Mancata benedizione scuola Badia, il sindaco Marchetti si schiera con il parroco

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searchLa recente vicenda della mancata benedizione della scuola di Badia Pozzeveri, portata alla ribalta dal nuovo parroco della frazione che lo ha apertamente detto durante una delle ultime omelie, ripropone il grande problema della libertà di manifestazione della fede cattolica nelle scuole e in generale nelle fasi pubbliche della nostra società.

“Su questo argomento ho scritto il 18 Marzo una lettera alla dirigente scolastica di Altopascio in cui, sulla base di polemiche divampate in quel periodo,- spiega il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti- auspicavo che fosse consentito ai vari parroci delle scuole del territorio di potere portare la loro benedizione pasquale. Nella missiva ribadivo che la benedizione pasquale rientra a pieno titolo nella nostra tradizione storica, culturale e religiosa e che credevo (e continuo a farlo) che una funzione che dura pochi secondi non possa disturbare nessuno o urtare la sensibilità di persone, a meno che non la si voglia strumentalizzare ”.

La risposta alla lettera del primo cittadino altopascese da parte della Dirigente Scolastica Maria Pia Mencacci ha posto l’accento sulla legislazione vigente, che per questo tema risale al 1983 e che di fatto impone limitazioni alla pratica religiosa durante il normale orario scolastico.

“Pur comprendendo le motivazioni della risposta e avendo grande stima della Dirigente continuo a non essere d’accordo- spiega Marchetti- e credo che sia necessario ribadire e confermare la nostra cultura e i nostri valori religiosi. Per questo propongo una Santa Messa da svolgersi in orario pomeridiano, entro la fine della scuola, in attesa che qualcuno di quelli che contano si svegli e lavori per valorizzare le nostre radici anche spirituali , prima che qualcun altro ci imponga i loro usi e costumi, come mi pare stia accadendo”.

“Per quanto mi riguarda – conclude il sindaco di Altopascio-, credo che debbano essere rimossi questi falsi concetti di neutralità dello Stato nei confronti della nostra religione. In Italia abbiamo la fortuna di avere la Chiesa Cattolica e abbiamo il dovere di preservarne gli alti valori che la caratterizzano. Per questo credo che anche le forme esteriori, come ad esempio il Crocifisso, debbano essere presenti in ogni luogo pubblico. A chi non fa piacere, pazienza”.

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