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[Lucca] IL SANTO DEL GIORNO 11 APRILE SANTA GEMMA

Lucca –

 

L’11 aprile è il 101º giorno del Calendario Gregoriano (il 102º negli anni bisestili). Mancano 264 giorni alla fine dell’anno.

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Festa di:

 

Sant’Antipa di Pergamo, martire

San Barsanofio, eremita

San Domnione di Salona, vescovo e martire

San Filippo di Gortina, vescovo a Creta

Santa Gemma Galgani, vergine

San Guthlac, eremita

Sant’Isacco di Monteluco, monaco

San Stanislao, vescovo e martire

Beato Angelo da Chivasso, sacerdote

Beata Elena Guerra, vergine

Beato Giorgio Gervase, benedettino e martire

Beato Giovanni di Massaccio, religioso

Beato Lanuino, monaco certosino

Beati Paolo e Giacomo, cavalieri mercedari

Beata Sancia del Portogallo, principessa, vergine

Beato Sinforiano Felice Ducki, religioso e martire

 

 

Santa Gemma Galgani, la bellissima mistica di Lucca

 

Gemma Galgani (Capannori, 12 marzo 1878 – Lucca, 11 aprile 1903) è, in terra di santi e beati che la cattolicissima Lucca ha partorito a iosa, senza voler far torto ad alcuno, la nostra preferita! Questa vera “Gemma” di fede fu legata particolarmente all’Ordine dei Passionisti e a San Gabriele dell’Addolorata, come sarà più tardi quel sant’uomo di Monsignor Lazzarini, grande figura lucchese di prete e studioso, anch’egli in odor di santità, che se ne andò da questa terra prorpio lo stesso giorno del santo abruzzese. Anche se, proprio come Monsignor Lazzarini, Gemma con rammarico mai appartenne a quest’Ordine!

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Il Volto quasi da bambino di San Gabriele dell’Addolorata, al quale si legarono a Lucca, Santa Gemma e Monsignor Lazzarini

 

Grande mistica, in un secolo dove queste capacità estatiche si sono perse, a al quale peraltro mai appartenne, visse appena 25 anni di intensissima spiritualità. Gemma è stata una mistica tutta infuocata dall’amore di Gesù, questo amore le ha permesso di vivere un’autentica, inestinguibile ed unica passione. Dalle sue “Lettere” traspare tutto il suo sviscerato amore per il Cristo, amore che raramente si può trovare nella stessa intensità in altri Santi. «Chi t’ha ucciso, Gesù» chiede Gemma. E risponde Gesù «L’amore» (II 82).

La sua memoria liturgica è, universalmente, l’11 aprile, giorno della sua morte, sebbene venga ricordata dall’Ordine Passionista e dall’Arcidiocesi di Lucca il 16 maggio.

Nata Gemma Umberta Pia Galgani nel 1878 a Borgonuovo, rimase orfana della madre a sette anni. Cresciuta con il padre e i fratelli a Lucca, studiò presso le Suore Oblate dello Spirito Santo, più note come le Zitine, fino al giorno in cui, a causa d’un fallimento, la sua famiglia perse ogni avere e si trasferì in una povera abitazione in via del Biscione (oggi via Santa Gemma Galgani). Lì, Gemma affermò di aver ricevuto le stigmate.

 

 

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Santa Gemma ebbe un’insegnate d’eccezione, la Beata Elena Guerra, fondatrice delle Oblate dello Spirito Santo, più note a Lucca, come “Zitine”. Anche la Beata Elena presto assurgerà agli onori dell’altare.

 

Rifiutata dai monasteri della città, – Gemma non ha potuto rivestire l’abito di consacrata a Dio e questo rappresentò senza dubbio la più grande delusione della sua vita, – venne adottata dalla ricca famiglia Giannini che le offrì vitto e alloggio nella propria casa, per circa quattro anni, in via del Seminario a Lucca. Lì Gemma visse gli ultimi anni della sua giovane vita, assistita spiritualmente da monsignor Volpi, suo confessore, e dal passionista Germano Ruoppolo, che in sèguito scrisse la sua prima biografia.

In Gemma si verificarono, oltre le Stigmate, due fenomeni mistici preternaturali: il sollevamento delle costole, quando la Santa ebbe a dire a Gesù «Sei troppo grande, o Gesù: il mio cuore è piccolo, tu non ci puoi stare, che si dilati questo cuore!»; il secondo fenomeno è quello dell’ustione del petto, quando la si sentì esclamare «Ma saranno queste fiamme effetto dell’amor tuo, o Signore?»

La sua personalità era d’asceta: Andava scalza e senza calze anche d’inverno. Portava il cilicio finché non le fu proibito.

Affetta da tubercolosi venne allontanata, per prevenzione, dall’abitazione dei Giannini e condotta in una casa vicina, in via della Rosa dove morì a 25 anni. Dopo la sua morte cominciò l’edificazione d’un monastero di passioniste a Lucca, come ella aveva ardentemente desiderato e dove ancora oggi riposano le sue spoglie.

 

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Un ritratto e una lapide sono posti a Lucca all’ingresso della casa ove morì la Santa

 

  

Stranamente Gemma è Patrona dei Paracadutisti che una volta l’anno si radunano nel Suo Santuario, terminando la Messa e lanciando in Suo onore, il grido: “Folgore!”.

Questo fatto ha due spiegazioni: una di tipo mistico ed una storica.

I paracadutisti spesso scaraventati oltre le linee nemiche, sono sbattuti dal vento, un pò come Gemma, quando il nemico infernale, viste andare a vuoto tutte le astuzie che usava per ingannarla, la faceva “volare” di qua e di là e Lei diceva essere salvata solo dal volo del Suo Angelo Custode, che la soccorreva e sorreggeva!

Durante l’ultima guerra fu costituita a Tarquinia una Scuola-Paracadutisti. Le Consorelle Passioniste di Santa Gemma di quella cittadina, che lavoravano i distintivi del Corpo, essendo state incaricate di ricamare sui paracaduti il numero della matricola e il distintivo speciale in oro, argento e seta secondo il grado del rispettivo paracadutista, pensando al rischio al quale si sarebbero esposti quei cari giovani con materna premura si prendono la libertà d’includere dentro ciascun distintivo la reliquia della nuova Santa ed esortano caldamente i militari venuti a visitare gli apparecchi a raccomandarsi alla cara Santa italiana, che essendo stata salvata tante volte dal suo Angelo Custode, certamente li avrebbe protetti nelle loro pericolose manovre.

Il suggerimento incontrò le simpatie di tutto l’eroico Corpo, e si pensò di chiedere alla Postulazione che facesse dichiarare ufficialmente S. Gemma Patrona dei Paracadutisti.

I giovani paracadutisti della Folgore, immolatisi da eroi, battendosi quasi a mani nude, nelle sabbie di El-Alamein nel 1942, ricevettero subito dopo la battaglia da Radio Londra il riconoscimento più alto in un messaggio pieno di ammirazione. «I resti della divisione Folgore – annunciò lo speaker – hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane!».

Un coraggio estremo, una determinazione, una volontà di ferro, che la loro Patrona Gemma, per sempre giovane, dimostrò nella fede in Cristo!

  

 

 

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Pochissime e rare sono le immagini della Santa, per la sua ritrosia che fu vinta dopo non pochi tentativi e qualche espediente, da un fotografo e dall’insistenza delle consorelle altrimenti non esisterebbero queste preziose immagini di uno, in assoluto, dei più bei volti di santa del mondo!

Fonte Verde Azzurro