[ REGIONE TOSCANA ] Sanità, l'eccellenza toscana si conferma prima in Italia. Rossi commenta l'analisi di Crea

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FIRENZE – “La ricerca Crea 2017 conferma la sanità toscana come eccellenza d’Italia. Non siamo perfetti, e siamo consapevoli di tanti difetti. E’ evidente però che l’impianto organizzativo e la qualità dei nostri professionisti consente alla Toscana di primeggiare ancora una volta nel panorama nazionale”. Con queste parole il presidente Enrico Rossi ha commentato le performance dei sistemi sanitari regionali valutate oggi dal Crea Sanità, il centro di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata per la ricerca economica sanitaria. Una sintesi della ricerca, giunta al quinto anno, è consultabile all’indirizzo http://webrt.it/2tm6.

“Anche la nostra riforma sanitaria, che abbiamo chiamato “rivoluzione della qualità”, approvata nel 2015 e la cui implementazione è iniziata nel 2016, ha cominciato a dare frutti positivi. Su questa strada dobbiamo andare avanti speditamente, con il passo giusto di chi è convinto che la qualità dei servizi erogati è strettamente connessa al miglior uso delle risorse”, ha proseguito Rossi.

“Tutta la sanità italiana, e quindi anche quella toscana, soffre dei tagli alla spesa che sono stati effettuati negli anni passati, al punto che ormai il nostro Paese risulta spendere meno della media europea. Le correzioni fatte dall’ultimo governo sono importanti, ma ancora insufficienti” – ha detto il presidente. “E’ vero infatti – come attesta l’Istat – che 12 milioni di cittadini hanno difficoltà per motivi economici ad accedere alle cure. Le risorse per la salute devono essere trovate nella nuova finanziaria anche con il coraggio di tassare di più le rendite, i grandi patrimoni, e i redditi più alti, intensificando ovviamente la lotta all’evasione fiscale. Se c’è la volontà questo è possibile”.

Enrico Rossi ha così concluso: “Con le nuove risorse si potranno finanziare meglio i LEA (Livelli essenziali di assistenza), i nuovi farmaci – spesso salvavita – garantire il turnover del personale. Inoltre si deve eliminare il superticket sulle prestazioni che, oltre a rendere più difficile l’accesso alle cure, indebolisce la sanità pubblica. Infine resto convinto della necessità di superare gradualmente la libera professione, per evitare che nella sanità pubblica si facciano guadagni privati sulla pelle dei cittadini”.

Fonte: Regione Toscana

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