[REGIONE UMBRIA] LAVORI D'AULA (1): “STABILIZZAZIONE DEI MAGISTRATI ONORARI PER EVITARE IL BLOCCO DELLE ATTIVITÀ DEGLI UFF…

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(Acs) Perugia, 30 maggio 2017 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti una mozione presentata dal consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi (PD-vicepresidente dell’Assemblea) che impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento per favorire la stabilizzazione dei magistrati onorari e per far riconoscere agli stessi una retribuzione adeguata alle funzioni svolte, nonché le corrispondenti tutele in materia previdenziale e assistenziale. 

“La stabilizzazione dei magistrati onorari – ha spiegato Guasticchi in Aula – è una questione non ulteriormente rinviabile e occorre procedere al riconoscimento di adeguata retribuzione e tutele previdenziali e assistenziali, anche al fine di garantire l’indipendenza della magistratura e il buon andamento dell’attività degli uffici giudiziari. I magistrati onorari, giudici di tribunale, viceprocuratori e giudici di pace, sono in Italia circa 5mila e assicurano la celere definizione di oltre il 50 per cento del complessivo contenzioso giudiziario, ma il Governo sembrerebbe intenzionato a prevedere nei prossimi decreti attuativi della legge delega il loro utilizzo per un solo giorno alla settimana, stabilendo una retribuzione massima lorda pari a 20mila euro l’anno, e a far ricadere integralmente in capo ai magistrati onorari gli oneri contributivi. Ma un utilizzo ridotto della magistratura onoraria avrebbe l’effetto immediato di causare il blocco delle attività degli uffici giudiziari”.

Guasticchi ha puntualizzato inoltre che la Camera dei Deputati ha comunque accolto, nel 2016, due ordini del giorno che prevedono di riconoscere ai magistrati onorari una retribuzione lorda non inferiore a 36mila euro l’anno e che il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha stabilito che “ai magistrati onorari si applichi la raccomandazione del Comitato dei ministri agli Stati membri, secondo cui si deve garantire il mantenimento di una remunerazione ragionevole in caso di malattia, di congedo per maternità o paternità, nonché il pagamento di una pensione per il collocamento a riposo il cui livello deve essere ragionevolmente rapportato alla retribuzione”. Lo stesso Comitato ha dichiarato quindi la violazione della Carta sociale europea.

INTERVENTI

CLAUDIO RICCI (RP): “LA MOZIONE COGLIE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO A UNA FUNZIONE IMPORTANTE E DI SERVIZIO PER LA COMUNITÀ, PUNTANDO ALLA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO. Inoltre il valore della magistratura non è soltanto etico e di legalità ma i ritardi nelle sentenze civili sono anche uno dei maggiori fattori di rallentamento di sviluppo di un territorio e della sua attrattività per quanto concerne gli  investimenti. É anche necessario, di fronte alle carenze della magistratura e alle carenze logistiche, dare sempre più incisività ai processi di innovazione tecnologica nel processo informatico e nella smaterializzazione dei documenti”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “I GIUDICI ONORARI SI OCCUPANO DI UN NUMERO IMPONENTE DI PROCESSI, HANNO UNA RESPONSABILITÀ DETERMINANTE MA SONO COME FIGLI DI UN DIO MINORE, PERCHÉ A QUESTE PERSONE LO STATO RISERVA UN TRATTAMENTO QUASI A COTTIMO, CON COMPENSI A UDIENZA E IMPORTI RIDICOLI, oltre a non avere assistenza previdenziale. La vicenda è sconcertante a dir poco, sintomo del degrado della Pa e della precarietà ultradecennale. Nella metà delle udienze civili essi sostituiscono i togati, anche nelle udienze di primo grado, eppure non gli viene riconosciuto un diritto minimo. Senza contare la procedura di pre-infrazione per l’Italia. Praticamente lavorano in nero e vengono prorogati ogni cinque anni. Inoltre, se si viene pagati a udienza, c’è il rischio che cerchino di essere veloci e produttivi, il che non accade ma non dobbiamo lasciarli in queste condizione. Dove può andare un Paese ridotto così, con i centri per l’impiego dove lavorano da precari persone che devono dare un senso alla vita altrui e, nel nostro caso, altri precari che fanno giustizia decidendo della vita altrui, quindi con grandi responsabilità, avendo in cambio una paga da poche centinaia di euro. Se lo Stato è fondato veramente sul diritto non si può continuare così. Anche queste persone hanno diritto a formarsi una famiglia, alla previdenza e all’assistenza. Il ministro Orlando si impegni, anche per evitare l’infrazione”.

MARCO VINICIO GUASTICCHI (PD): “Ringrazio i colleghi per la sensibilità dimostrata su questo tema delicatissimo, che non riguarda solo la tutela di una categoria di lavoratori perché il loro ruolo deve essere garanzia anche per coloro che vengono giudicati, quindi NON è UN PRECARIATO COME ALTRI, COMPORTA RICADUTE IMPORTANTI SULLA VITA DI TANTE ALTRE PERSONE. Una problematica che non possiamo ignorare nel cammino verso la costruzione di uno Stato più moderno e più giusto”. PG/

Fonte: Regione Umbria

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