Sibolla, quale futuro?

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searchIl Comune di Altopascio è uscito definitivamente, senza ripensamenti e senza possibilità di rientro, dal Centro di Documentazione e Sviluppo del Padule di Fucecchio, l’ente che adesso cerca di scongiurare la sua scomparsa e che gestiva le aree umide tra le province di Firenze e Pistoia. Per rimanere in tema ci si interroga sul futuro del bacino lacustre del Sibolla, che si trova nel territorio di Altopascio. Come noto, l’oasi altopascese è menzionata nelle pubblicazioni e nelle convenzioni internazionali per le peculiarità del biotopo, come si dice in gergo scientifico, per la presenza di specie di piante rare a livello botanico, definite “relitte” perché sopravvissute addirittura ad ere geologiche diverse tra loro. Malgrado questo, però, questo sito è abbastanza sconosciuto ai turisti e ai visitatori. Fino ad ora era gestito dalla Provincia di Lucca ma adesso il settore ambiente e questo tipo di territori, dal primo gennaio 2016, sono passate alla competenza della Regione. Cittadini e rappresentanti di associazioni però si pongono un semplice interrogativo: da Firenze avranno la possibilità di attivare iniziative di promozione e di valorizzazione adeguate? Qualcuno suggerisce anche la possibilità che alla gestione diretta pensi il Comune, sul cui territorio è ubicato il lago. Non si sa se le normative consentiranno il concretizzarsi una simile ipotesi. Nel frattempo serve però la manutenzione. Attualmente c’è una struttura in legno che funziona da sede e da museo. Si potrebbero ospitare le gite e le scolaresche e rendere vivo questo piccolo ma significativo ecosistema venerato dalla comunità scientifica.

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