[Lucca] Il Santo del giorno, 27 Luglio: S: Pantaleone, S. Liliana

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Lucca –

27 luglio chiesadipieveaelici

chiesa di pieve a elici

Pantaleone di Nicomedia

 

Se salite la splendida salita del Pitoro, che vi permette di vedere uno spettacolo incredibile della costa tirrenica e del lago di Massaciuccoli, arriverete in cima ad una chiesetta romanica, che è la più imponente e luminosa fra i complessi religiosi della Versilia: un autentico gioiello dell’arte romanica, costruita dai Lombardi. Il nome Pieve a Elici si riferisce alla foresta di lecci (in latino ilices) che ricopriva la collina, oggi tutta ad uliveto. E alcuni esemplari, piantati circa 50 anni fa, si trovano davanti alla facciata del tempio. L’origine di questa Pieve, la vorrebbe fondata da San Frediano, vescovo di Lucca, che non a caso giunse a Lucca, dall’Irlanda, come pellegrino: ed il Monte Pitoro è uno dei passi della Francigena per chi percorreva la Valfreddana! Giunti a Pieve ad Elici entrate e godetevi l’elegantissimo altare dove si trova una delle rarissime raffigurazione del santo di oggi. Sulla destra della Madonna, troverete San Pantaleone! Un’altra raffigurazione, ma non così bella, si trova a Parigi.

Patrono di ostetriche e medici (insieme ai santi Cosma e Damiano), Pantaleone, o anche Pantaleo (Nicomedia, … – Nicomedia, 27 luglio 305), secondo la Passio era un cristiano, medico personale del cesare Galerio. Avrebbe subito il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano: è considerato uno dei quattordici santi ausiliatori: coloro che invochimo durante le malattie. Pantaleo viene invocato contro le infermità di consunzione. Secondo la tradizione agiografica, era figlio del pagano Eustorgio, uomo molto ricco di Nicomedia, e di Eubula, che lo educò al cristianesimo: successivamente, si era allontanato dalla religione ed aveva studiato medicina, arrivando a diventare medico di Galerio, il cesare e poi augusto, che costruirà la sua capitale, la Felix Romuliana, meravigliosamente intatta in certe sue parti, (e in parte ricostruita) per chi la visita oggi nella Serbia!

Felix Romuliana

Felix Romuliana

Ritornato, o forse mai abbandonato, al Cristianesimo, alla morte del padre, entrò in possesso di una grande fortuna: spinti dall’invidia, alcuni colleghi lo denunciarono all’imperatore durante la persecuzione di Diocleziano. L’imperatore avrebbe voluto risparmiarlo e cercò di persuaderlo ad abiurare. Pantaleone, però, confessò apertamente la sua fede e, per mostrare di essere nel giusto, risanò un paralitico: ciò nonostante, egli fu dapprima condannato al rogo, ma le fiamme si spensero! Poi ad essere immerso nel piombo fuso, ma il piombo si raffreddò miracolosamente; a questo punto Pantaleone fu gettato in mare con una pietra legata al collo, ma il masso prese a galleggiare. Venne condannato ad feras, ma le belve che avrebbero dovuto sbranarlo si misero a fargli le feste. Fu poi legato ad una ruota, ma le corde si spezzarono e la ruota andò in frantumi. Si tentò anche di decapitarlo, ma la spada si piegò e gli aguzzini si convertirono. Pantaleone pregò Dio di perdonarli, motivo per il quale egli ricevette pure il nome di Panteleemon (in lingua greca, colui che di tutti ha compassione).27 luglio pantal

Infine, quando egli diede il suo consenso, gli fu tagliata la testa. Pantaleone è oggetto di venerazione in Oriente, dove viene chiamato “il grande martire” ed è invocato come taumaturgo. Sul monte Athos, Grecia, il monastero della comunità russa, uno dei venti ancora oggi esistenti sulla santa montagna, è a lui dedicato (monastero di San Panteleimon). Reliquie del santo si trovano nella basilica di Saint-Denis a Parigi e altre nella città di Porto in Portogallo. La reliquia del braccio di san Pantaleone è conservata nella chiesa di “San Pantalon” (così è chiamato dai veneziani san Pantaleone) a Venezia; la sua testa è conservata a Lione.

Altre sue reliquie sono nella cripta della chiesa dei Santi Giovanni e Reparata a Lucca!

Il suo sangue (raccolto, secondo la tradizione risalente al XII secolo, da Adamantio, testimone del martirio) era originariamente conservato in un’unica e grande ampolla, custodita nella chiesa a lui dedicata (oggi monumento ai caduti) a Ravello. In seguito quest’ampolla, con l’unione di questa ed altre due chiese in quella agostiniana, fu traslata nel duomo, e i vescovi di Ravello incominciarono a donarne piccole quantità ad altre comunità ed un’ampolla finì anche a Costantinopoli, un’altra nel monasterio de la Encarnación di Madrid!

L’ampolla conservata nel duomo di Ravello presenta il fenomeno dell’annuale liquefazione del sangue, che avviene nel mese di luglio o in occasione di miracoli ottenuti dal santo. Lo stesso fenomeno si verifica anche nelle ampolle custodite a Limbadi (VV), Montauro, Vallo della Lucania e nel monasterio de la Encarnación a Madrid, inoltre una piccola parte di sangue è conservata in un’ampolla custodita nella chiesa di San Tomaso a Padova, qui il sangue è sempre liquido e di colore rosso.

Nella chiesa del Purgatorio a Lanciano, la città abruzzese del Miracolo Eucaristico, si conservano, secondo la tradizione, la spada che troncò la testa del santo, il carrello dentato con cui venne martoriato il corpo, la fiaccola con cui gli vennero bruciate le ferite e un tronco di ulivo che germogliò a contatto con il suo corpo.

 

Fonte Verde Azzurro

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