Aferpi, Rossi: “La Regione ha fatto la sua parte. Il Governo imponga il rispetto degli accordi” – Dettaglio notizia – Toscana Notizie

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FIRENZE –  “Rebrab si è impegnato a presentare il piano industriale entro marzo. Come Regione intanto noi abbiamo fatto tutto quanto ci competeva e di più”. Il presidente della Toscana Enrico Rossi torna a parlare di Aferpi e delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, dopo l’incontro che c’è stato ieri a Roma con il  ministro allo sviluppo economico Calenda. 

“E’ troppo tempo  che attendiamo – incalza Rossi – Rebrab faccia davvero adesso la sua parte. Ma anche  il Governo –  aggiunge – si faccia garante dell’accordo di programma firmato con l’allora presidenza del Consiglio e metta alle strette l’imprenditore algerino sulla base di un cronoprogramma serrato, affinché risponda dopo i troppi mesi di silenzio”. “Altrimenti – conclude Rossi – si trovino altre soluzioni. Noi non siamo parenti di nessuno e  quel che ci interessa è solo una prospettiva di ripresa dell’attività produttiva e dell’occupazione”.

Il presidente della Toscana ricorda il ruolo svolto fino ad ora dalla Regione. “A noi non può essere rimproverato nulla. Abbiamo concesso tutte le licenze e i permessi necessari – dice – . Abbiamo messo a disposizione anche i nostri finanziamenti, per quanto possibile:  c’è la possibilità di ottenerli dai fondi europei ed anche da altri fondi che possono garantire per il capitale circolante”.

“Quel che chiediamo – conclude – è la riapertura del forno elettrico e quindi la ripresa della produzione dell’acciaio, assieme alle altre iniziative promesse e capaci di garantire l’occupazione per oltre duemila lavoratori.  Il ministro ieri ha fissato per l’imprenditore algerino una dead line a fine giugno. Ci aspettiamo adesso che l’imprenditore faccia davvero tutto quello che deve fare affinché  l’azienda non deperisca ancora e  lavoratori e territorio abbiamo prospettive. Altrimenti, appunto, che si individuino pure altre soluzioni”.

“La produzione dell’acciaio  – annota sempre Rossi – non è una produzione priva di un interesse nazionale, come è ovvio. Lo Stato interviene con decisione anche sull’Ilva”. Che si faccia, dunque, altrettanto a Piombino.
 

Fonte Regione Toscana

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