Il folclore del Giro

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searchMerchandising a gonfie vele. La bandana a cinque euro, i cappellini e le maglie coloratissime, i gadget più gettonati dagli appassionati per il passaggio di Altopascio, nell’enclave della Provincia lucchese dell’edizione 2015 del Giro d’Italia di ciclismo. Un classico nazional popolare che però conserva una poesia particolare a cui il pubblico non sfugge. Partita da Montecatini Terme ed attraversata la Valdinievole, questa brevissima incursione in Lucchesia prima di entrare nel territorio pisano, è stata seguitissima, nella tappa vinta poi dal tedesco Greipel con una brutta caduta nel finale. Forse anche complice il fatto che i ciclisti sono transitati da Altopascio alle 13,15, quindi durante la pausa pranzo delle attività produttive e degli uffici. Molti anche i cicloamatori che invece si sono presi la giornata per arrivare in corso Cavour con la loro bici e con il panino per smorzare i morsi della fame. La strada principale della cittadina del Tau (percorso al contrario dagli atleti rispetto al senso unico di marcia normale) brulicante di sportivi, di ragazzi felici per essere usciti prima da scuola che brandivano la mano gigante rosa con il dito (indice per carità) alzato della Gazzetta dello Sport, tipico strumento dei supporter americani di basket. Di fronte al palazzo del Municipio, bellissime ragazze sotto gli ombrelloni per la vendita di oggetti. Poi il sopraggiungere della variopinta carovana pubblicitaria e anche qualche automobilista imbufalito, specialmente una signora, che all’incrocio con la Romea ha inveito contro i vigili urbani a presidiare la strada ma l’organizzazione è stata ottima, sia quella della corsa che la viabilità locale.

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