[REGIONE UMBRIA] AMBIENTE: “THYSSEN KRUPP RISPETTI LE LEGGI. AIA NON AGGIORNATA” – LIBERATI (M5S) “REGIONE COPRE IRREGOLARITÀ I…

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(Acs) Perugia, 30 marzo 2017 – “Nel 2014, ormai quasi tre anni or sono, la Direzione Ambiente della Provincia di Terni e Arpa, dipartimento di Terni, inviarono all’allora presidente di Provincia, Leopoldo Di Girolamo, un’allarmante missiva relativa al mancato soddisfacimento degli standard ambientali imposti dall’Aia (Autorizzazione impatto ambientale) assentita nel 2010 a Thyssen Krupp”. Lo scrive Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle) spiegando che “si registrarono ben nove violazioni normative, ma, pur trovandoci in un Sin (siti di interesse nazionale) per le bonifiche, a ben tre anni dalla missiva citata e dopo un anno e mezzo dal passaggio ufficiale di alcune competenze dalle Province alle Regioni, la Giunta diretta da Catiuscia Marini ha attivato soltanto un tavolo di lavoro”.

Liberati ricorda che, in merito al recupero delle scorie, “l’azienda, dal 2010 ha avuto ben cinque anni per procedere. Nel 2015 è stata infine diffidata, proseguendo naturalmente ad accumulare rifiuti in aree già gravate da vaste contaminazioni certificate. Il fatto che, a breve, verrà forse trovata una soluzione per le scorie future – spiega -, dimostra che, quando si deve decidere, le cose si fanno, ma non cancella il resto, a partire dalla scottante questione della discarica, quella gigantesca miniera d’acciaio sepolto che, ad oggi, rappresenta soltanto un’estesa fonte di inquinamento delle falde acquifere, giacché nessuno ha imposto a Thyssen né il completamento del capping, né eventuali barriere idrauliche per isolare l’immondezzaio. Il tutto a un passo dalla Cascata delle Marmore che, sebbene illegalmente chiusa, è pur sempre un bene naturalistico mondiale”.

“Frattanto – continua il capogruppo pentastellato -, secondo tutti gli indicatori, in soli tre anni, a causa del logoramento degli impianti, la situazione generale è ulteriormente peggiorata, con lo sfondamento dei limiti-obiettivi qualità vigenti anche per quanto riguarda il nichel nell’aria di Terni per l’anno 2016; le emissioni platealmente non captate di metalli pesanti, tra cui nichel, cromo, mercurio, etc., con contaminazione di tutte le matrici; l’individuazione di cromo esavalente pure nei pozzi Thyssen ed extra moenia; il pesante ammorbamento del Fiume Nera fino almeno a Narni (come da ‘Studio ecotossicologico’ di parte e analisi ARPA Umbria), inter alia”.

“Thyssen – aggiunge Liberati – opera entro uno Stato di diritto che, finora, ha inteso seguire la parabola di Pulcinella. Ma è bene tenere a mente che anche i grandi e potenti soggiacciono alle leggi e, almeno in Occidente, non esistono più soggetti legibus soluti, come si fosse nel Medioevo. Da sempre, nel caso di specie, in troppi chiudono occhi e orecchie, fatti salvi il senso del dovere e la buona volontà di qualche isolata autorità, continuando pertanto a registrarsi pesanti ripercussioni per la stessa salute dei lavoratori e dei cittadini medesimi”.

“La Regione Umbria – conclude Liberati -, tre anni dopo quella allarmante missiva, anziché lavorare sulla sostenibilità quale obbligata e qualificante via per il futuro dell’industria, ha viceversa fatto nulla per aggiornare l’Aia, coprendo di fatto le persistenti irregolarità dell’azienda”. RED/as

Fonte: Regione Umbria

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