PORCARI Progetto di recupero delle case per precari e famiglie in difficoltà – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. La parola d’ordine è continuità. Termine che trova d’accordo tutti i soggetti coinvolti nel progetto di recupero abitativo destinato a famiglie e persone in difficoltà economica, uniti nell’obiettivo comune di procedere con rapidità e perseveranza nel programma di ripristino di immobili da destinare a soggetti che vivono in situazioni di disagio. La cosiddetta “fascia grigia” ovvero lavoratori precari e famiglie in difficoltà che non riescono a restare sul mercato degli affitti, ma sono ritenuti “troppo ricchi” per concorrere all’assegnazione di un alloggio popolare. Ma anche contesti di marginalità che riguardano anziani, padri separati, donne vittime di violenza e senza fissa dimora.

“Abitare Collaborativo” è un progetto singolare nel suo genere, in quanto mira al recupero di edifici situati in borghi collinari e rurali e nelle periferie, allo scopo di offrire risposte al bisogno abitativo del territorio, ma anche, come cita il sottotitolo “per la creazione di comunità solidali e virtuose in Lucchesia”.

In sostanza, risolvendo il problema abitativo, si potranno al contempo vedere rifiorire zone a rischio di spopolamento che potranno guardare al futuro con fiducia, magari con la nascita di qualche attività lavorativa e associativa. Un progetto ideato nel 2007 dalla Fondazione Casa presieduta da Carlo Lazzarini che ha dato i primi frutti tre anni dopo con l’assegnazione di alcune abitazioni. E che adesso può contare su partner come la Provincia, l’Arcidiocesi e tante associazioni di categoria, ma anche i Comuni di Lucca, Capannori, Barga, Borgo a Mozzano, Castelnuovo Garfagnana, Massarosa e Porcari.

Proprio cinque di questi Comuni sono i destinatari di questa trance di assegnazioni di edifici a uso abitativo, stabiliti in un numero massimo di 28. Le abitazioni recuperate si trovano infatti nell’area collinare di Arsina, ad Antisciana nel Comune di Castelnuovo, Tassignano (Capannori), Oneta (Borgo a Mozzano) e Ficaia (Massarosa). L’assegnazione è avvenuta tramite un bando pubblico.

La loro realizzazione ha richiesto un investimento di circa 2 milioni e 205mila euro, di cui 370mila dalla Fondazione Casa e 237mila dai soci della stessa. I restanti 1,6 milioni arrivano invece dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che, precisa il presidente Arturo Lattanzi, continuerà a sostenere il progetto di risanamento di ruderi ed edifici pubblici abbandonati, da destinarsi alle categorie più disagiate. E non è escluso che presto si possa intervenire anche in via Brunero Paoli, risolvendo un progetto annoso.

«L’importante – afferma il presidente della Provincia Luca Menesini – è fare Rete e coinvolgere un numero sempre più alto di realtà territoriali, con il cui contributo potranno emergere nuove proposte immobiliari, permettendo così la creazione di un insieme di alloggi a canone calmierato e, al contempo, la presenza, nelle varie

zone, di servizi socio-culturali».

Le condizioni ci sono, le energie pure. Speriamo che non vengano a mancare le risorse, così tante piccole frazioni non saranno più popolate soltanto da anziani rassegnati a veder morire i luoghi in cui sono nati e vissuti.

Fonte: Il Tirreno

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