PORCARI Snai: la Regione chiede di sospendere i 54 licenziamenti – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

PORCARI. «Chiediamo alla Snai di Porcari la sospensione dei 54 licenziamenti e l’apertura di un confronto sugli ammortizzatori sociali. Questo ci permetterebbe di gestire eventuali esuberi e favorire la ricollocazione dei lavoratori in altre attività»: all’uscita dall’incontro a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, il consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini va dritto al punto. L’azienda Snaitech – nata dalla fusione di Snai e Cogetech – faccia marcia indietro rispetto alle sue intenzioni e blocchi le procedure di mobilità.

La Regione è disponibile ad aprire un tavolo di confronto per ragionare su forme di accompagnamento alternative ai posti di lavoro a rischio licenziamento. «Anche perché – aggiunge Simoncini – ci risulta che, nonostante la fusione, ci siano stati carichi di lavoro straordinario per i lavoratori, molto alti, dunque non si capisce perché la nuova società voglia mandare via i 54 lavoratori della sala scommesse di Porcari». Ma le grandi operazioni di fusione, si sa, portano spesso brutte notizie.

Comunque l’invito dei sindacati Fim-Cisl e Uilm-Uil e del sindaco di Porcari Alberto Baccini – su richiesta del consigliere regionale Pd Stefano Baccelli – è accolto in pieno. La Regione non solo sostiene la battaglia dei lavoratori, ma per oggi rilancia convocando Snaitech. All’ordine del giorno c’è il chiarimento delle motivazioni che hanno portato alle ipotesi di mobilità, ma verrà anche avanzata la proposta di bloccare gli esuberi. Sarà comunque ribadita la disponibilità della Regione a costruire percorsi di formazione e di orientamento dei lavoratori, e a rapportarsi con l’Inps, ente con il quale c’è un confronto aperto in questa fase sul riconoscimento della possibilità di accedere a ammortizzatori sociali per i lavoratori.

Ma la situazione rimane confusa. Fino a oggi il gigante delle scommesse creato da Maurizio Ughi pareva aver rallentato il piano esuberi. A luglio 2016 i lavoratori da licenziare erano 90, ridotti ora a 54, ma è Narcisa Pellegrini di Fim Cisl che racconta una storia diversa: «Vanno messi in conto 22 lavoratori che si sono dimessi volontariamente. I 10 tempi determinati non rinnovati, i 20 spostamenti nelle sedi Snai di Roma e Milano».

Eppure alla sala scommesse di Porcari ci sarebbero troppi doppioni. Troppi lavoratori che svolgono le stesse mansioni. Ribatte Pellegrini: «Ma allora perché tutte queste ore di straordinario chieste nel periodo che va da ottobre a gennaio per lavoratori che sono quasi tutti a tempo parziale?».

Rincara la dose Giacomo Saisi di Uilm-Uil: «Altra cosa che non torna. Al call center gli operatori sono oberati di lavoro, mentre è risaputo che mancano 10-15 lavoratori in organico. Perché, invece di parlare di licenziamenti, non trasferiscono un po’ di lavoratori dalla Snai di Porcari al call center?». Tutte domande che al momento non trovano risposta.

Intanto il tempo stringe. C’è un incontro fissato tra le parti sindacali il 5 aprile a Lucca. Subito dopo, se il piano degli esuberi diventerà

effettivo, il conto alla rovescia dei 75 giorni sarà inesorabile: 45 giorni per chiarire in sede sindacale, 30 giorni al ministero del Lavoro. Poi i giochi saranno finiti. Il bandolo della matassa sarà sfuggito di mano a tutti e i 54 lavoratori della Snai di Porcari saranno mandati a casa.

Fonte: Il Tirreno

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