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La nostra vita sarà lunga? Lo rivela la flora batterica intestinale

     
La nostra vita sarà lunga? Lo rivela la flora batterica intestinale

La nostra vita sarà lunga? Lo rivela la flora batterica intestinale

A quanto pare, a rivelare se si vivrà molto o no sarebbero i  batteri esistenti nel sistema digerente. La flora batterica intestinale muta da persona a persona quando si raggiunge un’eta’ avanzata, mentre quando si è giovani i batteri dell’intestino sono gli stessi per tutti. Da una ricerca pubblicata su Nature si è notato che la presenza di determinati batteri è correlata a una vita più lunga nelle persone che hanno superato i  65 anni.

“Lo scorso anno, abbiamo per la prima volta scoperto un’alta variabilità nella flora intestinale degli anziani: abbiamo approfondito questi risultati esaminando accuratamente 178 volontari over 65. Abbiamo scoperto delle differenze di flora batterica a seconda del fatto che gli anziani vivessero a casa propria o in una casa di cura”, ha asserito Paul O’Toole, studioso presso  l’University College Cork, in Irlanda.

 
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1 Comment for “La nostra vita sarà lunga? Lo rivela la flora batterica intestinale”

  1. Sul mio sito accessibile anche digitando semplicemente il mio nome, con il titolo TRASMUTAZIONI BIOLOGICHE sono esposte idee sulle popolazioni microbiche intestinali e sulla loro VERA FUNZIONE ai fini della vita degli organismi superiori. In sostanza la vita che sfrutta oltre e prima dell’energia chimica (elettromagnetica) l’ENERGIA NUCLEARE DOLCE (effetto KERVRAN) si serve di detta flora microbica in funzione di CENTRALE DI ARRICCHIMENTO DEGLI ISOTOPI DEGLI ATOMI DELLA VITA per poi TRASMUTARLI IN ALTRI per ottenere energia NUCLEARE e SISTEMI INTEGRATI BIOLOGICI ( LE CELLULE). Si capisce che una migliore popolazione di tali microrganismi garantisce una vita più lunga e migliore. Queste idee stanno destando interesse in tutto il mondo scientificamente avanzato, anche se gli studiosi non osano o non vogliono esprimersi. Mi auguro che qualcuno vada a curiosare ma non ci spero più di tanto. Grazie per l’attenzione Vittorio d’Ascanio.

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