Firenze Consiglio Comunale 27 marzo atti di indirizzo e mozioni

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Atto di indirizzo del Movimento 5 Stelle per impegnare sindaco e giunta ad aderire alla Giornata europea di mobilitazione “Our health is not for sale”, in difesa della sanità pubblica in programma il 7 aprile e arrivata alla sua seconda edizione. “Nel 2016, circa 11 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare o rinviare prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche. I cittadini scelgono sempre più la sanità privata a causa di liste di attesa molto lunghe e anche perché la compartecipazione alla spesa sanitaria pubblica attraverso i ticket è aumentata negli anni. Gli investimenti nel comparto in Italia, in termini di Pil, toccano una quota più bassa rispetto agli altri paesi europei, Paesi Bassi, Francia e Germania in testa. Piccoli ospedali vengono chiusi, il turn over degli operatori è sostanzialmente bloccato, l’accesso ai servizi non è più garantito a tutti. Dunque, una denuncia di queste condizioni è necessaria e l’adesione a un evento di portata internazionale come quello citato un obbligo morale”. Approvato con 17 voti favorevoli.

 

Con un atto di indirizzo, Meri Stella Cornacchini e Angelo Rossi hanno chiesto a sindaco e giunta di impegnarsi per individuare all’interno della città, aree da qualificare e dedicare ai murales e ai graffiti legali col fine di disincentivare ulteriori imbrattamenti che sono causa di interventi dispendiosi di ripristino e recupero del decoro urbano. “Molti artisti hanno maturato nuove tendenze creative che pur mantenendo radici nel writing sono sconfinate nel design, nelle tecniche pubblicitarie, nella grafica. L’amministrazione comunale potrebbe agganciare questa corrente artistica, che è anche sociale e culturale, per fare di Arezzo una meta attrattiva. In particolare tramite l’organizzazione di eventi, manifestazioni o concorsi specifici. È proprio in questo modo che si previene il fenomeno del vandalismo grafico che deturpa dai monumenti agli edifici. Chiediamo perciò che siano messe in atto le azioni di contrasto necessarie per limitare il degrado urbano e che il Comune si costituisca parte civile nei processi contro chi imbratta colto in flagranza di reato”.

Francesco Romizi si è dichiarato favorevole ricordando “che il sottopasso di via Arno fu già individuato come area libera per i murales” e auspicando “che la maggioranza si identifichi con questo atto di indirizzo e non con altre posizioni politiche espresse nei giornali da suoi autorevoli membri”. Voto favorevole espresso da Roberto Bardelli: “una cosa positiva contro il degrado”.

“Io non sono d’accordo su un aspetto – ha rilevato l’assessore alle politiche sociali e scolastiche Lucia Tanti – traducibile con un assunto: ciò che piace a uno può non piacere ad altri. Andare a toccare parti di città che hanno aspetti visivi e culturali particolari e storicamente consolidati, specialmente il centro storico, richiede una riflessione e molta prudenza. La città è di tutti. Così facendo rischiamo di intaccare contesti urbani con un’identità precisa. Bene le periferie ma non è barattabile l’idea di decoro con i murales in un centro storico che va preservato da certe espressioni artistiche”.

Angelo Rossi ha ribadito che l’atto necessitava di entrare nei dettagli: “le tipologie di graffiti infatti sono molteplici. Ci sono i writer con la bomboletta mentre i murales sono un’altra cosa: infatti l’atto dà risposte diverse a casi diversi. È il Comune che identifica le aree, se l’amministrazione non vuole il centro storico delibererà in tal senso. Una risposta del genere non garantisce che la gente non imbratterà più i muri ma offre un appiglio per un’azione repressiva. Pensiamo a un’area degradata risistemata e gestita da artisti di murales. Ci sono tante città in Italia ed Europa dove i murales entrano a fare parte di percorsi turistici. Se in passato sono state fatte delle scelte, guardiamo al futuro e pensiamo a questo atto come un fornitore di risposte e opportunità”.

Giovanni Bonacci: “mi pare un atto che va nella direzione della responsabilizzazione. Se il centro storico non ha una vocazione per questo genere di espressioni, altre parti di città possono invece averle”.

Federico Scapecchi: “su questo tema si è montata una polemica che non capisco. Parlando di punti di vista posso condividere che il centro storico sia lasciato libero da queste espressioni a vantaggio del patrimonio artistico consolidato. I murales sono un’arte giovane ma consolidata, è possibile coinvolgervi le scuole, ci sono spazi dove può esprimersi. Noi lanciamo un progetto, vediamo chi si farà avanti”.

Paolo Lepri: “i murales alla ex Cadorna o nel passaggio interno delle scale mobili mi sembrano apprezzati. Dipende sempre che cosa si intende. È chiaro che non possiamo accettare una scritta contro qualcuno, di fronte al duomo od ovunque, altro è l’arte contemporanea che va bene anche in centro storico”.

Approvato con 14 voti favorevoli e due astenuti.

 

Atto di indirizzo del consigliere comunale Paolo Lepri (Movimento 5 Stelle) per promuovere il reverse vending, “la possibilità di rimborsare il cittadino che riconsegna prodotti quali lattine, bottiglie di plastica o di vetro. Funziona specie nei paesi del nord Europa grazie a macchine apposite abilitate a ricevere bottiglie di vetro, plastica, alluminio e che in cambio rilasciano buoni sconto o moneta a seconda del materiale. I benefici di tale pratica sono di facile intuizione: tutela dell’ambiente, dell’arredo urbano, incentivo a differenziare, piccolo sostegno a persone in difficoltà. Inoltre, è verificato che nei luoghi dove le macchine per il reverse vending sono posizionate, gli esercizi commerciali traggono beneficio in termini di aumento della clientela. Chiedo al sindaco di promuoverlo anche nel territorio comunale”. Favorevoli Roberto Bardelli, Giovanni Bonacci, Federico Scapecchi e Tiziana Casi. Approvato con 15 voti favorevoli e un astenuto.

 

Paolo Lepri ha chiesto al sindaco con un atto di indirizzo di attivarsi, assieme ad altri Comuni delle tre province coinvolte, affinché l’Ato rifiuti Toscana sud convochi un’assemblea che deliberi l’annullamento della procedura di gara espletata per l’affidamento del servizio a Sei Toscana. “Ricordo i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il direttore di Ato Toscana sud, l’amministratore delegato di Sei Toscana e l’amministratore delegato di Siena Ambiente. Ma andando più indietro nel tempo e a seguito di un’attenta verifica del bando di gara che si era concluso con l’aggiudicazione del servizio a Sei Toscana e la sottoscrizione del relativo contratto di affidamento, sottolineo alcune criticità: la prima è che il bando di gara stesso conteneva previsioni tali da ingenerare un forte disincentivo alla partecipazione di operatori del settore. Non a caso l’unica offerta pervenuta fu proprio quella del raggruppamento risultato vincitore. Il contratto sottoscritto tra Ato Toscana sud e Sei Toscana è poi impostato in modo tale da alterare in modo sostanziale lo schema di contratto predisposto per questo genere di servizi dalla Regione Toscana, un fatto che comporta un considerevole incremento dei costi, dunque delle fatture che i cittadini devono pagare, per l’espletamento del servizio. Sempre in merito al contratto sono evidenti gli squilibri a favore di Sei Toscana e a sfavore dell’Ato fino alla previsione di pesanti indennizzi da corrispondere alla prima in ogni caso, perfino nel caso in cui la risoluzione del contratto avvenga per inadempimento del gestore”.

“Se le premesse sono condivisibili – ha rilevato Federico Scapecchi – le spinose e delicate vicende recenti portano a dire: lasciamo lavorare chi sta indagando. E quindi non giudicare positivamente il dispositivo. Non si parla di una gara qualsiasi ma di una corposa e importante. Se si annullasse, come verrebbe gestito il ciclo dei rifiuti? Già adesso che il gestore lavora, si notano delle carenze nel servizio”.

Roberto Bardelli: “già a suo tempo la gara mostrava criticità. Dunque la storia è partita male ma è proseguita peggio. E mi ha colpito il commissariamento di Sei Toscana. Spero che con il tempo si riesca a capire tutti i nessi della vicenda, con la magistratura che faccia piena luce. Ritengo questo atto di indirizzo un contributo alla chiarificazione”.

Massimo Ricci: “il Movimento 5 Stelle voleva un Consiglio Comunale aperto su questa situazione, se lo avessimo ottenuto saremmo arrivati a questa votazione con un quadro dettagliato. È la dimostrazione che la nostra richiesta era legittima e opportuna. Il sindaco di Arezzo si è fatto portatore di una richiesta come il commissariamento, che sarebbe arrivato in automatico, e non di una richiesta di autotutela come stiamo chiedendo. Non rimarremmo senza servizio, anche questo sarebbe stato spiegato in un’occasione come il Consiglio aperto da esperti della materia. Se si vota questo atto non succede l’apocalisse. Noi non siamo magistrati, ci mancherebbe, la giustizia farà il suo corso ma la politica ha il dovere di garantire la collettività e questo è uno strumento per farlo”.

Paolo Lepri: “perché aspettare la magistratura per sapere che l’affidamento doveva essere annullato? Prendiamo le nostre responsabilità come consiglieri comunali eletti dai cittadini dando un segnale forte, gli altri Comune, in sede Ato, dovranno fare altrettanto. Il silenzio dei Comuni non fa un bel servizio sulle stesse indagini”.

Angelo Rossi: “nel merito, vorrei il ritorno in house di tutto il servizio. Opinione estrema ma abbiamo tutto per essere autosufficienti e uscire da questo impiccio. Sono sicuro che la bomba esploderà a seguito dell’inchiesta, tuttavia questo atto è una fuga in avanti”.

Roberto Bardelli ha chiesto di rinviare l’atto e di riproporlo alla prossima seduta, richiesta accolta dal proponente.

Fonte: Comune di Arezzo

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