[REGIONE UMBRIA] LAVORI D'AULA (3) TESTO UNICO AGRICOLTURA: APPROVATE PROPOSTE DI MODIFICA DELL'ESECUTIVO. GESTIONE B…

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(Acs) Perugia, 8 maggio 2017 – Con 12 voti favorevoli della maggioranza (Pd, Ser, misto-Mdp), 5 astenuti (FI, FdI, Rp, M5S), 2 voti contrari (LN), l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale che modifica il Testo unico in materia di agricoltura (legge regionale ’12/2015′). Modifiche che mirano alla valorizzazione del patrimonio agricolo regionale e riguardano l’affidamento della gestione del Banco della Terra all’Agenzia forestale regionale (Afor) e la soppressione della gratuità e agevolazione dei canoni di locazione e delle concessioni.

Approvato un emendamento presentato dall’assessore al Patrimonio, Antonio Bartolini e che riguarda l’articolo relativo alla norma finanziaria. Il testo licenziato dalla Commissione prevedeva la collocazione della cifra derivante dai canoni direttamente all’interno del bilancio regionale per il finanziamento della legge di istituzione dell’Agenzia forestale regionale, mentre l’emendamento approvato dall’Aula, con i voti della maggioranza, l’astensione del centro destra e liste civiche ed il no del M5S sottolinea che “le attività svolte dall’Afor per la gestione del Banco della Terra non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale in quanto tali attività vengono svolte nell’ambito delle funzioni istituzionali e per le quali Afor riceve i relativi finanziamenti”. Nel merito è intervenuto Eros Brega (Pd-presidente della Seconda Commissione) che, pur annunciando il suo voto favorevole ha invitato la Giunta, “in casi come questi di modifiche di carattere tecnico, ad armonizzare i testi direttamente in Commissione e non in Aula”. 

Le modifiche al testo riguardano, oltre l’affidamento della gestione del Banco della Terra all’Agenzia forestale regionale (Afor), e la soppressione della gratuità e agevolazione dei canoni di locazione e delle concessioni, l’introduzione di criteri di premialità, da inserire nei bandi/avvisi per l’assegnazione dei beni del Banco della terra. Viene soppresso il Comitato di coordinamento del Banco della terra”. 

Nella relazione di maggioranza, EROS BREGA (Pd- Presidente Seconda Commissione) ha specificato che “l’atto, oltre a  contenere modifiche ed integrazioni al Testo unico dell’Agricoltura, più precisamente la parte legislativa relativa all’agricoltura sostenibile, contiene anche norme che incidono sulla legge regionale ’14/1997′ (Norme sull’amministrazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale e delle aziende sanitarie locali). 
Le MODIFICHE RIGUARDANO IL BANCO DELLA TERRA che consiste in un elenco di beni immobili, terreni agricoli o a vocazione agricola, terreni agroforestali e aziende agricole, fabbricati rurali di proprietà pubblica, ma anche terreni agricoli o a vocazione agricola o terreni agroforestali di proprietà privata, che sono idonei e disponibili per operazioni di locazione o di concessione.
Nel Banco della terra possono essere inclusi oltre a beni di proprietà della Regione o di enti da essa controllati anche, previa convenzione, beni di proprietà di enti locali o di proprietà privata. Convenzione che dovrà essere stipulata non più con la Regione, ma con l’Agenzia forestale regionale. Dunque, tra le modifiche più significative vi è il ruolo assegnato all’Agenzia regionale forestale, individuata per la gestione del Banco della terra in luogo della Regione Umbria.  L’individuazione dell’Agenzia in tale ruolo consente anche di prevedere la soppressione del Comitato di coordinamento del Banco della terra. 
L’Afor sarà chiamata a: predisporre ed aggiornare l’ELENCO DEI BENI DEL BANCO DELLA TERRA idonei e disponibili per operazioni di locazione o di concessione; individuare il DIMENSIONAMENTO necessario ai fini dell’ottimizzazione dell’impiego produttivo dei terreni contenuti nel Banco della Terra e l’unità produttiva idonea alla formazione di un’impresa agricola valida sotto il profilo tecnico ed economico; COORDINARE LE ATTIVITÀ necessarie per le procedure di assegnazione dei beni, in collaborazione con gli enti locali sul cui territorio insistono i beni oggetto di assegnazione. 

Ulteriori modifiche sono volte a prevedere che nel Programma di politica patrimoniale e nel Piano annuale siano individuati i beni di proprietà della Regione o degli Enti controllati dalla Regione aventi le caratteristiche per essere inseriti nel Banco della terra. Altro intervento di modifica riguarda il contenuto del regolamento di attuazione che dovrà disciplinare i criteri per l’individuazione dei canoni di locazione e delle concessioni. Viene prevista l’eliminazione del riferimento alla gratuità e al canone agevolato. Con il regolamento di attuazione verranno indicate anche le modalità per il recesso dell’amministrazione pubblica nel caso di inutilizzo o di utilizzo dei beni in modo difforme rispetto al progetto di impiego degli stessi. Viene disciplinata la possibilità di miglioramenti, addizioni e trasformazioni, per i beni di proprietà della Regione o di enti controllati dalla Regione che fanno parte del Banco della terra, realizzabili da parte del concessionario o  del locatario. Vengono inoltre introdotti criteri di premialità, da inserire nei bandi/avvisi per l’assegnazione dei beni del Banco della terra”.

EMANUELE FIORINI (Ln – relatore di minoranza): “In merito al Patrimonio regionale, molti beni non trovano una facile collocazione sul mercato immobiliare, diventando per l’Ente, fonte di spesa per il loro mantenimento ordinario e straordinario. Cambia la gestione del Banco della Terra, la cui amministrazione passa dalla Regione all’Agenzia per la Forestazione. Il problema sta nel fatto, che quest’ultima non ha né le competenze, né le risorse necessarie, per poter far fronte a un così gravoso compito gestionale, come ha evidenziato in audizione il suo presidente Nalli, che ha espresso forti preoccupazioni riguardo, questo passaggio di consegne. Non si può quindi affermare che queste incombenze non comporteranno aggravi di spesa a carico del bilancio regionale.  Non sono stati quantificati i nuovi fondi da iscrivere a bilancio, derivanti dalla messa a reddito dei terreni che con questa riforma del Testo unico dell’Agricoltura, non saranno più  concessi/locati o venduti  gratuitamente a giovani e cooperative sociali. Nutriamo molti dubbi su l’attuazione di consistenti  investimenti, su immobili che sono in  forte stato di abbandono, spesso situati in zone impervie, quasi totalmente sprovviste delle utenze domestiche e di opportune infrastrutture viarie che ne permettano un facile raggiungimento. Va ricordato che le entrate derivanti dalla locazione o dalla vendita dei beni patrimoniali deve essere destinata ad un Fondo speciale di valorizzazione ( e una quota del 30 per cento almeno, deve essere destinata alla programmazione di attività, che permettano l’insediamento di giovani agricoltori da parte degli Enti locali e regionali. Per un lavoro più utile e proficuo, per una maggiore consapevolezza e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, sarebbe stato importante partire dallo Studio Cassese del 1995, che opportunamente aggiornato, avrebbe dato alla Giunta regionale, ai suoi Uffici e a questa Assemblea, una visione  più organica e completa, oltre che gli strumenti necessari, per rendere più appetibili sul mercato i beni dell’Ente. Invece si procede con modifiche ed integrazioni legislative, che il più delle volte restano inattuate, prive sopratutto, delle risorse finanziarie necessarie la loro attuazione. I 110mila euro stanziati con il bilancio previsionale 2017-2019 a favore del Testo Unico dell’Agricoltura, non sono nemmeno sufficienti per pagare un dirigente regionale, mi domando quindi come sarà  possibile rendere operativo questo atto. Resta il rammarico e il disappunto per l’ennesima occasione persa di poter rendere l’Umbria meno burocratizzata, più vicina ai giovani e più libera dalle  logiche che la governano da sessant’anni a questa parte”.

Interventi:
CLAUDIO RICCI (RP): “QUESTO TESTO PONE UN PUNTO SOSTANZIALE DI RIFERIMENTO. SI TRATTA DI UN TEMA, QUELLO DELLA VALORIZZAZIONE DEI BENI PUBBLICI, PIÙ VOLTE RICHIAMATO DALLA CORTE DEI CONTI. È importante dare impulso all’attività dell’Afor chiamata a diventare sempre più un importante strumento per gli stessi Comuni, per le manutenzioni ed i servizi del proprio territorio, soprattutto per le strade minori. Il patrimonio interessato è di circa 360 ettari con significanti beni immobili. Bene la previsione di premialità nel quadro delle attività giovanili che abbracciano una fascia dai 18 ai 40 anni. Si tratta di un patrimonio importante collocato sul monte Peglia, Subasio e Alta Umbria, ad una altitudine tra 650 e 800 metri. Una media altura con caratteristiche significative a livello artistico ed ambientali. La Regione Umbria è stata tra le prime Regioni ad aver realizzato il censimento dei beni sparsi. Un atto urbanistico di grandissima importanza. Nel 2015 l’agricoltura ha avuto un incremento del 16 per cento a livello nazionale per posti di lavoro e nelle facoltà universitarie di scienze agrarie, sempre nel 2015, si è registrato un aumento di iscritto del 44 per cento”.  

ANTONIO BARTOLINI (Assessore regionale): “Si tratta di un atto molto importante e sul quale stiamo registrando particolare attesa. Viene messo in circolo il patrimonio agricolo regionale con l’obiettivo di una adeguata valorizzazione. Ci sono Comuni interessati a questa iniziativa che mette a scala il patrimonio pubblico. Importante e positivo il lavoro svolto dalla Commissione consiliare, c’è stato dibattito e partecipazione. Sono state recepite le istanze della Commissione”. AS/

Fonte: Regione Umbria

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