Firenze Consiglio Comunale 18 maggio 2017 / la variazione di bilancio

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L’assessore Alberto Merelli ha presentato al Consiglio Comunale una variazione di bilancio ripartendo dalle cifre acquisite lo scorso 27 aprile quando è stato approvato il rendiconto 2016. “Questa variazione di bilancio è nata per sostenere la variazione al piano triennale proposta dal vicesindaco. Nove sono gli ulteriori milioni a disposizione, 6 vengono finanziati con l’avanzo di amministrazione del 2016, abbiamo poi anticipato la contrazione dei mutui dal 2019 al 2017 per una cifra di 3 milioni circa. Se con il bilancio di previsione avevamo previsto 23 milioni di investimenti, questa variazione li porta a circa 32. Un importo eccezionale per quella che è la storia del Comune di Arezzo. Si tratta di un impegno importante ma che abbiamo preso perché ci sentiamo di vincere la sfida. A fronte del dato sui mutui, la situazione debitoria del Comune è questa: per il 2017 il debito residuo sarà di 22.770.000 euro. Tuttavia se nel 2019 erano previsti nuovi mutui per 3 milioni di euro adesso non verranno più contratti. Abbiamo, per così dire, anticipato i tempi così che il debito residuo nel 2019 conoscerà un incremento molto ridotto. Per le risorse da acquisire tramite le alienazioni, avevamo previsto nel 2017 entrate per 3.604.000 euro, una cifra che scende a 2.857.000 euro. Cito, inoltre, per la parte corrente, maggiori entrate da sanzioni al codice della strada per 300.000 euro, i dividendi Atam per 400.000 euro, i 128.000 euro del fondo di solidarietà. Queste ultime entrate correnti andranno a finanziare i progetti per la cultura e azioni per la notifica delle sanzioni”.

Luciano Ralli: “Se guardiamo al futuro, credo che per come è strutturato l’aspetto istituzionale del paese i Comuni abbiamo difficoltà nel reperire risorse significative. Dobbiamo allora sopperire con quello che chiamo lobbyng territoriale: non possiamo essere fuori da questo gioco, in solitudine andiamo poco lontano. I nostri rappresentanti in Parlamento o in Regione vanno coinvolti. Altrimenti siamo sempre alle prese con risorse che ci consentono giusto la manutenzione di strade e scuole ma non interventi strategici”.

Alessandro Ghinelli: “in qualità di consigliere comunale e non da sindaco replico positivamente a Ralli sul lobbyng territoriale: un’amministrazione comunale oggettivamente non può fare da sola e non solo per una questione di risorse ma, ancora di più, di programmazione. Devo riconoscere che in due anni di mandato ho avuto l’aiuto solo dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. Su due questioni: la Due Mari e le fermate dei treni Eurostar. Mi aspettavo di più su Banca Etruria dai parlamentari. Doveva rinascere come banca del territorio e ho scritto alle massime cariche istituzionali del paese perché questo obiettivo venisse raggiunto. Sono stato lasciato solo. Ma è Arezzo che non merita di essere lasciata isolata”.

Matteo Bracciali: “la dimensione della candidatura Ghinelli era riassunta da questo slogan: prima gli aretini. Avete fatto una battaglia contro le aziende interprovinciali e poi inevitabilmente vi trovate dentro di esse senza riuscire a cambiare nulla. Non avevo dubbi su Vincenzo Ceccarelli mentre su Banca Etruria è stata costruita una campagna denigratoria contro un partito composto da persone che non avevano a che fare con quella banca. La ex Lebole: noi avevamo provato a dare un disegno a quell’area, con un partner commerciale, cercando di cogliere un’occasione. Ora quel percorso si è interrotto e i segnali c’erano già un anno fa quando governava la giunta Ghinelli. Se il sindaco parla come 33esimo conigliere palesa soltanto debolezza”.

Francesco Romizi: “cos’ha fatto il Comune sulla sanità? Il sindaco è stato il primo firmatario di un referendum contro una legge della Regione Toscana. Sono gesti che poi hanno le loro conseguenze politiche. Sui rifiuti, alcuni sindaci dell’Ato mi dicono che è tutto fermo. Sull’acqua, che fine ha fatto l’impegno assunto in campagna elettorale? Siamo nei nei giornali nazionali per le battaglie contro migranti e omosessuali e per una piazza da dedicare a un moto anti-ebraico”.

Roberto Bardelli: “dopo due anni noto che si invoca il lobbyng istituzionale. E non mi si venga a citare la ex Lebole, la storia di un disastro annunciato. Voglio invece citare una vicenda che non ha avuto pubblicità: l’utile di nuove acque. Solo l’assessore Marco Sacchetti ha proposto all’ultima assemblea di ambito che fosse destinato a investimenti e per giungere a un decremento delle tariffe a favore degli utenti. Marco Sacchetti è stato seguito da due Comuni. Questo è un fatto: l’assessore della giunta di centrodestra ha posto la questione della distribuzione dei dividendi. Il precedente sindaco parlava di ripubblicizzazione di Nuove Acque ma quanti treni sono stati persi in quegli anni”.

Federico Scapecchi: “non mi pare che ci sia stato un processo al Pd in quest’aula su Banca Etruria, semmai atti di indirizzo approvati all’unanimità. Per ora l’opposizione si distingue semmai per spirito polemico e atteggiamento per nulla costruttivo. Su questo dovrebbe fare un’esame di coscienza”.

Egiziano Andreani: “il problema di fondo di questa città è che abbiamo poche persone che intervengono per difenderla. Occorrono forti sinergie e questo significa procedere con contributi positivi. L’esempio emblematico è del Viva Maria, dove si parla ideologicamente e senza cognizione dei fatti storici”.

Alessandro Caneschi: “la ex Lebole è stata una vicenda complessa, cominciata con le prime giunte di centrodestra. Ed è arrivata a un punto delicato perché siamo dinanzi a due anni persi e dopo un periodo del genere un imprenditore si allontana”.

Luca Stella: “non vedo grandi differenze fra chi siede in Consiglio Comunale se non nei banchi occupati e su aspetti specifici come l’immigrazione. Per cui le considerazioni di Ralli, se vengono da una riflessione interna al Pd, sono molto importanti. Anche noi abbiamo bisogno di tutti soprattutto quando si tratta di un aiuto serio. Quindi auspico che sia un’uscita con un seguito”.

Alessandro Ghinelli: “era un dibattito che andava fatto, al di là dell’argomento specifico della pratica in questione: quando sono intervenuto da ‘consigliere comunale’ mi sono attenuto al tema posto dal consigliere comunale Luciano Ralli. Intanto aggiungo a Ceccarelli un’altra persona con la quale ho un ottimo rapporto: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Che si è concretizzato nell’accordo di programma sul museo dei tesori di Arezzo. Alla faccia dell’isolamento. Abbiamo toccato vari temi, a cominciare dall’area ex Lebole sulla quale espressi alcune titubanze all’epoca in cui ero consigliere di opposizione: urbanistiche, di viabilità e di sostenibilità economica. Il progetto, dunque, aveva a mio giudizio alcune criticità. Ora che gestisco la vicenda da sindaco uno dei partner si tira indietro proprio a causa dei suddetti aspetti di sostenibilità che provai a evidenziare e a causa di un contesto socio-economico e finanziario che ci vede in affanno. Dal sottoscritto mai è venuta polemica politica su Banca Etruria, purtroppo ho registrato con rammarico l’immagine di città veicolata dai media nazionali. Sui rifiuti mai ho parlato di raddoppio dell’inceneritore, semmai di un aumento di tonnellate incenerite e solo di un 10% comunque compatibile con quanto l’impianto può sostenere. E in futuro, convertiremo San Zeno in un impianto di recupero e saremo i primi in Toscana. Vi è poi la battaglia politica sostenuta in prima persona dentro l’Ato attraverso la quale l’autorità di ambito si è reimpadronita del timone di un ente che ha la funzione di indirizzo e controllo verso il gestore”.

La variazione proposta da Merelli è stata approvata con 18 voti favorevoli e 6 contrari.

 

 

Fonte: Comune di Arezzo

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