[ REGIONE TOSCANA ] Rossi a Cascina alla manifestazione Anpi: “Una è la memoria del Paese, quella antifascista della Costituzione”

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FIRENZE – “E’ un momento delicato e particolare anche in Toscana, con un’estate che è stata contrassegnata da episodi di vero e proprio rigurgito di fascismo. Per questo credo che bene abbia fatto l’Anpi di Pisa, senza con questo sostituirsi alle celebrazioni ufficiali, a organizzare una manifestazione antifascista dedicata alla Liberazione di Cascina”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che nel pomeriggio ha partecipato alla manifestazione per l’anniversario della liberazione della cittadina pisana organizzata dall’Anpi.

“Sentiamo il bisogno di un impegno più forte – ha proseguito – da parte delle istituzioni , ma serve anche una risposta di popolo, che veda protagonisti i cittadini. La posta in gioco è la difesa della nostra Costituzione e dei suoi valori”.

“La Toscana – ha ricordato Rossi – è stata percorsa, negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, da una scia di sangue che ha caratterizzato la ritirata dell’esercito tedesco, con una terribile sequela di stragi nazifasciste. Tanti sono stati gli episodi di resistenza partigiana, ma forte è stato anche l’impegno civile di donne e uomini di questa terra. Bisogna aver chiaro – ha sottolineato – che la nostra Costituzione nasce dal rovesciamento dei principi del fascismo. E’ una Costituzione che fonda una repubblica basata sul lavoro e soprattutto sulla democrazia, dopo un ventennio di regime dittatoriale e totalitario. E’ una Costituzione che si basa sul principio dell’uguaglianza tra gli uomini, al di là di razze, nazionalità, religioni e in questo senso rovescia il razzismo che ha caratterizzato il fascismo. E proprio qui vicino, nella tenuta di San Rossore, il re, voglio ricordarlo, emanò i decreti razziali”.

“La Costituzione – ha detto ancora Rossi – riconosce la libertà di pensiero e il confronto delle opinioni, valori che il fascismo conculcò. E chiaro perciò che se nel futuro vogliamo proseguire con gli ideali e valori che essa ci tramanda, dobbiamo tutti insieme tornare a quel periodo, leggere cosa è stato, capire il sacrificio di tanti giovani e tante persone e tenere altra la bandiera dell’antifascismo. Da un po’ di tempo si è lasciato troppo andare su questo aspetto, adesso è il momento di compiere uno scatto per ritrovarsi sui valori e i principi della nostra democrazia. Non possono esistere due memorie – ha ammonito Rossi – la memoria nella nostra repubblica è una, quella antifascista che sta alla base della Costituzione e della convivenza civile e il rispetto dovuto ai morti, a tutti i morti, non può far venire meno questa consapevolezza di fondo. La Regione – ha ricordato – con un suo osservatorio segnalerà alle Procura della repubblica manifestazioni e affermazioni di apologia del fascismo e del razzismo e sarà al fianco dei sindaci, del prefetti, dei questori che diranno no alla concessione di spazi pubblici per forze che inneggiano al fascismo e istigano all’odio e alla violenza”.

“Ci sono imprenditori della paura – ha concluso Rossi – che cercano di sfruttare una situazione sociale ed economica complicata per alimentare odio e divisioni, per mettere poveri contro poverissimi,  penultimi contro ultimi. E’ un tentativo che si consuma sul tema epocale dell’immigrazione. La politica, le istituzioni devono rispondere non solo con il dovere umanitario dell’accoglienza, ma rilanciando politiche sociali che ricompongano una coesione sociale e un’armonia che si è fortemente incrinata. Non dice il vero chi afferma che accogliere sottrae risorse ai cittadini italiani, ma è inaccettabile che ci sia il 35 per cento dei giovani disoccupati e milioni di cittadini che vivono sotto al limite della soglia di povertà. La politica deve dare queste risposte rilanciando i valori di democrazia, eguaglianza e dignità del lavoro che sono nella Costituzione antifascista e repubblicana”   

Fonte: Regione Toscana

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