PORCARI La crisi Tuodì approda in Parlamento, a rischio 60 lavoratori

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LUCCA – La crisi dei supermercati Tuodì approda sui tavoli della politica. Oggi (25 luglio) è arrivata in Parlamento, grazie un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico presentata dall’on. Raffaella Mariani (Pd), che venerdì scorso aveva partecipato con gli altri rappresentanti istituzionali del territorio lucchese al tavolo provinciale aperto dopo l’annuncio dell’azienda di voler procedere, a causa della situazione debitoria, alla chiusura di alcuni punti vendita con conseguente possibilità di esuberi.

 

Anche il consigliere regionale Stefano Baccelli auspica l’apertura di un tavolo regionale, anche attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali dei territori coinvolti, per mettere in campo ogni azione possibile per ridimensionare gli effetti sociali degli esuberi preannunciati alle forze sindacali, monitorare gli esiti del confronto previsto per mercoledì 26 luglio tra la stessa azienda e il Ministero dello sviluppo economico.

 

“In provincia di Lucca sono sei i punti vendita Dico/Tuodì che impiegano circa 60 dipendenti, due dei quali (Porcari e Viareggio) già chiusi, ai quali si aggiungono i franchising di Altopascio e Lido di Camaiore” – spiega la Mariani nel documento. “In attesa dell’incontro tra le parti già programmato al Mise per mercoledì 26 luglio – prosegue Mariani –, sulla base degli impegni presi al tavolo provinciale di crisi, ho presentato un’interrogazione per chiedere al Ministro di fare chiarezza sulle prospettive aziendali del gruppo Dico e sul futuro occupazionale degli addetti. Ci impegneremo al massimo – conclude la deputata – per garantire la continuità dell’attività ed evitare che gli effetti di questa crisi vengano scaricati sui lavoratori”.

 

La società Dico S.p.A. si trova attualmente in concordato con continuità e da quanto comunicato alle organizzazioni sindacali, con lettera dello scorso 11 luglio, è stata annunciata la chiusura momentanea “con decorrenza immediata” di 123 negozi, ovvero di una parte dei punti vendita sprovvisti del minimo assortimento merci considerato necessario dall’azienda stessa. In provincia di Lucca, oltre ai due punti vendita di Porcari e Viareggio dei quali è già stata comunicata la chiusura, sono presenti anche altri otto negozi, con circa 60 dipendenti, situati a Viareggio, Massarosa, Pietrasanta, Porcari, Pian di Coreglia e Pieve Fosciana, cui si aggiungono i franchising di Altopascio e Lido di Camaiore. Baccelli e Giovannetti hanno partecipato lo scorso venerdì 21 luglio presso la Provincia di Lucca a un incontro sul tema, assieme a rappresentanti di tutti i livelli istituzionali, durante il quale i sindacati hanno espresso le forti preoccupazioni in merito alla tenuta occupazionale dei supermercati in questione ed hanno esposto i contorni di questa crisi aziendale che pare sia dovuta soprattutto ad una grave posizione debitoria nei confronti degli istituti di credito.

 

“Una vicenda complessa – afferma Baccelli – su cui è necessaria la massima attenzione e il più totale impegno: la chiusura dei negozi e dell’indotto costituirebbe un ennesimo grave colpo ai livelli occupazionali nel settore del commercio, per la Toscana e in particolare per la provincia Lucca, già prostrata dagli effetti della recessione e bisognosa piuttosto di una vera spinta al rilancio. – spiega Baccelli – Nell’incontro di venerdì scorso a Lucca è emersa, da parte delle istituzioni, a tutti i livelli, la massima attenzione nei confronti una crisi grave come quella di Tuodì, che potrebbe portare, oltre alle chiusure già annunciate, all’effettiva perdita di lavoro di decine di dipendenti nel nostro territorio. Anche alla luce dell’incontro previsto per domani mercoledì 26 luglio a Roma presso il Mise ho ritenuto necessario e urgente chiedere con una mozione alla Giunta regionale di attivare quanto prima un tavolo di crisi regionale a Firenze al fine di affrontare la vicenda e mettere in atto tutto quanto in suo potere per ridurre gli effetti sociali della crisi occupazionale prospettata, con la chiusura di 10 negozi in Toscana e vigilare sulla tenuta complessiva dell’azienda in generale”.

Fonte: Lo Schermo

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