MODENA – GIARDINI-CADIANE, “SPERIAMO A BREVE IN UN AVVISATORE LUMINOSO”

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All’incrocio tra via Giardini e via Cadiane un semaforo o una rotatoria sono soluzioni difficilmente praticabili, ma speriamo che, nonostante le difficoltà di bilancio della Provincia, ci possa essere a breve almeno un intervento per segnalare meglio a terra la presenza dell’incrocio o un avvisatore luminoso per la presenza di pedoni in attraversamento”.

Lo ha detto l’assessore alla Mobilità Gabriele Giacobazzi nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 20 luglio, rispondendo all’interrogazione del M5s illustrata da Luca Fantoni sul tratto stradale relativo all’incrocio tra via Giardini e strada Cadiane di competenza provinciale.

Sulla pericolosità dell’incrocio il gruppo aveva già presentato in passato un’interrogazione e il consigliere, nella seduta odierna, ha chiesto chi ha fatto installare una sagoma di colore nero raffigurante un corpo umano insanguinato, dopo l’ultimo incidente mortale, “come monito per gli automobilisti e per indurli ad una guida maggiormente prudente” e se esistono studi che avvalorino l’efficacia di tale strumento e con quali risultati. Fantoni ha inoltre domandato se c’è la possibilità “di avere qualche intervento a breve dalla Provincia, almeno sull’illuminazione, come sperato in seguito alla prima interrogazione e ai ragionamenti che sembrava fossero stati intrapresi ma che si vede non hanno dato buon frutto”, se la Provincia ha in programma “di intervenire con altri strumenti sull’intersezione e sull’attraversamento pedonale oggetto dell’Interrogazione, per ridurne la pericolosità, considerando che la sola illuminazione non può bastare in casi di questo tipo e se si stia discutendo della questione in sede di definizione del Psc in ambito di una visione strategica più complessa”.

Giacobazzi ha spiegato di aver interloquito più volte con la Provincia, “ma finora senza gradi risultati. L’Ente ritiene che l’attraversamento sia abbastanza illuminato e valuta altre soluzioni, come quella del semaforo a chiamata, impraticabili”. L’assessore ha poi precisato che il problema di un attraversamento semaforico, così come di una rotatoria, non riguarda l’effetto di rallentamento del traffico, ma il fatto che “dall’altra parte della strada sono presenti attività commerciali che subirebbero ripercussioni, in quanto in quei casi non sarebbe possibile mantenere l’accesso diretto alla viabilità dalle aree private. La soluzione della rotatoria sarà comunque esaminata – ha proseguito – anche su richiesta del proprietario delle aree limitrofe disposto a metterle a disposizione, ma se l’infrastruttura non viene collocata adeguatamente crea il problema anzidetto dell’impossibilità di accesso diretto per i privati circostanti”.

Giacobazzi ha infine precisato che “la sagoma posizionata all’incrocio è stata autorizzata dal Comune sulla base della richiesta della famiglia dell’ultima vittima, appoggiata dall’associazione Vittime della strada, da tempo impegnata per la difesa della sicurezza stradale, come già fatto in viale Italia. Non siamo a conoscenza di studi sull’utilità di questi elementi – ha aggiunto – quindi non possiamo illustrare risultati, ma forse in futuro si potrà far fare qualche ricerca. Sicuramente, però, si può fare la considerazione generale, credo condivisibile, che queste sagome hanno un certo impatto psicologico, colpiscono chi transita sulle strade”.

Nella replica, Fantoni ha evidenziato: “Siamo ancora un po’ in altomare. Qui entra in gioco un tema dei nostri giorni – ha continuato – e cioè che l’intervento è di competenza provinciale anche se, in base alla normativa, le Province non dovrebbero nemmeno più esistere”. Il consigliere ha sottolineato che “la Provincia non riesce a dare risposte celeri anche per ragioni di budget, ma si tratta di un problema che va risolto e la soluzione definitiva per la zona sarebbe una rotatoria, anche se con costi elevati”. Fantoni ha infine espresso l’auspicio che il Comune continui a insistere con la Provincia per intervenire sul tratto stradale “fonte di preoccupazione tra i residenti, i quali hanno il timore che succeda qualcosa anche ai ragazzi che tornano a casa da scuola. Per noi non è finita qui – ha concluso – e con i residenti faremo una raccolta di firme che indirizzeremo alla Provincia”.

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