[REGIONE UMBRIA] CENTRI PER L'IMPIEGO: “SERVIZIO PUBBLICO DA SALVAGUARDARE. I LAVORATORI HANNO BISOGNO DI CERTEZZE. BASTA …

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(Acs) Perugia, 28 marzo 2017 – I lavoratori dei Centri per l’impiego dell’Umbria hanno bisogno di certezze rispetto al loro futuro. È necessario che la Regione si faccia carico del personale dipendente (precario e a tempo indeterminato) fino alla definizione del percorso di riforma regionale. I risultati fin qui ottenuti dai Centri per l’impiego sono stati importantissimi, collocando l’Umbria tra le primissime regioni italiane, grazie soprattutto ad personale qualificato che rappresenta una vera eccellenza nel campo del sociale. Va attivato urgentemente un tavolo regionale di confronto tematico permanente con le controparti, a partire dalla Regione, per affrontare questioni soprattutto di tipo organizzativo”. Lo hanno chiesto alla Prima Commissione di Palazzo Cesaroni, presieduta da Andrea Smacchi, i rappresentanti sindacali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil e Rsu invitati in audizione circa le questioni relative ai Centri per l’impiego.

Rsu ed organizzazioni sindacali regionali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno costituito una piattaforma unitaria e presentato un documento, consegnato alla Commissione dove, sostanzialmente, viene rimarcata la centralità operativa dei Centri per l’impiego in merito alla messa in atto di azioni importanti ed articolate delle politiche attive del lavoro. Quindi la raccomandazione alla Regione di garantire il ruolo pubblico del servizio mettendo fine alla fase di ‘avvalimento’ del personale ed attivando la stabilizzazione dei lavoratori precari. Sono intervenuti, Fabrizio Fratini (Cgil Funzione pubblica), Marco Cotone (Uil – Funzione pubblica) e Ubaldo Pascolini (Cisl – Funzione pubblica), Miriana Tirabassi e Christian Biagini (Rsu – Cgil)

Numerose le domande poste dai membri della Commissione e da altri consiglieri regionali presenti. È emerso, tra l’altro, che la forza lavorativa dei Centri per l’impiego dell’Umbria è di 187 addetti di cui 154 nella provincia di Perugia e 33 in quella di Terni e che sono 67mila le persone che si sono rivolte a queste strutture (53mila Perugia e 14mila Terni). In conclusione dell’audizione, facendo una sintesi di quanto emerso nel corso della seduta, il presidente Smacchi ha assicurato i presenti circa la volontà della Commissione di approfondire la questione, annunciando che il prossimo 5 aprile chiederà all’assessore regionale Antonio Bartolini (già programmata la sua presenza in Commissione) e ai dirigenti regionali preposti una dettagliata informativa sulla problematica. A seguire è stata ipotizzata la predisposizione di una ‘Risoluzione’ unitaria da discutere in Aula. Tutti si sono dichiarati infine convinti che gli aspetti organizzativi dei Centri per l’impiego vadano affrontati anche in assenza delle decisioni conclusive del Tavolo nazionale.

LE RICHIESTE DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI. Innanzitutto è stata rimarcata l’opportunità che la Regione si riappropri della PROGRAMMAZIONE E DEFINIZIONE DI NORME PER IL RIASSETTO DEI SERVIZI definendo un metodo di approccio che tenga insieme in maniera sinergica le diverse parti coinvolte. L’auspicio è la COSTITUZIONE DI UN TAVOLO ISTITUZIONALE, anche nell’ambito della costituenda Agenzia regionale prevista dalla legge quadro regionale sulle politiche attive del lavoro, prevedendo la presenza delle rappresentanze aziendali Rsu e delle sigle sindacali di categoria e confederali. Viene ribadito quindi, con forza, il ruolo pubblico e gli obblighi posti dalla legge nei confronti dei disoccupati e del sistema economico, destinatari dei servizi per l’impiego, considerando anche il potenziamento dei servizi alle imprese, attraverso il RAFFORZAMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA dei servizi per l’impiego tenendo conto delle specificità territoriali diffuse su tutto il territorio regionale. Tra le richieste contenute nel documento l’auspicio che possa avere fine la FASE DI ‘AVVALIMENTO’ del personale da parte della Regione e che quindi i dipendenti addetti ai servizi per l’Impiego vengano immediatamente inseriti nei ruoli regionali. Si chiede anche che venga rivista la convenzione di ‘avvalimento’ per l’anno 2017 tra la Regione e Province con l’obiettivo di UNIFORMARE LA POSIZIONE DEL PERSONALE inserito nei servizi per l’impiego (interpello interno del 2015), prevedendo una più forte assunzione di responsabilità da parte della stessa Regione nella gestione dei servizi per l’impiego prevedendo un percorso di definizione delle problematiche che si concluda entro il primo semestre del 2017. Tra le richieste definite prioritarie, la STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE a tempo determinato, anche in considerazione dello sblocco delle assunzioni, della proroga della validità delle graduatorie concorsuali, mediante le quali sono stati assunti a tempo determinato i precari. Le nuove misure di superamento del precariato storico – è scritto nel documento – potrebbero essere contenute nel piano straordinario del Governo. E al fine di prevenire nuovi fenomeni di precariato, l’auspicio è che venga avviato un confronto con la Regione sulle modalità di gestione dei fondi del Piano Nazionale di Potenziamento dei Centri per l’Impiego. I sindacati chiedono inoltre l’avvio di un serio CONFRONTO TRA MINISTERO DEL LAVORO E REGIONI allo scopo di rendere stabili e duraturi i trasferimenti finanziari, così da dare certezze ai servizi ed al personale che vi opera; Venga definito un apposito TAVOLO DI CONFRONTO E CONCERTAZIONE circa l’approvazione del nuovo contratto integrativo decentrato (Cid), e le connesse tematiche in merito a salario accessorio, indennità di produttività e sportello, progressioni orizzontali e specifiche responsabilità, con il compito di uniformare tali problematiche nell’ambito delle due UOT preposte delle Province di Perugia e Terni. Infine la definizione di MODALITÀ E STRUMENTI PER L’EROGAZIONE IN AMBITO PUBBLICO DEI SERVIZI SPECIALISTICI, affinché siano in grado di sostenere la concorrenzialità prevista dalle nuove linee guida regionali, e un adeguato decentramento territoriale dei servizi quale efficace risposta ai bisogni di prossimità dei cittadini”. AS/

Fonte: Regione Umbria

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