Firenze Siria, approvata risoluzione di Articolo 1-MdP per chiedere azioni urgenti per ristabilire la pace

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“Chi non batte ciglio alla vista di sanguinosi delitti conferisce loro propriamente l’apparenza delle cose naturali. Designa il crimine atroce come alcunché di scarsa rilevanza quale è la pioggia e, come la pioggia, altrettanto inevitabile”. Con queste parole tratte da una poesia di Bertolt Brecht il capogruppo di Articolo 1-Movimento democratici e progressisti Alessio Rossi ha voluto introdurre la risoluzione, approvata nel consiglio comunale di oggi, per chiedere azioni urgenti in grado di ristabilire la pace in Siria.

Il documento, presentato dal gruppo Articolo 1-Mdp e sottoscritto dai capigruppo Bassi (PD), Grassi (Frs), Scaletti (La Firenze Viva) e Amato (Alternativa Libera), sarà trasmesso al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri, ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (fdr)

 

Segue il testo della risoluzione

 

Tipo atto: Risoluzione

Oggetto: Per la Pace in Siria

Proponente Alessio Rossi

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE: la crisi siriana è iniziata nel marzo 2011 con le manifestazioni pubbliche contro il governo di Bassar Al Asad ed è sprofondata in una vera e propria guerra civile a partire dal 2012;

in questi sei anni, il conflitto ha causato oltre 300 mila vittime secondo le stime delle Nazioni Unite, tra le 400 mila e le 500mila secondo un conteggio effettivo di altre organizzazioni umanitarie. Secondo la stima ONU, delle 300 mila vittime 100 mila sarebbero civili, 20 mila i bambini e 10 mila le donne;

RILEVATO CHE: dall’inizio del conflitto più di 11 milioni di persone, ovvero quasi metà della popolazione prima dell’inizio della guerra, sono state costrette ad abbandonare le proprie case: 5 milioni di persone hanno trovato rifugio fuori dalla Siria, mentre è di 6,5 milioni di persone il numero degli sfollati interni.

Moltissime di queste persone hanno bisogno di assistenza; molte altre si trovano attualmente sotto l’assedio delle bombe in varie aree del Paese, pressoché isolate, con crescenti difficoltà a far giungere loro aiuti umanitari. In particolare risultano esserci centinaia di migliaia di persone bloccate al confine turco, 640 mila bloccate sotto assedio militare nel Paese e 78 mila bloccate al confine giordano;

DATO CHE: le persone che in totale necessitano di assistenza sanitaria e protezione risultano essere più di 13 milioni, di queste 5,7 milioni hanno bisogno immediato di aiuto e 6,5 milioni hanno scarso accesso ai beni e servizi primari;

CONSIDERATO CHE: dall’inizio del conflitto la perdita economica in Siria è stimata in 255 miliardi di dollari e oggi 4 siriani su 5 vivono in condizioni di estrema povertà, ma sono i bambini che hanno pagato il prezzo più alto del conflitto; secondo l’organizzazione Save the Children sono ancora 5,8 milioni i bambini che vivono sotto i bombardamenti e necessitano di aiuti immediati. Sono almeno 3 milioni i bambini che hanno oggi sei anni e non hanno mai conosciuto altro che la guerra; 1,7 milioni di bambini non possono andare a scuola in Siria.

Una scuola su tre è oggi inutilizzabile nel Paese, mentre molte risultano essere occupate dalle varie milizie e gruppi armati che operano in Siria;

CONSIDERATO CHE: nel 2016 sono 652 i bambini siriani uccisi e 647 quelli feriti gravi; l’ultimo bilancio di morte è avvenuto nella città di Khan Sheykhun ed ha provocato 72 vittime, tra cui 20 bambini e 17 donne. Complessivamente stando alle fonti mediche e ospedaliere che si trovano in Siria, i morti dopo i raid degli ultimi due giorni ad Idlib e a Khan Shaykhun sono 125, di cui 32 bambini e 12 professionisti della sanità;

PRESO ATTO CHE: dall’inizio delle proteste di piazza, inquadrate nell’ambito di quella che poi è stata definita “Primavera araba”, la situazione in Siria è sprofondata velocemente verso il caos, via

via alimentato da una sanguinosa “guerra per procura”, iniziata dalle speculazioni delle potenze regionali – su tutte Turchia, Iran, Arabia Saudita – che poi si sono incrociate con le strategie delle grandi potenze globali – in particolare Usa, Russia;

CONSIDERATO CHE: la destabilizzazione della Siria è stata alimentata dal conflitto e dalla successiva disgregazione di un altro Paese, l’Iraq, di cui è responsabile in larga parte l’occidente;

negli ultimi mesi, da quando è partita l’operazione per la liberazione della città di Mosul in Iraq, molte decine di migliaia di persone hanno varcato la frontiera con la Siria ed hanno raggiunto le zone del Rojava-Federazione della Siria del Nord;

in particolare, queste persone hanno raggiunto i campi profughi allestiti nell’area di Derek. Tuttavia la situazione di embargo che persiste sulla Federazione della Siria del Nord, sia al confine con la Turchia, sia con il confine con il Kurdistan Irakeno, non consente l’invio di aiuti umanitari e scarseggiando i rifornimenti di cibo, acqua, medicine e strutture di accoglienza, la situazione è vicina al collasso;

RITENUTO CHE: occorrerebbe quindi un aiuto straordinario per quell’area, così come per le altre zone della Siria oggi sotto assedio o isolate, e non è più rinviabile l’apertura di corridoi umanitari per consentire urgentemente l’invio di aiuti umanitari e la messa in sicurezza della popolazione civile che non più rimanere in quelle zone;

VALUTATO CHE: al tempo stesso, anche alla luce dell’imminente liberazione della città di Raqqa, da parte delle Forze democratiche siriane non è più rinviabile l’elaborazione di un serio piano, che preveda la fine delle ostilità, una road map verso la direzione di una Siria democratica;

RITENUTO CHE: dopo sei anni di conflitto è arrivato il momento per le armi di tacere e alla soluzione militare non può che sostituirsi una soluzione politica, da costruirsi nel quadro dell’unità della Siria, in cui le parti in conflitto si impegnino a rispettare le diversità dei popoli costituenti in una nuova Siria democratica.

CHIEDE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO:

– di favorire un immediato cessate il fuoco che preveda in particolare la cessazione dei bombardamenti indiscriminati che sempre più spesso prendono di mira obiettivi sensibili, quali: scuole, mercati, ospedali;

– di assumere iniziative urgenti per l’apertura di corridoi umanitari dalla Siria, in particolare prevedendo misure straordinarie con riferimento ai minori, facendo sì che la Turchia apra immediatamente le frontiere per permettere il passaggio dei convogli umanitari;

– di promuovere la ricostruzione delle aree liberate dalla presenza dello Stato Islamico in Siria e nella Federazione della Siria del Nord;

– di favorire il dialogo tra le forze democratiche del paese, implementando la road map tracciata dal vertice di Vienna con l’obiettivo di tenere una Conferenza nazionale siriana promossa dalle Nazioni Unite a cui devono essere invitate tutte le organizzazioni della società civile siriana, democratiche, politiche;

– di proporre nelle sedi internazionali misure immediate per bloccare le risorse di finanziamento delle varie fazioni armate in Siria e fermare la fornitura di armi alle parti in conflitto nel Paese;

– di proporre in sede ONU una indagine internazionale su quanto accaduto a Idlib e a Khan Shaykhun, affinché i responsabili siano processati per crimini contro l’umanità davanti alla Corte Penale Internazionale.

CHIEDE ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

– di trasmettere il presente documento al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri, ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

 

Fonte: Comune di Firenze

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