[ REGIONE TOSCANA ] Chirurgia robotica, in Toscana interventi sempre più avanzati

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FIRENZE – Si sposta sempre più avanti in Toscana il confine della chirurgia robotica. Recentemente si è aggiunto alla lista degli interventi robotici eseguiti nell’azienda ospedaliero universitaria di Careggi anche il prelievo di rene da donatore vivente e negli ultimi giorni è stato eseguito, per la prima volta in Italia, un trapianto di rene robotico con prelievo da donatore a cuore fermo, grazie al sistema di supporto vitale Ecmo (extracorporeal membrane oxygenation), che mantiene l’ossigenazione degli organi, che altrimenti verrebbero irrimediabilmente danneggiati dall’assenza di battito, rendendo impossibile il trapianto. Questo intervento è stato eseguito dalla chirurgia robotica mininvasiva e dei trapianti renali dell’ospedale Careggi, diretta dal professor Sergio Serni coadiuvato dal dottor Graziano Vignolini.

“La chirurgia robotica consente di fare interventi sempre più avanzati – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – In Toscana abbiamo precorso i tempi, utilizzando la robotica già dal 2000. I robot sono presenti a Careggi, alle Scotte di Siena, al Cisanello di Pisa, ad Arezzo e a Grosseto, dove funziona la Scuola internazionale per la didattica. Ma noi abbiamo scelto di fare della robotica una sorta di grande istituto, da governare come una struttura unica. I miei complimento alle équipe che hanno eseguito gli ultimi interventi a Careggi. E soprattutto, come sempre, il mio sentito grazie ai familiari dei donatori, che dando il consenso alla donazione degli organi dei loro congiunti, consentono ad altre persone di continuare a vivere”.

Il trapianto di rene prelevato da donatore a cuore fermo apre le porte ad un numero sempre maggiore di possibili donatori e quindi alla riduzione delle liste di attesa per questo tipo di procedura. L’introduzione della chirurgia robotica anche in questo settore dell’urologia fiorentina nasce dalla grande esperienza maturata dal 2010 e dalla volontà di allargare le indicazioni della chirurgia mininvasiva a tutti i campi dell’urologia per gli indubbi e molteplici vantaggi insiti in questo tipo di tecnica chirurgica.

Gli interventi robot-assistiti maggiormente eseguiti nella Clinica Urologica di Firenze sono la rimozione della prostata per la presenza di un tumore, la rimozione di un tumore renale con la conservazione del rene, l’asportazione del rene e della vescica con ricostruzione di una nuova vescica che permette di urinare per via naturale senza necessità di sacchetti esterni per la raccolta dei liquidi. Per questo intervento, eseguito interamente con il robot, è stata sviluppata una nuova tecnica di ricostruzione denominata FloRIN (Florence Robotic Intracorporeal Neobladder), ideata a Careggi dal professor Andrea Minervini e dal professor Marco Carini.
 
Il sistema di chirurgia robotica comporta importanti vantaggi rappresentati dalla visione tridimensionale, dall’ingrandimento dell’immagine intraoperatoria e dalla grande maneggevolezza del sistema, che permette al chirurgo movimenti molto naturali e filtrati del tremore fisiologico, rendendo così possibile eseguire interventi chirurgici più accurati rispetto alla chirurgia a cielo aperto con meno sanguinamento, meno danno ai tessuti e meno dolore postoperatorio.

L’Urologia universitaria dell’ospedale Careggi utilizza regolarmente due dei tre sistemi a disposizione dell’Azienda. Tali sistemi lavorano tutti i giorni in contemporanea dalle 8 alle 20. Il grande impegno aziendale ha permesso nel 2016 di sfiorare un totale di 900 interventi, e di arrivare ad un numero complessivo di circa 4.000 interventi robotici dal 2010, anno in cui è stato installato il primo sistema robotico. Questi risultati pongono l’AOUC ai primi posti a livello europeo per tale tipo di chirurgia e al primo posto in Italia.

Per i risultati raggiunti, a novembre del 2015 il Centro è stato insignito del riconoscimento di “Centro per la didattica e la formazione della robotica” dalla società europea di urologia (European Association of Urology) e dalla società europea di chirurgia robotica (European Robotic Urologic Society).

(ha collaborato Giovanni Squarci, ufficio stampa AOU Careggi)

Fonte: Regione Toscana

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