[REGIONE UMBRIA] COMITATO MONITORAGGIO: AUDIZIONE DELL'AMMINISTRATORE UNICO DELLA SCUOLA UMBRA DI PUBBLICA AMMINISTRAZION…

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(Acs) Perugia, 27 luglio 2017 – La Scuola Umbra di Amministrazione pubblica ha un bilancio annuale di previsione oltre 3milioni 870mila euro; la gestione 2016 si è chiusa con un avanzo di 930mila euro. Sono più di 12mila 800 le ore di formazione erogate che hanno coinvolto 18mila partecipanti.  Oltre cento le convenzioni attivate con i Comuni umbri e di regioni limitrofe, 12 i dipendenti e sette collaboratori a progetto. Questi alcuni dei dati più significativi dell’attività del consorzio pubblico illustrati nella riunione odierna del Comitato di vigilanza e controllo dall’Amministratore unico Alberto Naticchioni, invitato in audizione dal presidente Raffaele Nevi il quale ha spiegato che l’iniziativa “sollecitata dalla consigliera Carbonari (M5s), rientra nel normale programma di attività di controllo che il Comitato svolge sugli enti partecipati dalla Regione”.

Naticchioni ha spiegato che la Scuola umbra di amministrazione pubblica è stata istituita con legge regionale “24/2008” che trasforma l’originale associazione, costituita negli anni ’90 dalla Provincia di Perugia, in un Consorzio pubblico di cui fanno parte la Regione Umbria (40 per cento), le Province di Perugia e Terni, Università di Perugia, Università per Stranieri,Arpa, Cal, Adisu, Istituto zooprofilattico, Agenzia forestale. Sono organi del Consorzio l’Assemblea, l’Amministratore unico e il Revisore dei conti. I dipendenti sono attualmente 12 (erano 20 nel 2008), compresi due dipendenti trasferiti dalle Province “senza però i relativi fondi a copertura dei costi”. 

Il bilancio 2017 ammonta a 3milioni 879mila euro, e il consuntivo 2016 si è chiuso con un avanzo di 930mila euro. La quota di contributo della Regione Umbria ammonta ad un totale di 630mila euro (230mila da fondo Regione e 400mila da fondo sanitario nazionale) destinato alle spese di funzionamento. Rispondendo ad una specifica richiesta della consigliera Carbonari, Naticchioni ha spiegato che i “contributi aggiuntivi 2016 erogati dalla Regione nel 2016” sono in realtà delle partite di giro che saranno utilizzate per finanziare due progetti per un totale di 120mila euro, riguardanti la Corte d’Appello e la Procura generale, e l’attività del Seu, per 60mila  euro, in attesa dell’acquisizione delle funzioni da parte di Sviluppumbria.

Sono oltre 100 le convenzioni attivate con i Comuni dell’Umbria ed anche di regioni limitrofe. Nel 2016 bilancio “malgrado la limitazione delle risorse” sono state erogate 10882 ore di formazione che hanno interessato oltre 18mila persone. A queste attività hanno partecipato oltre 40 Comuni di Marche, Lazio, Toscana e Abruzzo. I docenti sono scelti (secondo le specifiche competenze) da un albo di quasi 800 nominativi e il compenso orario è tra i più bassi a livello nazionale (70/100 euro). 

Oltre alla formazione di carattere generale, è stata attribuita alla Scuola anche quella legata al piano sanitario regionale. È attiva da sette anni la scuola triennale per medici di medicina generale che ha specializzato 536 professionisti, con 86 attualmente in formazione. Viene gestita poi la formazione di Polizia locale, Terzo settore sociale,  struttura regionale e del servizio sanitario regionale (personale sanitario e amministrativo). Un’attività centrale è poi quella relativa all’Agenda digitale, cui è legata una parte “strategica” della riforma della Pubblica amministrazione che dovrà garantire trasparenza e favorire la legalità, e che necessita di una appropriata attività formativa in ordine a anticorruzione, trasparenza, appalti, semplificazione. La Scuola ha poi partecipato alla fase preparatoria della legge regionale sulle politiche giovanili; sostenuto la costruzione del piano sociale regionale e quello sulla prevenzione. Messe in campo anche attività legate alla europrogettazione. 

Tra le principali attività programmate nel 2017, Naticchioni ha indicato quelle relative alla sicurezza sul lavoro; la settima edizione del Laboratorio benchmarking tra sistemi sanitari regionali (intitolato allo scomparso assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni); i corsi sull’amministrazione digitale e quelli legati al progetto “Puzzle” sul potenziamento dell’accoglienza di immigrati in Umbria che ha come capofila la Prefettura di Perugia; cinque appuntamenti di aggiornamento su valorizzazione patrimonio culturale, bilancio enti locali, società partecipate e tributi locali, tutti rivolti ad amministratori locali e dirigenti e funzionari. 

Alla domanda della consigliera Carbonari (M5S) che  chiedeva come mai i collaboratori della Scuola Umbra fossero “sempre gli stessi, riconfermati anno per anno”, Naticchioni ha spiegato che “finora è stata adottata una procedura di selezione comparativa tra candidati e progetti di riferimento. Da questo anno comunque, con l’attuazione della legge ‘Madia’ tale modalità non sarà più utilizzabile”. Il consigliere Claudio Ricci (RP) ha detto che il complesso di servizi offerto “è prezioso, soprattutto per i piccoli comuni” ed ha parlato della “necessità di un aggiornamento della rete hardware della pubblica amministrazione”. Secondo Gianfranco Chiacchieroni (PD) l’esperienza della scuola va consolidata e sviluppata soprattutto per ciò che riguarda la formazione in sanità”. 

Raffaele Nevi, infine, nel ringraziare Naticchioni e nel dare atto dell’attività svolta, ha ricordato l’ordine del giorno a suo tempo votato dall’Assemblea in cui si individuava la Scuola Umbra di pubblica amministrazione “come punto di riferimento e integrazione di agenzie ed enti di studi e ricerche regionali”. TB/

Fonte: Regione Umbria

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