[REGIONE UMBRIA] QUESTION TIME (6): “GARANTIRE I GINECOLOGI NON OBIETTORI PER ASSICURARE IVG” – A SOLINAS, CASCIARI (PD) E ROME…

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(Acs) Perugia, 28 febbraio 2017 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nella sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, il consigliere  Attilio Solinas ha presentato l’interrogazione a firma anche dei colleghi Carla Casciari (Partito democratico) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) con cui si chiede “quali azioni la Giunta intende adottare per garantire un numero adeguato di ginecologi non obiettori in tutte le strutture sanitarie regionali al fine di assicurare il servizio di interruzione volontaria della gravidanza nel rispetto della legge ‘194/1978’”.

L’esponente di maggioranza ha spiegato che “la legge ‘194’ detta disposizioni sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, prevedendo che il personale sanitario e ausiliario non sia tenuto a prendere parte agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione. Si stabilisce anche che gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti. La Regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale’”.

“Nel nuovo ospedale San Giovanni Battista di Foligno – secondo i firmatari dell’interrogazione -, nello scorso mese di gennaio è stata disposta la sospensione temporanea delle attività di interruzione volontaria della gravidanza, costringendo le donne del comprensorio a recarsi in altri presidi ospedalieri come Spoleto o Narni. La sospensione del servizio si è verificata a causa del numero estremamente esiguo di ginecologi non obiettori presenti nell’ospedale, che per ragioni diverse non potevano essere in servizio. Il diritto all’obiezione di coscienza dei medici è tutelato dalla normativa nazionale, nella quale, parimenti, è tutelato il diritto delle donne all’interruzione volontaria della gravidanza”.

Per Solinas, Casciari e Rometti, dunque, “l’elevato numero di medici obiettori di coscienza presenti sul territorio regionale potrebbe limitare l’effettivo esercizio del diritto delle donne ad avere accesso ai servizi di interruzione della gravidanza. Per questo – spiegano – è necessario che le aziende sanitarie provvedano a garantire il servizio su tutto il territorio regionale, in modo omogeneo ed effettivo, anche al fine di evitare il fenomeno della mobilità sanitaria, il ricorso a centri privati o, in casi estremi, a pratiche illegali e pericolose per la salute delle donne”.

Nella sua risposta l’assessore Luca Barberini ha spiegato che “nel presidio ospedaliero di Foligno, per una serie di circostanze del tutto fortuite, gli unici due medici ginecologi obiettori non hanno potuto garantire il servizio ivg in due sedute. Ma in quelle giornate non c’era alcuna attività programmata, quindi non c’è stato alcun trasferimento di pazienti in altre strutture. Nel frattempo la situazione è stata immediatamente risolta con il distacco di ginecologi provenienti da altri presidi. Nella nostra Regione nel 2016 le interruzioni volontarie di gravidanza nel 2016 sono state attualmente 1295, con un calo che si registra ormai da cinque anni, un calo sempre piuttosto marcato, se pensiamo che nel 2013 sono state 1666, nel 2014, 1479, nel 2015 1365, quindi c’è un calo che si verifica in tutte le nostre strutture. Dai dati regionali emerge che il ricorso alla 194 è in diminuzione, visto che il tasso di abortività (che è il rapporto tra le ivg ogni mille nati) è diminuito negli ultimi due anni del 6,6 per cento. In Umbria quasi il 66 per cento dei ginecologi si è dichiarato obiettore contro un dato nazionale del 71 per cento. L’interruzione volontaria di gravidanza nella nostra regione viene garantita in 12 strutture pubbliche, e questo rappresenta un elemento di diffusione e copertura territoriale assolutamente significativo. Inoltre valutando le ivg settimanali a carico di ciascun ginecologo non obiettore, a livello nazionale ogni non obiettore ne effettua mediamente 1.6 a settimana, mentre in Umbria è di 1.04. Quindi le strutture operano in maniera adeguata in tutto il territorio regionale, e garantiscono il servizio. Nella nostra regione la qualità e la quantità delle strutture, e la qualità delle prestazioni è sicuramente idonea a garantire questo servizio in tutto il territorio”. 

Nella sua replica Solinas ha parlato di una “risposta esauriente dell’assessore. È necessario però attivare la delibera che consente l’uso della pillola per l’interruzione volontaria della gravidanza che è uno strumento meno traumatico per la donna. In Umbria questo è attivo solo a Orvieto per mancanza di informazione di medici e donne”. DMB/

Fonte: Regione Umbria

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