PORCARI I migranti rifanno il look a Mura e parco fluviale – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. Rispetto delle persone e senso di responsabilità verso un fenomeno, quello migratorio, che riguarda tutti. A dirlo è Enrico Galardini, manager di Cromology Italia (con sede a Porcari, ex Baldini Vernici): è lui, infatti, uno degli autori del progetto che coinvolgerà dieci migranti richiedenti asilo in un percorso di formazione e cura dei beni pubblici delle Mura e del Parco Fluviale. L’idea, messa in campo dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Centro ricerche etnoantropologiche e le associazioni Odissea, Giovani e Comunità, Cooperativa La Salute, Arci, Ceis e Partecipazione e Sviluppo, è stata presentata ieri mattina dal sindaco Alessandro Tambellini, dagli assessori Enrico Cecchetti e Antonio Sichi, dal manager di Cromology, Enrico Galardini e da Fabio Malfatti del Centro ricerche.

Dopo due giornate di formazione, che si terranno all’interno del CromoCampus di Porcari, dove i partecipanti impareranno a trattare, pulire e verniciare manufatti in legno e ferro, si passerà alla fase operativa e pratica, che riguarderà le panchine, i gazebo in legno, i lampioni e gli altri arredi presenti lungo il Serchio e sulla cinta muraria. Il tutto su base volontaria, senza compensi e con la copertura assicurativa garantita dalla Regione Toscana. «Ci rendiamo conto – spiega Galardini – come talvolta le amministrazioni pubbliche restino sorprese della disponibilità di un’azienda privata che decide di collaborare per fare la propria parte rispetto a un fenomeno che riguarda tutti. Alla base c’è il rispetto delle persone, di qualunque colore abbiano la pelle, e il rispetto per il luogo che le accoglie. Restituire qualcosa che ti è stato dato in termini di pubblica utilità, questo deve essere il senso. Ai migranti coinvolti insegneremo a riportare a nuova vita manufatti degradati. Vogliamo contribuire a creare un filo rosso tra le attività produttive, perché voltarsi dall’altra parte non è più possibile. Il valore della persona non può essere confinato al solo valore economico, anche per questo chiedo alle amministrazioni di non esitare: bussate alle porte dei privati».

Un progetto che convince l’amministrazione comunale, soprattutto perché replica un modello già adottato da mesi a Lucca: coinvolgere i migranti accolti in percorsi di inclusione e di impegno civico che abbiano a che fare con il bene comune.

«Stiamo portando avanti una nostra idea di accoglienza – commenta il sindaco Tambellini – Lucca sta facendo la propria parte e il suo dovere fino in fondo. Siamo di fronte a una situazione che non è più un’emergenza, ma una situazione consolidata, stabile. L’accoglienza oggi deve essere collegata all’introduzione delle persone in un contesto sociale, nessuno può voltare la testa. Il nostro modello è stato preso ad esempio in altre parti d’Italia e di questo siamo fieri. Con Cromology poi compiamo un altro passo in più, perché la disponibilità incontrata da parte di un’azienda presente localmente ci consente non solo di avere a disposizione i materiali utili agli interventi che verranno fatti, ma ci dà la possibilità di insegnare a questi giovani come fare ciò che andranno a compiere, quindi di formarli e lasciare loro un’esperienza concreta. Adesso speriamo che si facciano avanti anche altri privati, per proseguire in iniziative simili».

All’Opera delle Mura il compito di censire gli arredi sui quali intervenire: i primi lavori dovrebbero iniziare già a maggio. «Questa è la nostra accoglienza – conclude l’assessore Sichi -. Contro chi semina quotidianamente la paura, noi costruiamo

ponti: vorremmo che fosse un segnale per tutto il mondo produttivo, perché faccia quadrato per affrontare un fenomeno di portata mondiale. Abbiamo già coinvolto numerosi migranti in progetti di cura del bene pubblico, anche nelle frazioni e sulla via Francigena».

Fonte: Il Tirreno

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