[Lucca] Intervento di Remo Santini in consiglio comunale

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Lucca –

Se questa amministrazione comunale farà l’interesse dei lucchesi, valuteremo i provvedimenti. Altrimenti le renderemo la vita dura. Anzi, impossibile”.

Innanzitutto un saluto al pubblico che è venuto qui oggi ad assistere alla prima seduta del consiglio comunale della nuova legislatura o consiliatura, chiamatela come volete. E un buon lavoro a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, al sindaco e alla giunta. La campagna elettorale è finita. Come non ce ne fossimo accorti, ce lo ricordano il Pd, Lucca Civica e il gruppo Sinistra per Tambellini. Già, siccome il risultato è acquisito (con modalità e numeri che dovranno essere nelle prossime settimane valutate per verificarne la correttezza) adesso si chiede a noi di lasciare alle spalle quel che è stato. Come d’incanto. “La campagna elettorale è conclusa, e con essa – spiegano i capigruppo della maggioranza – noi speriamo anche quel clima di contrapposizione, non sempre costruttivo, che l’ha caratterizzata. Inizia ora una fase diversa, per la costruzione di un futuro migliore per la nostra città. E ciascuno, per la sua parte, è chiamato a dare il proprio importante contributo. Come maggioranza scelta dai cittadini attraverso il voto, noi c’impegniamo ad assumerci la responsabilità di fare il primo passo per avviare una stagione di pacificazione collettiva: che possa coinvolgere tutta la città, nessuno escluso. L’invito lo rivolgiamo alle forze politiche, a cui il voto dei nostri concittadini ha affidato l’imprescindibile ruolo di opposizione: collaboriamo con responsabilità, affinché il Consiglio comunale di domani sia l’occasione in cui tutta la Città sappia finalmente ritrovarsi unita e capace di rispettare le differenziazioni e le diversità presenti al suo interno”.

Ci vuole coraggio a pronunciare queste frasi.

Ci vuole coraggio perchè mentre si proferiscono queste parole, il centrosinistra ha già fatto scattare i suoi metodi classici di lavoro: apparire democratici e aperti e ora collaborativi, ma contemporaneamente dandosi da fare dietro le quinte per convincere questo o quel consigliere di minoranza a votare subito il primo atto che saremo chiamati ad affrontare, ovvero l’elezione del presidente del consiglio comunale. Contatti sotterranei, ammiccamenti, magari qualche promessa: insomma, il solito metodo dell’inciucio, che evidentemente è talmente radicato da essere diventato inestirpabile.

Io invece di questa campagna elettorale alle spalle qualcosa vorrei dire. Una campagna elettorale da dimenticare, che ha offerto quanto di peggio ci si potesse aspettare da una parte politica in difficoltà per il passato (la vostra) e incapace di programmare un futuro migliore. Lacrime di coccodrillo hanno inondato l’avvicinarsi di questo evento, che dà il via alla legislatura. Come dicevo poc’anzi, tante dichiarazioni di apertura, di distensione, che però cozzano con i comportamenti delle stesse persone che hanno messo in atto una aggressività e una cattiveria che si sono esplicitate in una serie di azioni che hanno raggiunto il loro apice in modo particolare durante il periodo che è andato fra il primo turno e il ballottaggio.

Credo sia necessario, ora, mettere tutte queste scorrettezze in fila, visto che tutto deve rimanere agli atti e un domani chi avrà voglia e pazienza di ricostruire quanto avvenuto deve conoscere una per una le nefandezze che hanno caratterizzato un momento che dovrebbe essere di alta esaltazione della democrazia e che si è rivelato l’esatto contrario.

Avvicinandosi il primo turno si sono intensificate, da parte dello schieramento che sosteneva Tambellini, attacchi personali, anche da parte del candidato sindaco stesso, che in più occasioni ha dichiarato di pensare del sottoscritto tutto il peggio possibile. Poi, dopo il primo turno, essendo evidente che i cittadini lucchesi avevano giudicato negativamente l’operato di una delle più insignificanti giunte degli ultimi decenni e contemporaneamente dato fiducia alla nostra proposta, si è scatenato l’inferno, come nei peggiori regimi totalitari. Un copione che ricalca quanto descritto in una delle opere letterarie più celebrate del millennio, Animal Farm di George Orwell.

Cadeva a fagiolo, in assenza di progetti sul futuro di Lucca, dei quali non si è mai parlato, almeno dal centrosinistra, alimentare la paura del fascismo e sottolineando che una nostra e una mia vittoria avrebbe equivalso a ripristinarlo. Vere e proprie schifezze, passatemi il termine. E poi un video diffamatorio da parte di due consiglieri regionali profumatamente retribuiti con i soldi di tutti i contribuenti eppure responsabili di una delle azioni più meschine e aberranti mai viste in una campagna elettorale. Sorvolando sulle telefonate ricevute di appoggio alla mia candidatura e di richieste di incontro sul voto disgiunto da parte di esponenti del Pd, si sono poi verificati episodi nei seggi con urne aperte e poi richiuse e tante altre perle che dovrebbero fare vergognare a vita chi ne è stato l’autore.

Alla fine hanno vinto di 361 voti, che su 87mila abitanti, che corrispondono a due condomini e una strada, ma la legge elettorale è questa e noi non la contestiamo certo. Hanno festeggiato cantando Bella Ciao e esponendo la bandiera dei Rom, deridendo gli avversari.

Detto questo potrei chiudere attingendo alla retorica e al buonismo dicendo che siamo disposti a collaborare. So già che con una giunta che non premia certamente il merito e la competenza ( nulla di personale, sia chiaro) potremo interagire difficilmente. La campagna elettorale va lasciata alle spalle, dicevo. A risultato acquisito per un pugno di voti, il sindaco non ha trovato di meglio che dire che la parte di elettori che aveva votato per lui e il suo schieramento era la Lucca buona, l’altra che aveva scelto noi, la Lucca cattiva. Presuntuoso e arrogante, come altri attori della sua coalizione. Ma ora bisogna svelenire il clima. Concordo. Certamente bisogna svelenirlo, ma evidentemente quando fa comodo a voi. Dimenticando tutto quello che è successo e le nefandezze di cui vi siete resi responsabili. Certo, adesso bisogna cominciare a lavorare per il futuro della città, quello che non avete fatto negli ultimi 5 anni. Sappiate che la nostra opposizione continua, a 360 gradi. sarà inflessibile, ma anche costruttiva. Vogliamo smascherare le vostre contraddizioni e le vicende su cui avete mentito e mentirete, ma anche come necessario, essere propositivi.

Come? Proponendovi l’approvazione di alcuni punti cardine del nostro programma elettorale (dall’abbassamento dell’imposizione fiscale ad una politica piu’ incisiva sul tema della sicurezza, dalla maggiore attenzione a paesi, frazioni e quartieri abbandonati fino a politiche più moderne su lavoro e sviluppo. Senza dimenticare la trasparenza, carente nel precedente mandato su varie scelte, mentre anche questa consiliatura parte (secondo quanto si apprende dai giornali) con una selezione di personale che fa venire qualche dubbio.

La più grave carenza che Lucca ha sofferto negli ultimi anni, è stata quella di una mancanza di visione. Da più parti è stata denunciata l’assenza di un’idea complessiva, forte, di città attraverso la quale valorizzare le molte risorse economiche, culturali e sociali disponibili. Questo vuoto, in un tempo di “scarsità”, nel quale le opportunità non solo vanno colte ma in molti casi anche costruite, ha comportato la perdita di occasioni preziose e anche, in molti casi, di entusiasmo: un danno, questo, non meno grave, perché una città si nutre anche di stati d’animo e di sogni.

Come qualsiasi attività di governo, anche l’amministrazione cittadina non può esaurirsi in un insieme di atti burocratici. C’è bisogno di un disegno chiaro e condiviso sulla base del quale compiere scelte e mettere a sistema risorse. Il recupero di un progetto complessivo per far andare avanti la città è così uno dei principali compiti cui sarà chiamata la nuova amministrazione. Insieme al rilancio di quel coraggio e di quell’aspirazione all’eccellenza che da troppo tempo sembrano andati smarriti. Partendo da 5 capisaldi fondamentali. Nella sua attività di ideazione, progettazione e realizzazione Lucca non può che guardare all’orizzonte nazionale e internazionale. Questa è la dimensione naturale che ha connotato la sua storia. Uomini e merci lucchesi da sempre si sono confrontate col mondo e questo ha garantito – e garantisce ancora oggi, dall’industria, alle nostre principali manifestazioni culturali – risultati importanti che ci devono incoraggiare a proseguire su questa strada. Essere consapevoli della propria identità significa anche questo: non avere paura e cercare interlocuzioni importanti con l’Europa, con il governo centrale italiano oltre che con la Regione Toscana, con la quale si devono, con la massima urgenza, ridefinire le basi di un dialogo che risulti costruttivo e propositivo da Lucca verso Firenze e non viceversa.

E poi il sostegno e supporto: le grandi trasformazioni in atto oggi, nel nostro presente, ci chiedendo in primo luogo due cose: sostenere i lucchesi rimasti indietro e supportare al meglio chi – siano imprese o persone – si propone di crescere e creare sviluppo e ricchezza. Anche guardando alla crescita economica e sociale Lucca vuole essere una città dinamica e coesa che, definito un obiettivo lo persegue in modo orchestrato, con chiarezza, coerenza e determinazione.

E ancora, l’Eccellenza. Alti standard, esperienze innovative, tecnologie d’avanguardia, investimenti in conoscenza: Lucca non può pretendere di meno. In una realtà presente in cui le idee e i capitali circolano in cerca di condizioni “favorevoli”, l’unica difesa è l’attacco: dare il massimo per essere al passo con i tempi. Creare le condizioni per vivere il meglio del presente e anticipare il futuro. Infine, una città a misura di uomo, che pone al centro delle sue attenzioni le esigenze di chi vi vive e vi lavora. Ovvero una città che non contrapponga più centro a periferia, attrezzata, ricca di servizi – dagli standard urbani, ai collegamenti pubblici, dai servizi di rete socio-sanitari, alle infrastrutture sportive – sostenibile, con la parte antica facilmente accessibile.

Una città che sappia costruire il domani e che sappia farsi carico della crescita di una classe dirigente adeguata ai tempi e alle esigenze, valorizzando e supportando i giovani e le esperienze più avanzate. Creando con la scuola, le università, le imprese, i centri di ricerca e le realtà formative le condizioni reali e accessibili per far crescere i talenti dei ragazzi per un mercato del lavoro sempre più competitivo. E difendendo il patrimonio delle città, aziende come la Gesam, che rischia di essere svenduta solo per scelte politiche e di equilibri regionali, senza guardare agli interessi del territorio. Servono fiducia e determinazione. Lucca deve tornare ad essere un capoluogo, con tutte le sue prerogative, superando la paura che l’ha attanagliata e tornando a osare e scommettere: con coraggio.

Se questa amministrazione adotterà dei provvedimenti che perseguono questi obiettivi fondamentali, siamo disposti a discuterne e dare eventualmente un nostro sostegno. Se, come abbiamo il sospetto dopo le scelte del passato e le prime che avete adottato in queste due settimane, puntate ad una Lucca dove prima si pensa alle poltrone e al ruolo del Pd, anziché ai reali problemi della gente, dove si prendono in giro i cittadini realizzando i lavori soltanto in prossimità della campagna elettorale, se il lucchese viene visto soltanto come un limone da spremere senza dargli in cambio servizi efficienti, renderemo la vita di questa amministrazione difficile. Anzi, impossibile.

Fonte Verde Azzurro

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