[REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA] Montagna: Serracchiani consegna targa Regione a Meroi e Benet

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“Il grazie del Fvg a due conquistatori pacifici e tenaci”

Tolmezzo, 4 giu – “A Nives Meroi e Romano Benet, conquistatori
pacifici e tenaci delle vette più alte del mondo”.

Questa la motivazione della targa di onorificenza che la
presidente della Regione Debora Serracchiani ha consegnato oggi
in una gremita piazza Centa a Tolmezzo ai due alpinisti, da poco
rientrati dalla loro impresa sull’Annapurna, ultima delle vette
da ottomila che hanno raggiunto dopo tanti anni di eccezionali
ascese, ottenute sempre con lo spirito “non di conquista, ma di
conoscenza e rispetto della montagna”.

“Abbiamo ricevuto con grande piacere questa onorificenza dalla
Regione e vogliamo condividerla con tutte le persone che
idealmente ci hanno accompagnati in questo percorso lungo più di
venti anni”, ha affermato Nives Meroi, dedicando questo
riconoscimento a quella “cordata allargata con cui almeno
idealmente abbiamo affrontato la salita di questi quattordici
Ottomila”.

“Sono tutti coloro che ci sono stati vicini anche nei momenti che
non erano ancora di successo, o nei fallimenti veri e propri: ci
hanno sostenuto anche solo con una parola, un incoraggiamento, un
sorriso”, ha aggiunto Meroi.

Il marito Romano Bennt ha ringraziato tutti i donatori di sangue
e il ragazzo che gli ha donato il midollo. “Mi ha permesso di
tornare a fare l’attività che tanto amo e a lui va il mio grazie,
che estendo anche a tutti i medici che mi sono stati accanto e mi
hanno seguito in questi anni”, ha detto facendo riferimento ai
due severi interventi di trapianto a cui è stato sottoposto per
una grave forma di aplasia midollare.

“L’ospedale di Udine ha compiuto un passo che va oltre la
medicina ordinaria, e ora è imitato in tutto in mondo: il doppio
trapianto dallo stesso donatore. Ho fatto loro da cavia e mi
hanno salvato la vita”, ha aggiunto.

Ai cronisti che gli chiedono se si è mai sentito una “cavia della
montagna”, l’alpinista tarvisiano, risponde: “No, mi sento
accolto in quell’ambiente, e anche se le condizioni sono
difficili e estreme ci sto bene e lo considero come una seconda
casa. Amore, fiducia e rispetto che portiamo per la montagna
forse ci hanno in qualche modo sempre ricompensato: in tutti
questi anni mai un incidente o un contrattempo grave, siamo
sempre stati ‘accolti”.

Il primo pensiero quando si arriva in cima? “Onestamente? Ti giri
indietro e pensi: quanto sarà dura tornare indietro. Solo quando
sei rientato a casa riesci a pensare con pienezza a tutto quello
che hai fatto”, ha risposto la coppia dei record, dichiarando di
non avere per adesso progetti precisi per l’immediato futuro.

“Possiamo dedicarci a qualsiasi cosa ci venga in mente, che sia
legato all’alta quota e ai viaggi in Oriente. E poi continueremo
l’impegno della divugazione dei valori che abbiamo imparato dalla
natura”, hanno detto.

“Forse è sempre meno di moda fare fatica, lo vediamo tutti anche
considerando un certo modo di essere in Italia: l’alpinismo
himalayano per la sua essenza mostra che la fatica è tutto, e
permette l’ascesa. Sono cose che speriamo di fare capire ai
giovani”, conclude Benet, stingendo a se’ Nives, “compagna di
vita e di salite”.
ARC/EP/ppd

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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