riscaldamento dei tre piani è interamente elettrico. Un intervento capace di sostenersi da solo attraverso la vendita dell’attuale sede comunale, destinata quindi ad rimanere progressivamente sottoutilizzata ma a pesare ulteriormente nelle tasche dei cittadini”.

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