BOLZANO – Citt di Bolzano – Calcio al Talvera, inclusione e socializzazione

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Rubrica: 
[Famiglia e sociale] 
[Giovani e sport] 
[Pari opportunit] 
[Varie] 

Obiettivo del progetto: coinvolgere profughi e richiedenti asilo tramite lo sport

Dall’estate scorsa in atto un’ iniziativa di
coinvolgimento di ragazzi profughi e richiendenti asilo nella
citt di Bolzano, tramite il gioco del calcio.Il
progettopromosso dal Forum Prevenzione e dalla Polisportiva
Piani e sostenuto dal Comune di Bolzano, ha raccolto l’adesione di
altre associazioni operanti nel settore. I ragazzi partecipanti
all’iniziativa, che si ritrovano due volte alla settimana presso il
campo Talvera A gestito dai Piani, sono ormai oltre la
quarantina, tanto da far prevedere lo sdoppiamento
dell’iniziativa.

Nel corso di un incontrosul posto alla presenza
dell’Assessore allo Sport del Comune di BolzanoAngelo
Gennaccaro, che ha portato il saluto anche dell’Assessore comunale
alle Politiche Sociali Sandro Repetto, l’iniziativa stata
illustrata alla stampa. Presenti anche il presidentedella
Polisportiva Piani Mauro Bertoldi e la responsabile del progetto
per il Forum PrevenzioneSilvana Martuscelli.

L’Assessore Gennaccaroha ringraziato quanti hanno reso
possibile tale iniziativa. “Le realt associative coinvolte
– ha detto- sono riuscite a mettere insieme un progetto di alto
valore simbolico e morale, ma non solo.
L’iniziativarisponde in maniera realea delle esigenze
che il territorio esprime. Vi sono, lo sappiamo sulla questione
accoglienza profughi, diverseproblematiche
aperte,maopportunit come questa, servono a
dimostrare che la Citt di Bolzano pu dare delle
risposte concrete. Ecco dunque che mettere a disposizione strutture
e risorse umane puessere anche un modo per
trasmettere determinate regole e allo stesso tempo fare
socialit”.

“Moltiragazzi, in particolare nord africaniprofughi e
richiedenti asilo- stato detto-trovano
in questo modo un’ occasione di divertimento comune,ma
anched’impegno e di socializzazione .Gli allenamenti sono
seguiti e guidati da operatori delle associazioni gi
impegnate in queste problematiche e spesso gi conosciuti
dai ragazzi stessi. Il calcio,si sa, uno
sportuniversale, gioco di squadra, sacrificio, fatica, ma
anche divertimento, soddisfazione e spirito di gruppo, che nasce e
cresce anche fuori dallo spogliatoio. Il gioco del
pallone unalingua universale, “parlata” nei
campi perfettamente rasati del nord del mondo, come nelle favelas
del sudamerica, le periferie delle citt africane fino alle
piccole isole degli oceani”.

“Il progetto – stato spiegato daipromotori
-nasce come risposta sociale e pedagogica al disagio dei
ragazzi a rischio, sulla base della sinergia creatasi tra
laPolisportiva Piani, l’A.C.R.A.S. – Castori e il Forum
Prevenzione , all’interno delle attivit comunali di
Streetwork 2016. I tre enti hanno concertato le proprie risorse al
fine di guadagnare un concetto di inclusione sociale che utilizzi
il richiamo che l’attivit calcistica esercita sui ragazzi,
sia minorenni che maggiorenni. La popolazione giovanile cui ci si
riferisce, costituisce al momento un target cittadino molto
delicato, sulla base di pregresse situazioni familiari, retroscena
migratori, problematiche varie legate alle proprie biografie. Sono
proprio tali giovani ad essere maggiormente esposti al
rischio sociale e/o di dropout scolastico-formativo, a registrare
difficolt per una corretta socializzazione, a rimanere
pi a lungo senza occupazione.
Per tali motivi anche il loro tempo libero risulta estremamente
povero di stimoli e risorse, spesso estromesso da altri circuiti
sia sportivi che relazionali. Gli operatori del progetto
avvicinano e contattano ragazzi/e “a rischio”, proponendo loro,
quando possibile ed opportuno, azioni migliorative
ricreativo-sociali, come questa. Si tratta
percidi un progetto di promozione calcistica,
condotto da personale esperto (allenatori calcistici) e in
possesso di una comprovata formazione e pratica professionale di
tipo pedagogico.
Per attivare “l’inclusione” vengono proposte attivit
mirate alla costituzione di squadre amatoriali, attivit
settimanali gestite con criterio “Open Space” ma costantemente
seguite dal personale, dove chiunque voglia accedere per
l’allenamento calcistico e le attivit motorie che vi sono
connesse, possa entrare. Il coinvolgimento
finalizzato alla promozione della motivazione e dell’apprendimento
su base dell’imitazione e dell’auto-promozione, ove l’assimilazione
di valori sportivi e sociali costituisca il solido sfondo, non
imposto ma raggiunto spontaneamente”.

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