[REGIONE UMBRIA] THYSSENKRUPP: “LA CHIUSURA DEL SITO TERNINOX DI ANCONA È LA GOCCIA CHE PUÒ FAR TRABOCCARE IL VASO DEI RAPPORT…

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Secondo il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, la notizia della chiusura del sito Terninox di Ancona “fa intravedere l’ennesimo passo verso la riedizione del famoso piano McKinsey che prevedeva che Terni diventasse solo e semplicemente un sito produttivo, mentre la commercializzazione veniva accentrata in Germania e a Milano”. Nevi annuncia la presentazione di una mozione sulla vicenda.

(Acs) Perugia, 24 febbraio 2017 – “La notizia della chiusura del sito Terninox di Ancona è, a mio avviso, la goccia che può far traboccare il vaso dei rapporti tra l’Umbria e la ThyssenKrupp, non solo perché si perdono altri posti di lavoro ma perché, dietro a questa unilaterale e riservata decisione, sembra di vedere l’ennesimo passo verso la riedizione del famoso piano McKinsey che prevedeva che Terni diventasse solo e semplicemente un sito produttivo, mentre la commercializzazione veniva accentrata in Germania e a Milano”. Così il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi che annuncia la presentazione di una mozione all’Assemblea Legislativa e assicura che della questione parlerà “personalmente con la presidente Marini”. 

L’esponente di Forza Italia spiega che se la chiusura di Terninox “era nell’aria da molto tempo, viene da domandarsi perché quel personale viene dislocato a Milano e non a Terni. Val bene ricordare – sottolinea – che alla pagina 3 dell’accordo firmato a Roma nel 2014 c’è scritto che ThyssenKrupp si impegna a rafforzare la rete commerciale di AST. Ciò che più stupisce è l’assordante silenzio delle istituzioni locali, Comune in testa, e della Regione”. 

Secondo Nevi è “urgente prendere in mano questa situazione prima che AST sia venduta (a Tata Steel?) solo come semplice sito produttivo se è vero, come ha fatto capire bene l’amministratore delegato, che ThyssenKrupp vuole vendere la produzione e tenere la commercializzazione, i servizi e le verticalizzazioni. Ciò – aggiunge – sarebbe un disegno incompatibile con l’accordo fatto al Ministero e che prevede per AST un ruolo non di solo sito produttivo e quindi sarà il caso che si riconvochi quanto prima il tavolo ministeriale chiamando però, una volta per tutte, chi comanda veramente in Germania. Mi fa piacere che anche alcuni sindacati abbiano fatto sentire la loro voce. Ora – conclude Nevi –  serve una mobilitazione delle Istituzioni locali, regionali, ma soprattutto nazionali”. RED/tb 

Fonte: Regione Umbria

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