PORCARI “La Porcari che vogliamo”, sul caso addetto stampa: “48 ore di tempo per chiarire”

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PORCARI – Un errore evidente in uno dei titoli dichiarati ed utili per l’attribuzione di punteggio ai fini della formazione della graduatoria, questo il motivo per cui il gruppo “La Porcari che vogliamo” chiede al Comune di Porcari di sospendere immediatamente in via di autotutela l’affidamento dell’incarico di addetto stampa dell’ente affidato a Lodovico Poschi Meuron,  ex direttore de Lo Schermo.

 

In 15 anni di esperienza il capogruppo Riccardo Giannoni dichiara di non avere mai visto casi di questo genere e di essere fortemente preoccupato, inizia così la conferenza stampa convocata con urgenza questo sabato mattina a Porcari insieme con i consiglieri comunali Massimo Della Nina, Barbara Pisani e Chiara Favilla.

 

48 ore per dare tempo al Comune e al giornalista per chiarire la situazione, mentre è già stata protocollata una richiesta formale per la sospensione immediata dell’affidamento dell’incarico in via di autotutela per la stessa amministrazione e per chiarire i fatti.

 

La decisione è scaturita da un forte malcontento dimostrato da almeno altri due candidati propostisi al bando che proprio il giorno dopo la selezione sono andati in comune per capire i criteri di scelta in fase di presentazione dei curriculum e in fase di colloquio. Incontro in realtà finito in modo tutt’altro che cordiale. Ma un po’ di malcontento non basta, così l’opposizione ha voluto approfondire richiedendo l’accesso agli atti di selezione, ed è proprio su quei verbali che, dice Giannoni, sono emersi elementi discutibili, a partire dall’unico giornalista professionista iscritto da trent’anni all’Ordine al quale sono stati attribuiti zero punti per il curriculum vitae e quindi solo cinque crediti in totale sui titoli, quando la graduatoria prevedeva di ottenere 5 crediti al massimo per 5 anni di iscrizione all’albo, 5 per esperienza in uffici stampa, 2 per la laurea e 3 di curriculum. L’atro elemento, secondo quanto dichiarato in conferenza stampa, è un grave errore sul curriculum del vincitore del bando Lodovico Poschi, si tratta di una incongruenza temporale relativa ad un titolo, un problema di date insomma non possibili.

 

“Vogliamo pensare che sia un mero errore materiale, – sostiene Giannoni – però essendo il titolo stesso determinante ai fini della graduatoria, chiediamo di fermarsi e approfondire.” e conclude “Le possibilità di soluzioni sono due: le scuse per un banale errore, oppure un procedimento nelle sedi opportune con conseguenze a livello penale e professionale.”

 

Insomma “La Porcari che vogliamo” vuole dare il beneficio del dubbio sull’errore relativo alle date associate ad un incarico di addetto stampa presso un ente che poteva essere pubblico o privato, dove non c’è, secondo quanto scritto, corrispondenza tra le date indicate e gli atti.

 

È in effetti un errore come ci ha confermato subito lo stesso Lodovico Poschi che alle nostre domande ha risposto di voler subito chiarire: “Prendo atto delle richieste de “La Porcari che vogliamo” e mi attiverò immediatamente per presentare la documentazione necessaria per chiarire l’equivoco. Si tratta di un vizio formale determinato invontariamente da un errore nel compilare il cv, accolgo l’invito a posticipare l’avvio dell’incarico fino a che tutto sarà a posto.”

 

Grave per i consiglieri anche che Comune e commissione non si siano accorti dell’errore in questione senza richiedere documentazioni e contratti oltre al curriculum e quindi alle sole auto-certificazioni.

Fonte: Lo Schermo

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