[REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA] Ris. agricole: Shaurli, pitina Igp valorizza anche il territorio

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Tramonti di Sopra, 23 lug – “Passare dalla difesa ad un ruolo
più proattivo. Questo deve essere l’atteggiamento di chi fa uso
dei marchi di tutela, strumenti importanti non solo per la
certificazione dei prodotti in se’, ma anche per la promozione
del territorio di origine”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agricole,
Cristiano Shaurli, partecipando quest’oggi a Tramonti di Sopra al
convegno “Presidio slow food e Igp, l’importanza delle
certificazioni di qualità per le piccole produzioni”. Organizzata
dalla Pro loco e dal presidio Slow food del pordenonese, con il
supporto di Ersa e l’azienda speciale della Camera di commercio
di Pordenone Concentro, l’iniziativa ha preso spunto
dall’importanza che sta assumendo la pitina a livello nazionale e
internazionale, grazie anche alla prossima certificazione Igp che
il prodotto sta per ottenere.

Per Shaurli l’attenzione che le istituzioni stanno dando al
settore agroalimentare è frutto di una nuova sensibilità legata
anche alle esigenze richieste dal cittadino. “Veniamo da stagioni
– ha detto l’assessore regionale – in cui la produttività per
ettaro era l’obiettivo principale. Ora le cose stano cambiando
grazie anche alla maggiore attenzione del consumatore informato,
il quale pretende qualità dei prodotti che acquista”. In questo
senso le certificazioni legate all’Igp, Dop e i presidi slow food
diventano per Shaurli strumenti che si traducono in opportunità
per tutelare e promuovere i prodotti e i loro territori di
origine.

Soffermandosi poi sulla pitina, l’assessore regionale ha
evidenziato come l’Igp che questo salume sta ottenendo, diventi
garanzia di qualità di un prodotto che altrimenti si sarebbe
potuto replicare altrove, perdendo la sua connotazione geografica
tipica frutto di una lunga storia e tradizione. “Attraverso la
promozione – ha detto Shaurli – chi arriva in questo territorio
si aspetta di trovare il prodotto legato a questa terra, connubio
che diventa opportunità da cogliere e valorizzare. La
certificazione è anche una garanzia per il cittadino consumatore,
il quale riconosce la qualità del prodotto. Non è vero – ha
aggiunto Shaurli – che piccole produzioni come quelle della
pitina non possano stare su mercati internazionali, poiché ci
sono nicchie che danno sempre più spazio a prodotti locali anche
all’interno della grande distribuzione organizzata”.

All’incontro, moderato dal giornalista Enos Costantini, era
presente anche Francesca Baldereschi, responsabile nazionale dei
presidi Slow food. Nel suo intervento ha ricordato come la pitina
sia stata una delle prime scommesse dei presidi, poiché
appartenente alle produzioni storiche e autentiche che il
sodalizio ha sempre sostenuto.

Dal canto suo, Filippo Bier, della segreteria regionale di Slow
food e uno dei produttori storici di questo salume, ha
evidenziato il percorso di promozione compiuto dalla pitina a
partire dagli anni ’70 ad oggi, nonché le varie tappe che la
stanno portando in dirittura d’arrivo per l’ottenimento del
marchio Igp. Al dibattito hanno partecipato anche l’economista
agrario Federico Nassivera e il direttore di Concentro Luca Penna.
ARC/AL/ppd

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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