Firenze Consiglio Comunale 24 luglio 2017: interrogazioni

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La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi e ha avuto per oggetto i lavori in via Petrarca, “un progetto redatto dall’amministrazione di centrosinistra che aveva ottenuto un importante co-finanziamento della Regione. Quel progetto prevedeva una doppia pista ciclabile che collegava altre piste esistenti tra cui quella di via Leone Leoni voluta dagli studenti del liceo scientifico. La scomparsa della pista dal progetto attuale è una contraddizione con il piano generale della mobilità ciclabile e il piano urbano della mobilità sostenibile, quest’ultimo peraltro ancora inesistente. Annunciare poi una zona 30 per quell’area è pleonastico visto che già la zona 30 esiste, è stata voluta dalla precedente amministrazione ed è valida entro il perimetro della città murata”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “abbiamo ritenuto una pista in quella strada pericolosa per ciclisti e pedoni. La soluzione di eliminarla è stata condivisa con la Regione Toscana. Prevediamo quattro dossi deceleranti che vanno in direzione proprio della tutela dei ciclisti grazie alla dissuasione del traffico ad alte velocità. Pensiamo che sia la scelta migliore. Anche la Fiab si è espressa positivamente”.

 

Francesco Romizi è tornato sulla questione del ponte crollato sul torrente Neschieto a seguito delle piogge del novembre 2016. “Abbiamo avuto per ora soluzioni precarie che non possono bastare, il ponte e la viabilità pubblica non sono ancora ripristinate. Il Comune in questi casi può concorrere fino al 50% delle spese progettuali e l’ente è stato sollecitato in tal senso dai residenti. Finora però nessun segnale mentre sarebbe invece giusto convocare i proprietari, gli enti preposti alla gestione del corso d’acqua fino alla compartecipazione dell’amministrazione alle spese necessarie”.

 

Alessandro Caneschi: “gli immobili dell’ex mercato ortofrutticolo sono oramai dormitori per senzatetto, con conseguente aumento della situazione di degrado. L’amministrazione era a conoscenza dell’utilizzo in tal senso di questi immobili? I senzatetto sono stati segnalati ai servizi sociali? Quali progetti e azioni l’amministrazione intende mettere in atto tramite la PM per permettere ai residenti di vivere la situazione in tranquillità e sicurezza? E quali sono i progetti di riqualificazione dell’area”?

 

Donato Caporali ha chiesto se questa amministrazione intende “incrementare le risorse per i senza fissa dimora e per implementare le sinergie con enti, associazioni e soggetti del terzo settore che monitorano bisogni e disagi della popolazione. Tali risorse ulteriori potrebbero andare verso altri servizi come il co-housing e il prolungamento dell’orario di apertura del dormitorio”.

L’assessore Lucia Tanti: “per quanto riguarda il prolungamento dell’apertura del dormitorio, devo specificare che stiamo parlando di una sede legata alla dinamica invernale e al clima di quel periodo. Nulla toglie di aprirlo, magari, a novembre ma non possiamo dimenticare che il servizio sta in piedi grazie alla generosità dei volontari che ogni notte lo presidiano. Non possiamo pensare che tutto continui a pesare su Caritas: a settembre discuteremo le modalità di gestione e in quella sede scopriremo se ci saranno le forze per poter aumentare periodo e orari di apertura del dormitorio. La Regione dovrebbe emanare dei bandi per la messa a disposizione di risorse per i senza fissa dimora. Siamo in fase di monitoraggio di queste ipotesi di bando. Ma voglio distinguere il senza fissa dimora che sta dentro un percorso e si rende disponibile a soluzioni collaborative, in questi casi i servizi sociali sono totalmente a disposizione per dare risposte stanziali e di sicurezza, e chi bivacca. Il bivacco è un’altra cosa e chi lo pratica non è problema da servizi sociali ma di sicurezza. Questa città non è disponibile a tollerare il bivacco messo a sistema perché in questo caso diventa sconveniente e motivo di degrado”.

 

Alessandro Caneschi: “dopo la decisione di non chiudere la scuola di Matrignano, presa però rinunciando al finanziamento regionale che dava la possibilità di rendere quella scuola un fiore all’occhiello, ci saranno lavori limitati per 63.500 euro di mero consolidamento statico. Il bando prevede l’aggiudicazione al prezzo più basso, sono coinvolte 15 ditte, le offerte possono pervenire entro il 31 luglio. I lavori sono stimati in 30 giorni e la loro esecuzione dovrà essere compatibile con lo svolgimento delle attività scolastiche. Quali sono le motivazioni per un ritardo simile nei lavori? È noto che nel mese di agosto sussiste la difficoltà di reperire i materiali necessari, è un periodo di ferie. Perciò chiedo quali saranno i lavori in dettaglio e qual è la data presunta di fine lavori”?

Analoga interrogazione è stata presentata dal consigliere Francesco Romizi: “una lettera del ministro dell’istruzione Fedeli ha specificato che la scuola non corre pericolo di chiusura. Serve dunque rassicurare le famiglie dicendo con chiarezza che a settembre gli alunni vi torneranno per seguire le lezioni”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “i lavori partiranno intorno al 21 agosto, quelli al piano elevato termineranno entro l’inizio dell’anno scolastico, quelli al piano interrato potrebbero andare avanti ancora per qualche giorno”.

 

Francesco Romizi: “per l’abbattimento di alberi si procede con azioni improvvise. In passato si provvedeva a informare adeguatamente e agli abbattimenti seguiva la piantumazione di altre essenze. Alcune norme e un atto di indirizzo approvato dal Consiglio Comunale all’unanimità nel 2014 prevedono un nuovo albero per ogni nuovo nato, con essenze tuttavia compatibili per dare un bilancio arboricolo positivo al territorio comunale”.

Luciano Ralli e Donato Caporali hanno affrontato lo stesso argomento. Il primo: “vogliamo comprendere le ragioni di questi abbattimenti a Saione, via Padre Caprare e al Pionta”. Il secondo: “non è un aspetto di mera manutenzione ma riguardante il verde pubblico. In particolare in via Padre Caprara gli alberi potevano essere riconosciuti come ‘monumentali’: esiste una relazione tecnica di un soggetto terzo che definiva pericolose tali piante e che giustificasse l’abbattimento? L’amministrazione sta censendo gli alberi ‘monumentali’ del territorio per capire quali siano le azioni utili alla loro tutela? Ce ne sono a Sargiano, a Castelsecco e anche in centro, come il platano alla poste”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “per il pino di via Vittorio Veneto abbiamo registrato sia un’inclinazione pericolosa verso le case sia che aveva rialzato la sede stradale e il marciapiede. O ottobre pianteremo un essenza sostitutiva. In via Padre Caprara ne sono state abbattute 15 e piantate 22, registriamo quindi un incremento del verde, il tutto in accordo con la soprintendenza. Nel prossimo futuro procederemo su questa strada degli abbattimenti preventivi sempre guidati da ragioni di sicurezza. Dopo la pioggia del luglio 2016, d’altronde si protestava per i circa 100 alberi caduti. Ricordo infine che un anno e mezzo fa, in via Occhini, sono stati abbattuti i pini che la caratterizzavano, in accordo con gli abitanti, senza alcuna polemica”.

 

Alessandro Caneschi: “l’area di sosta nell’area ex Standa era gestita fino a poco tempo fa da Atam, adesso tale gestione è stata interrotta. Perché? In quella zona si parcheggia attualmente gratis ed è un parcheggio strategico che si sviluppa attorno a funzioni pubbliche importanti come la farmacia. Tornerà Atam a gestirlo?”

“Quell’area – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – non è di proprietà del Comune ma del condominio. Era gestita da Atam in base a una convenzione che è scaduta nel febbraio di quest’anno. È in corso una trattativa, tra Atam e due soggetti privati, per ripristinare la precedente situazione”.

 

Paolo Sisi: “i parcheggi attorno alla zona Garbasso presentano problemi di posti a causa della presenza del tribunale, di attività commerciali e anche di certe scorrettezze degli automobilisti. L’amministrazione ha provveduto a creare una nuova zona parcheggio che ha però provocato un restringimento della sede stradale. Chiedo che l’amministrazione spieghi i motivi di questa scelta. E chiedo se il parcheggio interrato di via Caponnetto sia utilizzato o meno, altrimenti sarebbe opportuno rivedere la tariffa giornaliera magari privilegiando la sosta breve”.

 

Barbara Bennati: “i residenti della zona di Ripa di Olmo mi hanno sollecitato a interrogare l’amministrazione sul bando per la riqualificazione delle periferie, che esclude molte aree. Nello specifico, i rilievi dei cittadini si concentrano sulla strada statale 73 dove si verificano molti incidenti stradali, anche mortali.  Occorre intervenire urgentemente in questa zona per attenuare o eliminare i pericoli che i residenti affrontano quotidianamente”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “il tratto indicato dall’interrogazione, quello San Zeno – Pieve al Toppo, è di competenza di Anas e non del Comune. In ogni caso, se invece fossero interessate strade comunali sono disponibile a un incontro”.

 

Alessandro Caneschi: “le nuove aiuole di Piazza Guido Monaco presentano un manto compromesso. Quanto è costato? Come rimetterete in sesto il manto erboso di quella piazza?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “il problema sorge perché le aiuole sono state ripristinate in due momenti. Per restituirle al giusto decoro, le stiamo annaffiando quotidianamente”.

 

Alessandro Caneschi: “le stragi a ridosso della liberazione, datata 16 luglio 1944, ci hanno lasciato in eredità molti segni di quelle vicende drammatiche. A oggi però lo stato di manutenzione di lapidi, cippi e monumenti è scadente. Anche quello presso la prefettura, la cui iscrizione è quasi illeggibile. Ma cito anche l’obelisco del Mulinaccio, posto in un piccolo parco privo di illuminazione, e la lapide a San Severo. Chiedo di censire tutto quanto è posto a ricordo dei caduti della seconda guerra mondiale e di procedere con la sua manutenzione. L’amministrazione dovrebbe inoltre procedere a comunicare adeguatamente tempi e modi delle cerimonie commemorative”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “mi rendo disponibile a questo censimento e a capire l’ammontare delle spese che serviranno per la manutenzione di queste testimonianze. Lo stesso faremo per il monumento in piazza del Popolo dedicato al 20 settembre 1870”.

 

Luciano Ralli ha chiesto al sindaco i motivi di nomine, dimissioni e rinomine che in questi due anni si sono susseguite. “Uffici comunali, Casa Pia, presidente Afm appena nominato, ventilate dimissioni del presidente dell’Istituzione Giostra poi rientrate. Alcuni casi sono stati poco chiari, pongono questioni di trasparenza e di continuità dell’azione amministrativa. Qualche spiegazione andrebbe data visto che si tratta di cariche pubbliche”.

“Per i casi del segretario generale e del direttore dell’urbanistica – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – si è trattato di scelte personali dei soggetti interessati, legate anche a benefici di carriera e alla crescita professionale. Per le aziende partecipate o con le quali il Comune ha un rapporto di tipo funzionale, posso citare cause analogamente personali tipo impegni di lavoro incompatibili con le cariche assegnate. In ogni caso, abbiamo privilegiato, nella sostituzione dei dimissionari, scelte che garantissero la giusta continuità amministrativa. I vari avvicendamenti hanno semmai indotto a fare una considerazione di carattere più generale: ci sono stati, in effetti, casi di dimissioni per aspetti legati a incompatibilità personale tra i consiglieri di amministrazione e i direttori degli enti. Questo deriva dal fatto che, rispetto alle precedenti gestioni, i consiglieri di amministrazione chiedono legittimamente che s’instauri una maggiore dialettica fra di loro e i direttori stessi. Comunque, ciascun componente di questi cda presenta un curriculum che mi guida nell’individuazione delle competenze e di conseguenza dei soggetti adeguati”.

 

Francesco Romizi: “dopo la regolamentazione legislativa delle unioni omosessuali e dell’unione civile abbiamo avuto il caso del matrimonio celebrato in Consiglio Comunale dove non sono stati consegnati i due tradizionali piccoli doni che si danno agli sposi: la spilla con la Chimera e la pergamena. La scelta di questa disparità di trattamento è un’evidente discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Perché si è deciso in tal senso”?

“I due doni – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – hanno dei significati diversi: la chimerina, nello specifico, viene consegnata alla sposa. Individuarla, in un rapporto etero, è evidente. Così, per eliminare una sorta di imbarazzo nel caso di due persone dello stesso sesso che contraggono unione civile, abbiamo evitato la spilla. Tuttavia, visto che l’unione civile è stata equiparata per legge al matrimonio, si sta pensando a un dono specifico, che sia un ricordo, da dare alla coppia e non al singolo coniuge”.

 

Su Saione la prima a intervenire è stata Tiziana Casi: “l’area da Campo di Marte a via Piave e via Arno è l’emblema di questa situazione. Siamo stati i primi ad ascoltare la popolazione e a stimolare l’amministrazione comunale. Quali misure sono state e saranno adottate per esigenze di sicurezza e tranquillità dei residenti? Vediamo che finalmente qualcosa si sta muovendo e mi piacerebbe rilevare che la sicurezza non ha colore politico anche se la Lega rivendica con forza l’attenzione da sempre mostrata su questa criticità a livello nazionale”.

Domenico Chizoniti: “chiedo se l’amministrazione non ritenga opportuno vietare la vendita di alcolici in bottiglia nella zona di Saione per evitare episodi di degrado e violenza”.

Alessandro Caneschi: “i richiedenti asilo a Saione sono 13. Sarebbe paradossale dare la colpa di una situazione grave a un numero ridotto di persone. Noi abbiamo fatto una riunione a Saione nel fine settimana, abbiamo ascoltato i cittadini. E a proposito di cittadini, durante le precedenti amministrazioni c’erano momenti di incontro fra stranieri e italiani, corsi di lingua, eventi aggregativi. L’esercito non è una soluzione da accogliere. Dalla parte politica che amministra Arezzo si sentono molte critiche al governo ma intanto la Fraternita dei Laici ospita decine di richiedenti asilo. Che fine hanno fatto i 207.000 euro assegnati al Comune per le politiche di accoglienza? Come punire le violazioni ai regolamenti comunali di igiene e polizia urbana che configurano reati di tipo amministrativo da parte di esercizi commerciali? Quali azioni ha in agenda l’amministrazione per favorire l’integrazione? Il progetto ministeriale che consentiva una gestione diretta dell’accoglienza da parte del Comune fine ha fatto? Chiederete al primo rettore della Fraternita di interrompere accoglienza per i richiedenti asilo”?

Francesco Romizi: “il questore ha rilasciato una dichiarazione dove emerge che rispetto all’anno scorso i reati a Saione sono diminuiti del 9% e che a Saione emerge una situazione di degrado. E il degrado è materia di competenza comunale. Dal prefetto inoltre è stato detto che rispetto agli attuali 13 richiedenti non sono previsti incrementi. Quali sono state le decisione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto su richiesta del sindaco? Quali azioni sono previste contro il degrado, questione di competenza comunale? Quel volantino sui ‘negri’ di cui si è criticata la forma si condivide nella sostanza”?

“Non sono certo i 13 richiedenti asilo citati a costituire il problema – ha rilevato il sindaco Alessandro Ghinelli – ma quelli che frequentano Saione, che sono molti di più. Saione era il quartiere del ceto medio impegatizio ed era un quartiere borghese ben identificabile all’interno del tessuto urbano. Via via questa caratteristica è venuta meno, gli appartamenti sono stati affittati a famiglie appartenenti a comunità etniche di varia provenienza e con il tempo i vecchi residenti non lo hanno più riconosciuto. La progressiva sensazione di essere ospiti in casa propria si è poi incrementata a causa del fatto che s’incontrano per strada sempre più persone di colore e presso i pubblici esercizi soggetti dediti al consumo eccessivo di alcolici. Dopo di che, l’abbandono di comportamenti educati e corretti, da parte di questi ultimi, è consequenziale. I manifestini lanciati di recente, che non appartengono a una città storicamente accogliente, sono frutto evidentemente di questa esasperazione. La PM sta già facendo servizio di presenza pressoché continua a Saione, tanto per mettere in chiaro che il Comune svolge i suoi compiti. Ho chiesto però che il nostro sforzo fosse affiancato da polizia, carabinieri e guardia di finanza ed eventualmente, in subordine, dei militari del programma strade sicure. Bene: mi è stato risposto, in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza, che quest’ultimo programma non può essere adottato perché i militari sono destinabili solo a ‘obiettivi sensibili’. Allora ho insistito sulla pattuglia fissa, intendendo una pattuglia che restasse sul territorio in forma continuativa. Se vogliamo definirla ‘dinamica’, per usare la giusta terminologia tecnica, va bene. Dal comitato si è usciti allora con una soluzione concordata: azioni mirate di PM, polizia, carabinieri e guardia di finanza su obiettivi specifici, come ad esempio un locale oppure un esercizio commerciale. Al di là di questo, il presidio e lo sforzo conseguente restano in gran parte appannaggio della PM ma non so quanto essa potrà sopportare un simile impegno”.

 

Roberto Bardelli: “chiedo al sindaco di riferire in merito agli ultimi risvolti della vicenda relativa a Sei Toscana”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “sono stato convocato dal presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti riunita presso la prefettura di Grosseto. Ho risposto perciò alle domande che mi sono state poste e che avevano lo scopo di capire il meccanismo che presiede la gestione dei rifiuti nella Toscana meridionale. Il contratto di servizio, come noto, è oggetto di indagine della magistratura. Ciò che vorrei fosse evidenziato è che il mandatario dell’attuale raggruppamento di imprese, noto come Sei Toscana, è Siena ambiente, ovvero la società che ha gestito i rifiuti a Siena prima dell’attuale gestore. Inoltre, a causa dell’aumento di capitale sottoscritto solo da una parte dei soci pubblici e alla cessione di quote tra soci, il controllo di Sei Toscana è oggi in mano privata. Di conseguenza, una cosa è Sei Toscana, altra cosa è Ato, ovvero l’ambito territoriale che riunisce 105 Comuni di tre province e che ha compiti di indirizzo e controllo, indirizzi che poi il gestore deve attuare. Si tratta di due soggetti con funzioni completamente diverse che portano anche a strategie alternative: il sindaco Ghinelli intende tenere Arezzo più pulita possibile, il gestore vuole fare reddito, peraltro con scarso rischio di impresa visto il meccanismo di riscossione dell’imposta. All’Ato posso attribuire una responsabilità: un colpevole disinteresse per il suo ruolo fino a tempi recenti. In audizione non si è parlato poi di individuazione del nuovo direttore generale. In ogni caso: l’Ato ha bandito un concorso, ha individuato una commissione di esperti che ha valutato le domande dei candidati, trentadue, e ne ha selezionati quattro, due toscani e due veneti. Se dobbiamo adesso attenerci alla legge regionale, ci deve essere volontà congiunta sul direttore generale tra presidente della Regione e assemblea Ato. Ho scritto allora al presidente Enrico Rossi inviandogli i nomi e i curricula dei quattro selezionati. Mi auguro che non si limiti a individuarne uno solo, sarebbe una sorta di diktat che creerebbe una situazione di imbarazzo politico. Questo tema sta diventando sempre più pressante e difficile, il gestore non è un vero partner industriale ma riunisce alcuni soggetti gestori del passato. In questo quadro è emersa l’ulteriore questione dell’Ato unico per il quale ho una posizione antitetica. Giustificata da questo assunto: allontanare i livelli decisionali sui servizi pubblici dai cittadini e da chi li rappresenta è l’errore più grande che si possa fare”.

 

Fonte: Comune di Arezzo

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