[REGIONE UMBRIA] PESTICIDI: “REGOLAMENTO PAN-AGROFARMACI INAPPLICATO E SENZA CONTROLLI. LA POLITICA INTERVENGA A TUTELA DELLA S…

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“Il regolamento Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile degli agrofarmaci (Pan-agrofarmaci), che dovrebbe regolare l’impiego dei pesticidi in agricoltura, non ha avuto alcun effetto. Non ci sono controlli di alcun genere e la popolazione nemmeno conosce i rischi cui va incontro. Le conseguenze si vedranno nel tempo, la politica sia lungimirante e tuteli la salute pubblica, perché il problema non riguarda solo chi vive in campagna ma tutti, in quanto consumatori di prodotti agricoli”. Sono alcune delle preoccupazioni esposte ieri ai membri della Terza commissione da alcuni rappresentanti di associazioni a tutela del territorio Valtiberino, corroborate dal contributo della endocrinologa Simonetta Marucci, in qualità di  rappresentante della Isde-associazione medici per l’ambiente. La commissione presieduta da Attilio Solinas ha deciso di approfondire l’argomento coinvolgendo, per competenza, anche la Seconda commissione e gli assessorati alla salute, all’agricoltura e ambiente.

(Acs) Perugia, 14 luglio 2017 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha effettuato, su richiesta del consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP),  l’audizione di alcuni esponenti del Comitato a difesa della terra Valtiberina (Luca Nocentini, Alessandro Zangarelli, John De Paulis), del Progetto Valtiberina Sansepolcro e Città di Castello (Nicola Venturini, Jacopo Orlando e Stefano Farinelli), dell’associazione Aes-apicoltura etica e solidarietà umbra (Lucia Patalacci) e dell’associazione medici per l’ambiente-Isde (Simonetta Marucci). Argomento: il regolamento Pan-agrofarmaci, concernente l’impiego dei pesticidi in agricoltura.

Per gli intervenuti “è necessario rendere applicativo il Pan in vigore dal 2014 ma di cui non si vedono effetti. Il regolamento prevede  di informare la popolazione sui rischi connessi al vivere in zone agricole dove vengono impiegati fitofarmaci, ma nulla è stato fatto. Prescrive l’obbligo di cartellonistica ma non si vedono i cartelli, nulla viene fatto per osservare distanze di sicurezza, non c’è alcun controllo affinché la presenza umana venga tenuta lontana per almeno 48 ore dopo l’irrorazione dei prodotti chimici, nulla di specifico riguardo all’azione del vento, che può moltiplicare gli effetti nefasti delle sostanze nell’aria, solo l’indicazione di non farlo se c’è il vento. Non c’è alcuna fascia di rispetto dei luoghi in cui scorrono le acque: fiumi, fossi e canali vengono continuamente irrorati per togliere le erbe sgradite e nessuno se ne accorge, neanche se il fatto viene segnalato. Il regolamento regionale – è stato rilevato – è peggiore pure delle già labili normative europee, essendo difforme in diversi punti: ad esempio quando si parla di sensibilizzare la popolazione, la delibera della Regione Umbria dice che è garantita dalla consultazione. La legge europea parla di distanza di almeno 30 metri e da noi diventano 10. Non capiamo il motivo per cui è stata tolta al Pan la già scarsa efficacia che poteva avere, se applicato. É scritto anche che la Regione entro due anni doveva fare un piano di difesa dei corpi idrici, ma non è stato fatto. Non esistono fasce di rispetto e non c’è alcun controllo. Ci rendiamo conto che i controlli costano molto, ma c’è di mezzo la salute pubblica e si dovrebbe istituire un tavolo con l’assessore competente perché il problema riguarda tutti, non solo chi vive in campagna ma anche chi compra i prodotti al supermercato. Non vogliamo solo vietare – hanno detto – ma incentivare forme moderne di agricoltura biologica e il rispetto delle distanze e delle barriere che le leggi prevedono. Le persone non vedono il pericolo per la salute, perché contaminiamo oggi ma gli effetti si vedranno nel tempo, quindi la politica sia lungimirante, nell’interesse di tutti, e si faccia portavoce di queste istanze”.

Nel suo intervento l’endocrinologa Simonetta Marucci, rappresentante della Isde-associazione medici per l’ambiente ha spiegato che i danni da sostanze ambientali  si vedono dopo anni a causa del bio-accumulo: “É noto che l’incidenza dei tumori sia in progressivo aumento e soprattutto nei bambini perché pesano meno e accumulano di più. Abbiamo dati certi su tumori e interferenti endocrini, le sostanze ambientali che interferiscono sul sistema ormonale. I ragazzi che oggi hanno 20 anni hanno la metà degli spermatozoi dei loro padri; studi sugli animali hanno già confermato l’incidenza anche epigenetica, l’influenza sul Dna, che non è più una eredità che ti arriva ma viene modificato; il danno della madre si trasmette fino alla terza generazione. Dimostrata anche l’incidenza tra esposizione a sostanze ambientali e autismo, malattie neurodegenerative, parkinson, alzheimer. Sono dati scientifici acclarati. Ci siamo abituati al fatto che in ogni famiglia c’è un caso di tumore, ma ricordiamoci che non era così fino a qualche tempo fa”.

I consiglieri regionali hanno deciso di impegnarsi non solo nella stesura di un documento che raccolga le problematiche esposte ma hanno anche discusso della possibilità di approfondire il tema nella maniera più completa possibile, ipotizzando una riunione a cui debbano prendere parte le due commissioni competenti, la Terza per quanto riguarda la salute e la Seconda per la competenza in altre materie, così come gli assessori alla salute pubblica e all’agricoltura e ambiente. PG/

Fonte: Regione Umbria

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