Museo del basket di Giorgio Chimenti doveva rimanere ad Altopascio

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searchIl pallone con cui la Nazionale italiana vinse per la prima volta contro gli statunitensi ai Mondiali di Lubiana del 1970, maglie di tutte le più famose squadre italiane, targhe, coppe, trofei, uno sterminato archivio fotografico. E’ il patrimonio dei cimeli del museo del basket dedicato a Giorgio Chimenti, di origine livornese ma che abitava a Spianate e che aveva collezionato migliaia di reperti grazie alla sua passione per lo sport dei canestri. Una raccolta privata che i familiari hanno autorizzato a valorizzare ma che purtroppo però, nel corso degli anni, ha peregrinato senza una sede definitiva. “Ho saputo della volontà di valorizzare i tesori del museo – commenta Walter Guidi ex dipendente comunale altopascese amico e collega dell’ex arbitro – e mi fa piacere. Buchignani e Mascagni stanno lavorando bene ma vorrei far notare che Chimenti era di Altopascio e forse era giusto che quei reperti rimanessero nella cittadina del Tau. Sono passati da piazza Ospitalieri al Progetto giovani di Spianate, fino alle scuole elementari. Ora si prova a Lucca. Dispiace verificare – conclude Guidi – come le varie amministrazioni altopascesi non siano mai riuscite a promuovere il museo”.

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