MODENA – PROGETTO PERIFERIE/3 – “APPROCCIO INTEGRATO CONTRO L’INSICUREZZA”

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“Nonostante si mettano in campo forze sempre più ingenti per la sicurezza non cala la percezione di insicurezza. È quindi necessario procedere con un approccio integrato: con una azione istituzionale, attraverso le forze dell’ordine, ma anche con interventi di tipo sociale e con azioni di tipo ambientale, cioè di pianificazione e gestione degli spazi pubblici”.

Sono le parole con cui Umberto Nicolini del Politecnico di Milano – Laboratorio Qualità urbana e sicurezza a sintetizzato il tema della pianificazione urbanistica con criteri di sicurezza, al centro del convegno “La rigenerazione delle periferie: occasione per scelte strategiche per le città del futuro”, che si è svolto giovedì 15 giugno, presso la Palazzina Pucci in via Canaletto 108. “Il rapporto tra degrado e paura è ormai acclarato – ha affermato ancora Nicolini – e va affrontato rapidamente: se gli spazi vengono disegnati, costruiti e gestiti con criteri di qualità allora possono contribuire a diminuire tale sensazione di insicurezza nei cittadini”.

I lavori del convegno sono stati coordinati, durante la mattinata, dal direttore generale del Comune Giuseppe Dieci e hanno preso il via con l’illustrazione del Programma per la riqualificazione urbana e la sicurezza della periferia nord della città – fascia ferroviaria a cura dell’assessora all’Urbanistica e Aree produttive Anna Maria Vandelli. Sono seguiti gli interventi di Luigi Fiorentino, vicesegretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri; Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna; Silvia Viviani, presidente Istituto nazionale di urbanistica; Gian Guido Nobili, coordinatore tecnico del Forum italiano per la sicurezza urbana; Umberto Nicolini del Politecnico di Milano; e Clara Miramonti, Uni – Ente italiano di normazione. A concludere l’incontro della mattinata è stato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.

“Vogliamo proporre un nuovo modello di progettazione urbana – ha affermato Vandelli – che parta dagli elementi identitari e forti di un territorio, anche quelli di cui non c’è più traccia, e da alcuni obiettivi nuovi, come la condivisione e costruzione di una comunità coesa che si prende cura della città, e il tema ambientale, inteso come mobilità sostenibile e dotazione ambientale”.

Il vicesegretario Fiorentino ha evidenziato che “con il Programma Periferie si vogliono riconnettere gli spazi con l’obiettivo di creare comunità. Vogliamo ridare attenzione alle persone e alle cose che hanno un impatto reale sul loro vivere – ha aggiunto – e l’effetto leva che dal pubblico si estende al privato è fondamentale: qui a Modena le istituzioni hanno dato davvero un esempio al mondo imprenditoriale, che a sua volta ha deciso di attivarsi nella rigenerazione dell’area”.

Il presidente della Regione Bonaccini ha evidenziato “l’importanza di riqualificare una parte di città che da troppi anni è in attesa di riqualificazione. Nelle periferie sta una parte importante dei problemi della città e questo progetto per Modena è fondamentale per ricucire parti di città. In autunno – ha aggiunto – approveremo la nuova legge regionale urbanistica che sarà una rivoluzione perché punterà sulla rigenerazione; in Emilia Romagna abbiamo consumato troppo territorio vergine”.

Il pomeriggio è invece stato dedicato ai tecnici con il corso di formazione “Scelte urbanistiche e sicurezza dei cittadini: strumenti e norme”, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, l’Ordine degli ingegneri, il Collegio Geometri  e l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il momento formativo ha visto in particolare tre approfondimenti su “Progettare la sicurezza”, “La normazione tecnica a supporto della prevenzione del crimine attraverso la pianificazione urbana: la norma Uni En 14383” e “Valutazione dei progetto, esperienze straniere e proposte per la situazione italiana”, rispettivamente a cura di Gian Guido Nobili, Clara Miramonti e Umberto Nicolini.

 

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