[REGIONE UMBRIA] VITA INDIPENDENTE: IN TERZA COMMISSIONE UN'INTERROGAZIONE DI CASCIARI (PD) E UNA PROPOSTA DI LEGGE DI MAN…

da
Advertising

(Acs) Perugia, 15 giugno 2017 – L’assessore regionale alla salute, Luca Barberini, ha risposto stamani in Terza commissione all’interrogazione di Carla Casciari (Pd) sulle risultanze delle sperimentazioni di progetti di vita indipendente per il reinserimento delle persone con disabilità. Sullo stesso argomento è stata esaminata una proposta di legge dei consiglieri della Lega, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini.

La consigliera Casciari ha chiesto di conoscere il numero delle sperimentazioni di progetti di vita indipendente personalizzati ad oggi attivati in ciascuna zona sociale, l’ammontare delle risorse impegnate da ciascuna zona sociale e i risultati che sono stati raggiunti.

Il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Valerio Mancini ha invece illustrato la proposta di legge della Lega Nord Umbria, consistente nel dare la possibilità alle persone con disabilità di scegliere, per il conseguimento dell’obiettivo di vita indipendente, le persone e le modalità con cui farsi assistere, attraverso un contributo mensile fra gli 800 e massimo 1800 euro, a valere sui contributi Por Fse.

L’assessore Barberini ha riferito sulla “positiva esperienza di sperimentazione messa in atto a Terni, che ha portato alla definizione delle linee guida che sono state preadottate dalla Giunta con l’obiettivo di arrivare a una omogeneità di trattamento su tutto il territorio regionale. Il progetto di vita indipendente si avvale – ha spiegato l’assessore – di risorse provenienti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che finanziano alcuni progetti presentati dalle zone sociali. Nel periodo che va da oggi al 2020, scadenza naturale dei piani di finanziamento europei, saranno rese disponibili risorse per un ammontare complessivo di 2milioni 388mila e 500 euro da distribuire sulle dodici zone sociali dell’Umbria, per un totale di 126 progetti finanziati. L’ammontare dei finanziamenti comprende anche le risorse per il consulente alla pari, quantificate in 120mila e 500 euro. Le risorse saranno distribuite alle zone sociali non sulla base della consistenza demografica ma sulla presenza di disabilità rispetto al numero degli abitanti. Ecco perché si è resa indispensabile una più puntuale conoscenza delle problematiche appartenenti alle varie zone sociali e su questo ci è di aiuto il nuovo sistema Siso (Sistema informativo sociale regionale). L’obiettivo è quello di avviare su tutto il territorio regionale progetti di vita indipendente e permettere alla persona disabile di uscire dal nucleo familiare. Per raggiungere tale obiettivo la sperimentazione operata sul territorio di Terni sarà estesa a tutto il territorio e la Giunta approverà le linee guida definitive e renderà disponibile sia l’avviso che la modulistica per aderire. Previsto un tetto massimo di 18mila euro in 18 mesi non solo per la cura ma per la promozione dei progetti di vita indipendente. I risultati della sperimentazione strutturale su tutto il territorio regionale saranno monitorati fin dall’uscita del bando e sulla base di ciò potremo arrivare a una legge vera sulla vita indipendente che si presenti organica e strutturata”. La consigliera Casciari si è dichiarata soddisfatta delle informazioni ricevute dall’assessore. 

Sulla proposta di legge della Lega, invece, Barberini ha detto che si tratta di una legge “vecchia, inadeguata, che mette a disposizione strumenti dello scorso secolo, in quanto dà risposta esclusivamente sul versante sanitario, assistenziale, non dà risposte adeguate alle linee di indirizzo attuali, con la persona che è protagonista al pari della comunità che lo supporta e lo aiuta a uscire dalle situazioni di difficoltà, indirizzo condiviso anche con il voto dell’Assemblea. È una legge incoerente e inadeguata, recentemente bocciata dal Cal che ha espresso circostanziato parere negativo, mentre siamo in fase avanzata di costruzione di una legge regionale che parta dai risultati concreti che abbiamo raccolto già con la sperimentazione”.

Mancini ha replicato dicendo: “non vogliamo essere ostacolo con la nostra proposta di legge, ma stimolare una prospettiva diversa, partendo dall’assunto che per vita indipendente delle persone con disabilità si intenda la possibilità di scegliere dove vivere e con chi vivere, senza essere costretti a situazioni non scelte, quindi poter individuare l’assistente ricorrendo a personale privato, con regolare rapporto di lavoro, oppure a personale di cooperative sociali o associazioni accreditate o convenzionate con l’Usl o con l’amministrazione comunale. Ho sentito cifre consistenti, 18mila euro per 18 mesi, ma voglio vedere i soldi veri che vanno alle famiglie e alle persone: questo solo ci dirà se l’obiettivo è stato raggiunto o meno. Sta di fatto che qui si aspetta sempre la manna dei finanziamenti europei, con la speranza che ci siano i soldi per cofinanziare. Per quanto riguarda il parere negativo del Cal non ne tengo minimamente conto, perché si tratta di un giudizio politico – ha detto Mancini – non di merito sulla nostra proposta di legge. Inoltre è noto che secondo noi il Cal andrebbe abolito”.

Sulla questione è intervenuta anche Maria Grazia Carbonari (M5s): “Sull’atto attendiamo l’istruttoria degli uffici, ma su quanto ha detto l’assessore diciamo subito che si deve evitare la figura del consulente alla pari, che si porta via 120mila euro di risorse che devono andare invece alle famiglie, anche perché ci sono già gli assistenti sociali quindi a cosa serva un’altra figura che va a prendersi la propria parte di soldi? Meglio sarebbe assumere i familiari se possono farsi carico del disabile, come sembra sia possibile fare in Toscana”. PG/ 

Fonte: Regione Umbria

Advertising

Leave a Reply

Your email address will not be published.