[Lucca] LA GROTTA DEL VENTO | – Notizie

da
Advertising

Lucca –

GROTTA DEL VENTO, Fabbriche di Vergemoli, Garfagnana: “La grotta del vento ha una orgine carsica. L’acqua proveniente da neve e pioggia è penetrata nella montagna cercando una via verso la valle. Essendo acida perchè ricca di anidride carbonica ha gradualmente sciolto le rocce calcaree, dando origine ad una serie di cunicoli che si raccolgono in un vero fiume sotterraneo che sbocca finalmente all’esterno. Il fiume, nei millenni, ha approfondito il suo corso, lasciando così scoperte le sue vie più superficiali. Le grotte che possiamo oggi esplorare sono dunque l’antico letto del fiume sotterraneo, che un tempo usciva da quella che oggi è l’entrata della grotta.Allinterno-della-Grotta
Itinerari:
Il percorso è comunque adatto a tutti e non faticoso, si procede lentamente e con diverse pause. E’ possibile fare foto durante le soste, anche con il flash.
Quando l’acqua del fiume sotterraneo abbandonò le caverne, circa 20.000 anni fa, sulle pareti di roccia cominciarono a formarsi le prime concrezioni calcaree. Le bellissime sculture che possiamo ammirare oggi sono il risultato del lentissimo depositarsi di carbonato di calcio (sotto forma di cristalli di calcite) portato dall’acqua che filtra dalle pareti dopo aver “sciolto” la roccia del montagna. Sono necessari 1000 anni perchè queste formazioni possano crescere di un solo centimetro. Ma questi capolavori sono fragilissimi e basta toccarli a mani nude per rovinare il lavoro della natura arrestandone la crescita e sporcandoli con macchie nere causate dagli acidi grassi della nostra pelle. Per questo la nostra guida ci ha subito raccomandato, prima di entrare in grotta, di non toccare assolutamente le pareti.
La seconda parte dell’itinerario ci porta sull’orlo del Baratro dei giganti: un enorme tunnel che sprofonda per 50 metri con andamento a spirale, e in cui noi scendiamo con dei sicuri e comodi scalini sulle sue pareti. Da qui un tempo il fiume sotterraneo saliva a pressione per poi cercare l’uscita dalla grotta. Ancora oggi, durante delle piene eccezionali (come quella del 1996) il fiume torna a risalire questo grande pozzo. L’acqua dunque non ha ancora del tutto abbandonato questo tratto e impedisce che sulle pareti si formino le concrezioni. Siamo poi troppo in profondità, e l’acqua che giunge qui è ormai poverissima di minerali. Non conduce quasi elettricità, infatti in alcuni laghetti sono immerse delle lampade che non hanno neanche bisogno di essere impermeabilizzate! L’effetto della luce di queste lampade che interagisce con i cristalli nell’acqua fa sembrare di trovarsi davanti a dei laghetti di latte. L’aria è satura di umidità e le goccioline di acqua catturano ogni eventuale particella che arrivasse fin qua, rendendo l’aria purissima. Nella grotta è stata pratica anche speleoterapia a bambini sofferenti di asma, con ottimi risultati.
In fondo al baratro, in quella che è chiamata la sala delle voci, la guida ci fa provare l’emozione del buio assoluto: le luci vengono spente e rimaniamo a lungo in silenzio nel buio più pesto. Possiamo così capire un pò quello che hanno provato gli speleologi che hanno esplorato la grotta, e che per giungere in questo punto impiegavano giorni. Proprio qui avevano un campo base dal quale partire con le esplorazioni, e lo scroscio costante dell’acqua nel buio completo dava a molti di loro l’impressione di sentire voci in lontananza.
L’esplorazione della grotta da parte di gruppi di speleologi del CAI di Firenze, Bologna, Lucca e altre città, è iniziata negli anni ’60. Successivamente sono stati allestiti i tre itinerari turistici, che pur introducendo elementi estranei alla grotta, quali scale e corrimano, permettono a tutti di poterne ammirare, con discrezione, la bellezza. Un quarto itinerario, semi-speleologico, è in preparazione.
Raggiungiamo alla fine il punto in cui scorre il fiume sotterraneo, l’Acheronte, che finisce per inabbissarsi in un sifone oltre il quale non è stato ancora possibile spingersi. Le frequenti piene portano infatti continuamente detriti che impediscono di proseguire. Si sa però con certezza che solo una minima parte del sistema di caverne è stato esplorato, e seppure lentamente il lavoro degli speleologi prosegue”. (tratto da https://www.discovertuscany.com/…/gar…/grotta-del-vento.html)

Fonte Verde Azzurro

Advertising