[REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA] Autostrade del mare: Serracchiani, Fvg ha realizzato modello europeo

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Trieste, 28 mar – “Il Friuli Venezia Giulia ha sfruttato al
massimo le autostrade del mare e le ha trasformate in quelle
autostrade intermodali a cui punta l’Europa”.

Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora
Serracchiani, che oggi è intervenuta al convegno “Le Autostrade
del mare. La dimensione marittima della rete Ten-t”, promosso
alla Stazione marittima di Trieste da “The Medi Telegraph” in
collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Autorità
portuale del sistema dell’Adriatico orientale.

Il sistema regionale, ha detto Serracchiani, ha “risposto anche
al secondo bisogno indicato dalla Commissione europea e dal
Governo italiano, quello di riuscire a creare le condizioni di un
partenariato virtuoso tra pubblico e privato. Il porto di Trieste
lo realizza non solo con investimenti pubblici, pari a circa 300
milioni, ma con 700 milioni di investimenti privati che ci
permetteranno di aumentare le infrastrutture, in particolare le
piattaforme logistiche e i moli, e d’altra parte di intervenire -
grazie soprattutto alle risorse che ci ha concesso il Governo
italiano ma anche alle risorse europee – sugli impianti
tecnologici del nodo ferroviario di Campo Marzio”.

Secondo la presidente del Friuli Venezia Giulia, con l’hub
portuale di Trieste, grazie all’apporto dell’intermodalità, “si
può auspicare di arrivare a un numero di treni che permetta di
movimentare 2 milioni di teu”.

Come ha spiegato Brian Simpson, coordinatore dell’Ue per le
Autostrade del mare, uno dei tre pilastri delle politiche
infrastrutturali europee sulle “motorways of the sea”, accanto
alla priorità ambientale e alla sicurezza, è rappresentato
proprio dall’integrazione dei traffici marittimi nella catena
logistica. E se Trieste è il primo porto ferroviario d’Italia, lo
deve proprio ai collegamenti con la Turchia che sono in grado di
immettere sulla rete ferroviaria 300mila semirimorchi in entrata
e in uscita da Trieste.

Secondo quanto ha reso noto il presidente dell’Autorità di
Sistema portuale del Mare Adriatico orientale Zeno D’Agostino, il
48 per cento del traffico ferroviario nel porto di Trieste fa
capo al traffico ro/ro, a fronte di un 22 per cento di container
e a un 24 per cento di treni industriali. “Le autostrade del mare
non sono quindi un tema di serie b”, ha rilevato D’Agostino, il
quale, oltre a evidenziare il dinamismo degli imprenditori
turchi sullo scalo di Trieste (al Molo V, ad esempio, il terminal
intermodale vede investimenti al cento per cento privati), ha
indicato un quadro di aspettative crescenti.
Se, infatti, “il traffico inframediterraneo è fondamentalmente
costituito dalle autostrade del mare”, una volta risolte le
instabilità politica del Nord Africa, “il Mediterraneo – così
D’Agostino – non può che migliorare dal punto di vista economico
nei prossimi anni”.

Altro vantaggio del porto di Trieste, sottolineato dal presidente
dello scalo, è di essere collegato fino al Baltico a una rete
ferroviaria i cui i tunnel hanno una capienza ideale, per effetto
della quale i treni possono caricare i semirimorchi. Questo
rappresenta, per il versante tirrenico e per i porti dell’area di
Slovenia e Croazia, “un gap infrastrutturale pesante” in
prospettiva di una crescita del traffico.

Proprio sulla direttrice del corridoio Adriatico-Baltico,
Serracchiani e D’Agostino hanno evidenziato lo sviluppo concreto
che riguarda il porto di Trieste, con la partenza del servizio
intermodale verso Goteborg, che in prospettiva punta a
raggiungere San Pietroburgo.

Il convegno alla Stazione marittima, moderato dal vicedirettore
de “Il Piccolo” Alberto Bollis, ha visto la partecipazione, nella
sessione mattutina, anche di Wojciech Sopinski, advisor del
coordinatore Ue Brian Simpson e del rappresentante della
Capitaneria di Porto di Trieste Gianfranco Rebuffat.
ARC/PPH/ppd

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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