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Cannabis: da evitare anche in ambito terapeutico, il monito delle società scientifiche italiane

     
Cannabis: da evitare anche in ambito terapeutico, il monito delle società scientifiche italiane

Cannabis: da evitare anche in ambito terapeutico, il monito delle società scientifiche italiane

La cannabis e i suoi derivati  rappresentano sostanze stupefacenti che danneggiano  l’organismo e, col passar del tempo,  alterano le  funzioni neuropsichiche, i processi  cognitivi, la vigilanza, i riflessi e  il coordinamento psicomotorio. Ciò è stato sottolineato in un  documento firmato dal Dipartimento Politiche Antidroga e da 18 presidenti di famose società scientifiche italiane, per fare luce  sui danni della cannabis e dei suoi derivati, e per ricordare che non si dovrebbero usare neanche in ambito terapeutico.

Ecco uno stralcio del contenuto del documento: “Queste sostanze, tanto più se usate precocemente e costantemente, sono in grado di compromettere  il fisiologico sviluppo del cervello negli adolescenti, di dare dipendenza e di aumentare il rischio di incidenti stradali, lavorativi e di esplicitazione di comportamenti antisociali e criminali”.

 
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1 Comment for “Cannabis: da evitare anche in ambito terapeutico, il monito delle società scientifiche italiane”

  1. Premesso che non faccio uso di sostanze stupefacenti, c’è da notare quanto contenuto nell’articolo presenti vizi di forma e di sostanza:
    “Queste sostanze, tanto più se usate precocemente e costantemente, sono in grado di compromettere il fisiologico sviluppo del cervello negli adolescenti, di dare dipendenza e di aumentare il rischio di incidenti stradali, lavorativi e di esplicitazione di comportamenti antisociali e criminali”

    Quando si tratta di uso TERAPEUTICO, è improbabile, molto improbabile che uno ne faccia uso “PRECOCEMENTE”… di solito certe malattie vengono un po’ più avanti con l’età; ne consegue che lo sviluppo fisiologico e cerebrale non sia in pericolo; trattandosi di uso TERAPEUTICO non si tratta di uso continuato e quindi NIENTE dipendenza a meno che uno non sia ad uno stadio terminale ed allora, meglio una vita senza dolore anche da “dipendente” e al diavolo chi vuole farci stare male ed infine, se si tratta di uso TERAPEUTICO è molto probabile che la persona sotto trattamento non se ne vada in giro a guidare o a lavorare…
    In conclusione è mia opinione che sia infondato in ogni sua parte sia l’articolo che lo stralcio riportato

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