MODENA – SCUOLA DI POLIZIA, RIDOTTO IL CANONE DEL 50 PER CENTO

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Il Consiglio comunale di Modena ha deliberato la riduzione del 50 per cento del canone del diritto di superficie per l’immobile in via Busani 14 in cui ha sede la Scuola di Polizia locale.

Nella seduta di giovedì 20 luglio ha infatti approvato la relativa delibera con il voto a favore di Pd, Art.1 – Mdp e Per me Modena, e l’astensione di M5s, FI e Idea Popolo e libertà.

La Fondazione scuola interregionale di Polizia locale – ha spiegato l’assessore al Patrimonio Gabriele Giacobazzi – nata come scuola della Regione Emilia Romagna, cui hanno poi aderito anche Toscana e Liguria, è una scuola importante che non solo fornisce servizi di formazione alle Polizie locali dei territori delle tre Regioni ma lavora anche con altre regioni. L’Amministrazione gli ha concesso il diritto di superficie per una durata di 40 anni nel dicembre 2008: da allora a oggi – ha aggiunto – ha erogato 52 mila ore di formazione coinvolgendo 43 mila operatori delle Polizie locali. Oltre al prestigio della scuola che ha sede in città, quindi, va considerata anche la significativa presenza costante di operatori di Polizia locale che soggiornano a Modena per frequentare la scuola”. L’assessore ha precisato che la direzione della scuola ha espresso la difficoltà a sostenere il canone del diritto di superficie, in particolare a causa del calo dei contributi da parte delle Regioni socie, e ha chiesto venga applicato l’articolo del nuovo Regolamento sui diritti di superficie che prevede la riduzione del canone del 50 per cento nel caso in cui il superficiario svolga una attività di particolare interesse pubblico. “Con tale riduzione il canone per l’immobile di via Busani, su cui l’Amministrazione non ha altri programmi di utilizzo – ha precisato Giacobazzi – passa da 14.495 a 7.247 euro l’anno”.

Sul tema è intervenuto Marco Bortolotti del M5s che ha chiesto “perché le Regioni non riescono a fornire un finanziamento più alto a una scuola di ottimo livello come questa; il costo del canone del diritto di superficie è quasi irrisorio. Non è possibile che passi il concetto che i Comuni debbano sopperire a questioni di livelli diversi. Abbiamo altre realtà di importanza regionale, ad esempio Memo, e le dobbiamo sempre sostenere noi. È giusto? L’Amministrazione è sempre impegnata a sopperire ai buchi; ci asterremo perché riteniamo che le cose debbano essere gestite in modo corretto”.

Francesco Rocco per Art.1 – Mdp ha definito “pertinente” l’osservazione del M5s. “Non c’è bisogno di astenersi – ha proseguito – perché applichiamo il Regolamento e pensiamo di fare una cosa fatta bene, al massimo si possono fare queste osservazioni nel dibattito affinché arrivino alla Regione. Chiediamo agli amministratori comunali che sollecitino chi di competenza, ad altri livelli, a fare la propria parte. L’obiettivo della scuola – ha aggiunto – è alto quindi se possiamo fare lo sforzo facciamolo. Siamo orgogliosi di avere in città la scuola di Polizia e di dimostrare che quando ha bisogno gli diamo una mano”.

Marco Forghieri del Pd ha evidenziato che “tutti siamo consapevoli dell’opera benemerita che la scuola di Polizia svolge e ci troviamo in un momento particolare in cui ha anche maggior valore: avremmo bisogno di avere un numero maggiore di poliziotti, almeno riusciamo a mantenere standard qualitativi alti”. Anche il consigliere ha concordato con la considerazione del M5s: “Certamente – ha detto – non può essere un problema di liquidità della Regione che ha infinite risorse più dei Comuni. Credo che questo possa piuttosto coincidere con le diverse modalità di programmazione e approvazione dei bilanci: probabilmente ci sono sfasature temporali che portano a operare così”.

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