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“Lei non sa chi sono io”: occhio a pronunziare tale frase, ha carattere minatorio

     
"Lei non sa chi sono io": occhio a pronunziare tale frase, ha carattere minatorio

"Lei non sa chi sono io": occhio a pronunziare tale frase, ha carattere minatorio

“Lei non sa chi sono io”: tutti gli italiani conoscono questa frase, resa celebre da Totò  in una sua pellicola. E’ bene ricordare, però, che pronunziare la frase evocata dall’attore napoletano è pericoloso,  in quanto si rischia una condanna.  La   Cassazione ha stabilito che tale espressione abituale ha una natura minacciosa che può ledere la  libertà altrui in situazioni di forte tensione.

Una recente sentenza della Suprema Corte ha sancito che la frase “Lei non sa chi sono io” può limitare la libertà psichica altrui se viene proferita in un contesto di alta tensione verbale, e per tale ragione ha annullato l’assoluzione di un uomo di Salerno che si era rivolto con tale asserzione nei confronti di una conoscente, con cui aveva avuto alterchi in passato.

 
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