[REGIONE UMBRIA] PRIMA COMMISSIONE: AUDIZIONE DEI VERTICI DI GEPAFIN

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(Acs) Perugia, 22 febbraio 2017 – La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, ha ascoltato il presidente di Gepafin, Salvatore Santucci, e il direttore Marco Tilli.

Nell’introdurre i lavori il presidente Smacchi ha ricordato che l’audizione serve ad “avere un quadro sui programmi aziendali e sugli obiettivi di medio–lungo termine del piano industriale della società, anche a seguito dell’autorizzazione da parte di Banca d’Italia sulla concessione di finanziamenti alle imprese. Gepafin, che quest’anno compie trent’anni, nasce come strumento finanziario specializzato a disposizione delle piccole e medie imprese umbre per supportarle nel reperimento di risorse finanziarie, creando così un importante effetto volano per il nostro territorio”.

Il presidente di Gepafin, Salvatore Santucci, ha espresso “soddisfazione e senso di responsabilità per l’autorizzazione concessa dalla Banca d’Italia, che è stata data dopo un anno di istruttoria. Siamo l’unico soggetto in Umbria iscritto a questo albo di Banca Italia, che ora ha l’obbligo di vigilanza su di noi e questo innalza i nostri livelli e ci consente di mettere a disposizione del territorio uno strumento finanziario evoluto. Gepafin con l’attività di garanzia con fondi terzi a fine 2016 aveva 2500 posizioni attive, di cui 2000 sono imprese umbre, con 284 milioni di interventi originali, di cui oggi 205 milioni attivi, con interventi finanziari attivati dal sistema per circa 550 milioni, con un residuo di finanziamenti ad oggi di oltre 300milioni. Tutto questo con fondi che vengono dalla programmazione comunitaria e regionale. Con l’iscrizione all’albo della Banca d’Italia Gepafin può anche operare direttamente con il proprio patrimonio, che ammonta a 16 milioni di euro: si apre un’operatività che altrimenti non sarebbe stata consentita, sviluppando garanzie e finanziamenti diretti per moltiplicare il più possibile le risorse finanziarie a nostra disposizione. In questi anni abbiamo moltiplicato in maniera efficace le risorse che ci sono state date in gestione. Ora si apre una operatività e un orizzonte di lavoro importante. Ci siamo mossi per mettere a disposizione del territorio una strumentazione più ampia possibile, il meglio della tecnologia finanziaria possibile. E vogliamo che questo sia un patrimonio, oltre che per le Pmi, anche a favore degli altri operatori di garanzia del nostro territorio. Abbiamo aperto un confronto con molti consorzi fidi umbri per un processo di adeguamento, riorganizzazione, semplificazione e razionalizzazione semplificazioni che ci chiede anche l’Europa. E ci stiamo confrontando anche con gli operatori fuori dalla nostra regione, perché stringendo rapporti ci rafforziamo e siamo più credibili con sistema bancario e più utili alle Pmi. Gepafin è uno strumento che ha una dotazione permanente di capitale per il nostro territorio: i nostri fondi di rotazione sono risorse che rimangono a disposizione della nostra regione, che se impiegate bene sono un volano che rimane per lo sviluppo territorio, una dotazione permanente di capitale a disposizione delle imprese del territorio”.

Sollecitato da diversi commissari sugli interventi nell’area colpita dal sisma, il direttore Marco Tilli, ha detto che Gepafin “è stata coinvolta da subito sul post terremoto. Abbiamo innalzato il livello di garanzia portandolo dal 50 all’80 per cento per i soggetti economici che hanno subito danni diretti e indiretti, e non solo nel cratere, a partire dal turismo, dalla ristorazione, al commercio. Da gennaio siamo diventati operativi con le banche, e sempre più stiamo cercando di sviluppare questa iniziativa. Al momento abbiamo concesso un milione 300mila euro per 40 imprese nell’area di Norcia e Cascia, chiedendo solo un’autocertificazione alle aziende. Tramite il fondo Asci abbiamo creato un contatto con il comune di Spoleto per l’housing sociale, e ora è in fase di studio la costruzione di 40 alloggi da costruire a Spoleto che verranno destinati ai soggetti che hanno subito indisponibilità dei propri immobili a causa del sisma. Stiamo riflettendo se creare uno strumento per lo sviluppo dedicato alle aree colpite dal terremoto”. Inoltre il direttore Tilli ha detto anche che Gepafin “tutte le nostre potenziali insolvenze sono coperte dagli accantonamenti in bilancio di circa 6 milioni di euro. L’Umbria è una delle regioni con più alto tasso di sofferenza nel sistema bancario: al 2015 erano al 16,5 per cento, contro una media italiana dell’11,6 per cento. L’incremento delle insolvenze rispetto al 2011 è di oltre il cento per cento, e in questo abbiamo uno dei dati peggiori in Italia”.

Nel corso degli interventi Maria Grazia Carbonari (M5S) ha chiesto un “aggiornamento sul valore delle sofferenze su cui Gepafin potrebbe essere chiamata a rispondere e sulle contro-garanzie richieste”; Claudio Ricci (Rp) ha detto che “Gepafin ha raggiunto parametri molto positivi, visto che il rapporto di volano economico è di 2,7”; Valerio Mancini (LN) si è soffermato “sugli organi societari e sul rapporto di Gepafin con il territorio e con i Gal”; Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha sollecitato “Gepafin sul suo ruolo nelle aree colpite dal sisma, assistendo le imprese che vorrebbero fare investimenti”; per Marco Vinicio Guasticchi (Pd) “Gepafin e Sviluppumbria sono due strutture fondamentali per lo sviluppo umbro che dovrebbero collaborare”. DMB/

Fonte: Regione Umbria

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