PORCARI Incendio nel magazzino Lucart – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

PORCARI. Una scintilla, partita forse dal motore di un mezzo interno per lo spostamento dei materiali: potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo al momento) essere stata questa la causa scatenante dell’incendio che, ieri mattina, si è scatenato alla Lucart, l’azienda cartaria di Porcari. L’allarme è scattato attorno alle 8,30 quando un gran fumo bianco, visibile a chilometri di distanza, si è sollevato dallo stabilimento. A dare l’allarme gli stessi dipendenti e, sul posto, sono intervenute parecchie squadre dei vigili del fuoco (anche dalla provincia di Pistoia), per evitare che l’incendio, visto che si trattava di carta, ossia di un materiale altamente infiammabile, si estendesse ulteriormente.

Il fuoco ha interessato un magazzino sul retro dove si trovava carta da macero: a bruciare circa 3.000 metri cubi di materiale, in un’area di 600 metri quadrati, all’interno di un capannone sul lato sud del complesso. L’intervento immediato dei vigili del fuoco a impedito alle fiamme di propagarsi ulteriormente, anche se si sono dovuti confrontare con un lavoro immane. Non si è trattato solo di spegnere il fuoco, cosa che è stata fatta anche in tempi abbastanza brevi, quanto piuttosto di bonificare l’area dal rischio di nuovi incendi. Trattandosi di masse di carta abbastanza compatte c’era, infatti, il pericolo di braci ancora presenti all’interno del materiale, che avrebbero potuto innescare nuovamente le fiamme. Si è resa quindi necessaria un’operazione di “smassatura”: tutto il materiale è stato rimosso e bagnato. Per un bilancio esatto dei danni è ancora presto ma, da una prima valutazione, dovrebbero essere molto limitati: sostanzialmente è bruciata solo carta da macero, e fra l’altro la combustione ha provocato più fumo che fiamme e, infatti, anche il capannone teatro dell’episodio non pare aver riportato gravi danni.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi e i tecnici dell’Arpat per valutare l’impatto dell’accaduto sull’ambiente. A bruciare, secondo quanto riferito dall’azienda, solo “macero bianco”, non plastificato: «Il fumo – scrive l’agenzia per l’ambiente – non era particolarmente denso e l’odore non risultava acre né intenso. Le acque utilizzate per spegnere l’incendio sono state canalizzate nel bacino di raccolta acque di prima pioggia, e la ditta ha comunicato l’intenzione di smaltire le acque utilizzate per spegnere l’incendio come rifiuto».

Sul posto anche il sindaco di Porcari Alberto Baccini: «È stato accertato, e l’ho visto con i miei occhi, che nella struttura interessata non c’è eternit, i titolari mi hanno spiegato che è bruciata “carta pulita”, senza materiali plastici o simili, e anche dall’Arpat ho avuto rassicurazioni. In ogni caso, per ulteriore sicurezza, ho chiesto anche un controllo

da parte dell’Asl».

Interviene anche Michele Guidi per il Comitato Difesa Salanetti: «Nella nostra zona piove fuliggine come fosse neve. Nessuno ci ha avvertito dell’incendio e dei rischi alla nostra salute. In questa zona dovremmo dotarci tutti di maschere antigas».

Fonte: Il Tirreno

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