[REGIONE UMBRIA] BANCHE: “TUTELARE I RISPARMIATORI DELLA CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO” – ROMETTI (SER) ANNUNCIA UNA MOZIONE: “…

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(Acs) Perugia, 10 aprile 2017 – “La Giunta regionale si attivi presso il Governo nazionale al fine di tutelare i piccoli risparmiatori della Cassa di Risparmio di Orvieto ed anche, più in generale, i risparmiatori di tutto il proprio territorio di riferimento, scongiurando in tal modo un danno ingente per la nostra regione”. È il dispositivo di una mozione presentata dal capogruppo dei Socialisti e Riformisti, Silvano Rometti.

Nell’atto di indirizzo, l’esponente socialista spiega che “la Cassa di Risparmio di Orvieto, negli anni e fino al 2016, ha posto in essere una consistente attività di intermediazione per la collocazione di prodotti finanziari, in parte provenienti dalla Banca Popolare di Bari che partecipa, quindi, al proprio capitale. Il ricavato delle operazioni di vendita – aggiunge – è andato a costituire parte dell’aumento di capitale della Banca Popolare di Bari, che in sede di approvazione del bilancio di esercizio, chiuso al 31 dicembre 2015, ha registrato una perdita economica pari a circa 500 milioni di euro, con conseguente svalutazione delle azioni di oltre il 20 percento”.

Rometti evidenzia che “in fase di vendita dei titoli ai risparmiatori della Cassa di Risparmio di Orvieto era stato assicurato che l’investimento, in caso di richiesta, sarebbe stato smobilizzato nell’arco di un breve periodo temporale. Ed a fronte di una massiccia richiesta di vendita delle azioni, intervenuta tra gli anni 2015 e 2016, il mercato interno ha registrato un vero e proprio tracollo”.

Silvano Rometti aggiunge che il DL ‘3/2015’ ha imposto alle Banche popolari con un attivo patrimoniale superiore agli 8 miliardi di euro, come nel caso della Banca Popolare di Bari, la trasformazione in spa. Il Dl ha inserito, tra l’altro, una norma che consente una limitazione del diritto di recesso, potendo lo stesso essere esercitato dalla stessa banca entro limiti temporali indefiniti, che consentono in tal modo all’istituto bancario debitore di stabilire se e quando rimborsare gli azionisti creditori. Nell’evidenza di questo difetto costituzionale, il Consiglio di Stato ha posto alla Corte Costituzionale la relativa questione di legittimità, con la sospensione, nel contempo, del termine di convocazione dell’assemblea di trasformazione”.

Il capogruppo socialista spiega infine che “a seguito di tale situazione, i risparmiatori della Cassa di Risparmio di Orvieto si trovano nella condizione che vede: le proprie azioni bloccate e non vendibili sul relativo mercato; le azioni non rimborsabili, secondo quanto previsto dal codice civile, a causa della mancata trasformazione della banca in spa; l’impossibilità di azionare la richiesta di liquidazione coatta amministrativa in forza dell’intervenuta sospensiva del Consiglio di Stato in attesa della decisione della Consulta”. RED/as

Fonte: Regione Umbria

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