[ REGIONE TOSCANA ] Cooperative di comunità per lo sviluppo dei territori marginali, firmata intesa

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FIRENZE – Fino alla fine del 2014 erano appena ventiquattro le cooperative di comunità attive in tutta Italia. Si tratta dunque di un fenomeno abbastanza recente. In Toscana sono un paio: la più famosa è quella del teatro povero di Monticchiello.  Sull’Appenino Tosco Emiliano, nel comune di Succiso sul versante di Reggio Emilia, c’è invece la cooperativa della Valle dei Cavalieri: bar, agriturismo, bottega di alimentari e produzione di formaggio. Ma al di là dei numeri lo strumento è importante per contrastare lo spopolamento di territori montani e marginali, per mettere insieme e ridare slancio ad attività economiche che da sole non hanno più la forza di andare avanti oppure per difendere e custodire paesaggio e ambiente.  Le cooperative di comunità con la loro offerta di beni e servizi svolgono infatti spesso un’azione essenziale nei confronti di chi in quei territori ha scelto di rimanere o ha deciso di trasferirsi. 

Per questo  Regione Toscana e Alleanza delle Cooperative hanno deciso di firmare un’intesa individuando queste particolarissime cooperative come una risposta alle esigenze dei territori in condizioni di vulnerabilità e con un fabbisogno specifico e come strumento per sviluppare attività economiche finalizzate allo sviluppo comunitario e al benessere collettivo, prevedendo un piano di iniziative per la loro promozione.

La firma sul protocolli –  che segue a quella con Legambiente e precede quella con Anci, l’associazione dei comuni – è stata apposta stamani a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessore regionale alla presidenza della Regione Toscana Bugli, dall’assessore alle attività produttive, al credito, al turismo e al commercio Ciuoffo e dal presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane della Toscana Negrini.

“La scelta di puntare sulle cooperative di comunità si lega al percorso sull’economia della condivisione e della collaborazione (un passo ancora avanti rispetto alla sharing economy) che abbiamo avviato nei mesi scorsi con il progetto #CollaboraToscana – spiega l’assessore Vittorio Bugli –. Ci siamo chiesti come intervenire in situazioni di disagio per rilanciare servizi che in quei territori mancano o sono venuti meno. Ci siamo guardati attorno per capire quale esperienze già esistono o quali strumenti è utile creare; e le cooperative di comunità siamo convinti che possono essere una risposta”. “Anche in Toscana dobbiamo fare i conti con squilibri economici – sottolinea l’assessore alle attività economiche, Stefano Ciuoffo –. Ma la Toscana o è tutta o è nessuna: dobbiamo tenere insieme la rete territoriale, smettendo a volte di parlare solo in termini di economicità”.

Il protocollo andrà a pesare positivamente sul futuro delle comunità locali a rischio di spopolamento, con particolare riferimento a quelle situate in territori montani e marginali, e riconosce il ruolo fondamentale della cooperazione di comunità tesa all’organizzazione e alla gestione di attività che interessano in particolare il paesaggio e l’ambiente.

Regione e Alleanza delle Cooperative Toscane, formata dalle tre Centrali Legacoop Toscana, Confcooperative Toscana e AGCI Toscana, nei prossimi mesi predisporranno una agenda di iniziative di divulgazione e promozione dell’istituto delle cooperative di comunità. Nel frattempo le centrali cooperative si impegnano a mettere a disposizione competenze specialistiche e materiale documentale per la realizzazione di queste azioni, che si accompagneranno all’impegno della Regione a verificare forme e modalità di sostegno alla realizzazione degli studi di fattibilità per progetti pilota o sperimentali su base territoriale e alla costituzione di nuove cooperative di comunità.

Il protocollo prevede anche l’impegno a valutare l’opportunità di presentare congiuntamente istanze di finanziamento in programmi nazionali o dell’Unione europea.

“La Toscana è terra di borghi antichi, che ormai troppo spesso rischiano lo spopolamento – conclude il presidente dell’Alleanza delle Cooperativa, Roberto Negrini -. Le cooperative di comunità possono rappresentare un antidoto a questo fenomeno, valorizzando i territori e le comunità, oltre al patrimonio storico, all’ambientale e al saper fare locale. Il lavoro che inizieremo nelle prossime settimane con la Regione è volto a dare a chi abita nei territori toscani più vulnerabili, zone montane ed isolate, ma anche aree periferiche, gli strumenti per avvicinarsi alle cooperative di comunità”. Alla firma erano presenti anche i co-presidenti dell’Alleanza delle Cooperative Toscane, Claudia Fiaschi e Alessandro Giaconi.

(comunicato congiunto Toscana Notizie – Ufficio Stampa Giunta Regione Toscana e ufficio stampa Alleanza delle Cooperative. Contatto: Serena Wiedenstritt, swiedenstritt@legacooptoscana.coop)

Fonte: Regione Toscana

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