[Lucca] Il Santo del giorno, 2 Aprile, San Giovanni Paolo II e la Sua visita a Lucca

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Lucca –

Il 2 aprile è il 92º giorno del Calendario gregoriano (il 93º negli anni bisestili). Mancano 273 giorni alla fine dell’anno.

 

Si ricordano:

Sant’Abbondio, vescovo di Como

Sant’Appiano, martire a Cesarea in Palestina

San Domenico Tuoc, martire

Sant’Eustasio di Luxeuil, abate

San Francesco da Paola, eremita, protettore dei naviganti

San Francesco Coll Guitart, fondatore delle religiose Domenicane dell’Annunziata

San Giovanni Payne, sacerdote e martire

San Nicezio di Lione, vescovo

San Pietro Calungsod, catechista filippino, martire

Santa Teodosia (Teodora) di Cesarea, vergine di Tiro, martire

San Vittore di Capua Vescovo

Sant’Urbano di Langres, vescovo

Tito il Taumaturgo, igumeneo – Chiesa ortodossa e Chiese greco-cattoliche di rito bizantino

Beato Diego Luis de San Vitores, gesuita, martire nelle Marianne

Beata Elisabetta Vendramini, vergine

Beato Giovannino Costa, pastore, martire

Beato Guglielmo (Vilmos) Apor, vescovo ungherese, martire

Beato Leopoldo da Gaiche, francescano

Beata Maria di San Giuseppe, fondatrice

Beato Nicola (Mykolay) Charneckyj, vescovo ucraino e martire

San Giovanni Paolo II

 

Noi, naturalmente, ricorderemo Giovanni Paolo II e con un’ottica particolare, quella che interessa a noi, giornale on-line, ma pur sempre locale e lucchese: quindi parleremo brevemente dell’indimenticabile visita del Papa a Lucca, nel 1989.

 

 

San Giovanni Paolo II

 

Correva il 23 settembre del 1989, di quello che fu considerato a giusto modo un evento straordinario. Gli alberghi della provincia registrarono il tutto esaurito. Ma Lucca ela sua Provincia di allora, nel pieno, del decennio che giustamente viene considerato quello del secondo boom economico italiano, era molto diversa! Non c’erano Summer Festival e Comix, del livello di oggi e riempire gli alberghi per la Piana è sempre stato un problema. Così non era stato per la visita del Papa polacco. Io fui incaricato di scrivere un libro di benvenuto, Witamy świętego per un errore del traduttore, lo chiamavamo già Santo!!! Invece che Swietosc, cioè Santità… che non a caso aveva il titolo bilingue. Le Ferrovie dello Stato potenziarono il servizio di treni per Lucca durante la mattina e si impegnò anche a fornire treni straordinari in orario serale. Così per l’allora Clap e gli anche gli altri mezzi pubblici.

Lungo il tragitto dei mezzi che trasportavano il Santo Padre vennero deposti molti lumini, drappi,stendardi, bandiere e scritte in polacco.I campionati di calcio dilettantistici della provincia si fermarono.

Noi, di TV Studio Lucca, allora la televisione ufficiale locale, approntammo una speciale diretta, come fecero i colleghi della tv cattolica di Bardelli, di TVL Pistoia.

Al termine della lunga “giornata lucchese”, cenò e pernottò presso la Pensione delle Suore Dorotee.

Durante le ore notturne un nutrito gruppo di fedeli vegliò sotto la finestra della sua camera.

Il Papa era atterrato, in elicottero, allora Campo Balilla..e anche quello, come troppe altre cose, non esiste più!

Entrò nelle mura da Porta S. Pietro tra ali di folla.

Alle 15,30 circa arrivò insieme alla sua delegazione in Piazza Napoleone dove, in un apposito palco avvenne la prima cerimonia che prevedeva l’incontro con i Sindaci dell’intera provincia.

Wojtyla incontrò poi nella cattedrale di San Martino l’intero clero lucchese: presenti 250 tra sacerdoti e religiosi, 400 suore e 600 laici rappresentanti dei consigli pastorali delle varie parrocchie

Alle 17,30 l’incontro con la folla oceanica che lo acclamò mentre si affacciava dall’esterno del Salone Arcivescovile di Piazzale Arrigoni dove erano presenti ben 5000 giovani e giovanissimi.

La giornata vide incontri scanditi senza sosta: uscito dalle stanze della Cattedrale salutò la folla festante per le vie della città.

Tra questi attimi che si trasformarono tutti in eventi, il momento che io ho vissuto in maniera più toccante e commovente, fu l’incontro, riservato a pochissimi! Con le Suore di Clausura al Santuario di S: Gemma Galgani, la scolare della Beata Elena Guerra, in questa terra di Santi!

Le Sorelle lo accolsero con un entusiamo forse superiore a quello dimostrato in questi giorni dalla econsorelel di clausura napoletane a Francesco!

Lì, rivedetti, per brevi momenti, una cara compagna del Liceo Machiavelli, che lì si era chiusa al mondo! Fu un saluto breve che mi bagnò di lacrime gli occhi. E addirittura in un momento di forzata pausa della cerimonia, mi potei inginocchiare ai piedi Woytila, baciargli l’anello pastorale e scambiare, forse per due minuti o tre che a me sembrarono ore! Due vedute su un mondo che Lui aveva cambiato, ma a me sembrava andasse ad una velocità ala lunga insostenibile!

Il momento culminante fu certamente quello della Santa Messa che venne celebrata allo stadio Porta Elisa alle 19 e durò un’ora e mezzo circa: i numeri di questa funzione religiosa sono degni di incontri di rilievo internazionale: 230 sacerdoti concelebranti, 400 ammalati sistemati in zone specifiche dell’impianto sportivo. I fedeli seduti sugli spalti o sul terreno di gioco erano in tutto 25.000. Il coro era composto da circa 800 persone.

Le riprese, sia nostre che quelle di TVL, mostrarono qualche …interruzione di troppo!

Il giorno seguente Lucca si svegliò molto presto per la partenza del Papa,

Un corteo di persone attese il Papa lungo Borgo Giannotti e le Mura.

Alle ore 8 il suo elicottero lasciò il terreno del campo Balilla.

Nell’omelia dello stadio Porta Elisa Giovanni Paolo II ricordava che tutti i progressi scientifici e tecnologici non sono solo opera dell’uomo ma è di Dio l’ispirazione con una frase che ancora oggi è attualissima “L’uomo della nostra epoca affascinato dalle scoperte della scienza e dalle vertiginose applicazioni che ne ha fatto… la tecnica, è però spesso assorbito dalle proprie opere da dimenticare il Creatore, il Dio dal quale prende inizio il creato con tutto ciò che contiene, con tutta la ricchezza…”

Io, senza peccare di iubris o di orgoglio, pensai che anche Sua Santità, in fondo, rifletteva ed aveva dubbi profondi su questi mutamenti globali che ci portavano troppo di fretta alla globalizzazione…ma ormai, sotto l’incedere di questo grande Papa dell’Est, pensavo al roteare della pale del suo elicottero, anche il Mondo Comunista stava per crollare definitivamente!

E noi?

 

 

 

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Il Papa sulla papamobile, assieme a Monsignor Agresti

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L’entusiasmo delle Suore

 

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La medaglia coniata per la visita a Lucca e Volterra

 

 

 

 

 

 

Fonte Verde Azzurro

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