PORCARI Il rebus di candidati e alleanze in vista delle elezioni politiche – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. Non confermata ma nemmeno esclusa, comunque condivisa, e da più parti. Fa subito discutere l’ipotesi della candidatura di Stefano Baccelli, oggi consigliere regionale Pd e già presidente della Provincia di Lucca per due mandati, al collegio uninominale per la Camera dei Deputati che comprende Lucca, Valle del Serchio, Viareggio, Camaiore, Massarosa. Un bacino nel quale, secondo molti, il suo nome è spendibile per il Pd. Come per Mario Puppa, segretario territoriale dei dem. «Un’ipotesi autorevole – commenta -, la condivido. Ritengo che Baccelli abbia tutte le caratteristiche per un ruolo di questo genere, per essere competitivo. Seppure ancora, a livello territoriale, non abbiamo parlato di candidature per le politiche. Abbiamo appena concluso la partita per le provinciali, presto ci metteremo al lavoro, consapevoli che la scelta per le politiche avrà la regia di un livello più alto».

Per altri, più impegnati nella delicata opera di tessitura delle alleanze, parlare di candidature e nomi è prematuro.

Una sola, ad oggi, appare sicura per il nostro territorio. Sicura al 98%, così viene presentata: quella del senatore Andrea Marcucci, attuale presidente della commissione cultura di Palazzo Madama, ritenuto candidato naturale alle politiche del 2018 per il collegio uninominale del Senato a cavallo fra le province di Lucca, eccetto Altopascio e Montecarlo, e Massa Carrara: territorio considerato “difficile” per il Pd vista la massiccia presenza grillina, soprattutto nel Carrarese (dove M5S ha strappato il sindaco al centrosinistra). Per Marcucci, ad ogni modo, potrebbe prospettarsi la possibilità di una candidatura anche nel proporzionale.

DICE BACCELLI. Così commenta l’attuale consigliere regionali le voci su una sua candidatura alla Camera: «Rispetto a un collegio che ad ora vede Lucca, Valle del Serchio e Massa Carrara, credo che il mio nome possa venire come pensiero spontaneo, visto che mi trovo in Regione grazie ai cittadini della Lucchesia e al presidente. Un pensiero legittimo e per me gratificante. Al momento non sono candidato. E non ne ho parlato con Matteo Renzi sul treno. Sulle candidature ci sono tante variabili: gli equilibri di coalizione, territoriali e di genere». Baccelli ammette che il Pd negli ultimi anni in Lucchesia «ha cresciuto una classe dirigente. Il risultato si vede in come abbiamo trasformato la Valle, e non ultimo nel successo elettorale di Alessandro Tambellini a Lucca, che ci ha visti tutti insieme. Mentre il Pd perdeva roccaforti in Toscana, noi abbiamo raggiunto risultati positivi».

GEOPOLITICA E STRATEGIE. Se saranno confermate le suddivisioni territoriali dello schema di decreto legislativo sulla determinazione dei collegi elettorali oggi al vaglio della Camera, il territorio provinciale di Lucca si troverà a cavallo di tre collegi uninominali per la Camera: oltre a quello già citato, il collegio 6 (di fatto Pistoia, ma che comprende anche Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo) e il collegio 8 (Massa Carrara più i Comuni della Versilia storica, vale a dire Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema: qui tra i nomi in corsa fra le fila del Pd si fa anche quello dell’ex sindaco di Forte, ed ex vice presidente della Provincia di Lucca, Umberto Buratti). Tre collegi quasi equivalenti in termini di elettori: il principio non scritto, per la designazione delle candidature, sarebbe di dare priorità al candidato del comune capoluogo, perché più conosciuto e radicato: e quindi un lucchese per il primo, un pistoiese per il collegio 6 (si era parlato anche di opportunità per l’ex sindaco di Porcari Alberto Baccini, ma il suo nome verrebbe ad oggi dato più probabile per una candidatura al prossimo consiglio regionale), un esponente dell’alta Toscana per l’8. Tra chi considera ad oggi affrettata l’ipotesi Baccelli per il collegio di Lucca, il presupposto della contestazione nasce da due considerazioni. La prima: che gli aspiranti a quella candidatura, per il Pd, siano a Lucca almeno una decina, tra i quali anche attuali assessori della giunta Tambellini. La seconda: che tutte le valutazioni e quindi la decisione finale dipendano dal rebus delle alleanze che il Pd alla fine riuscirà a stringere. E nell’ipotesi che si vada sulle tre direzioni intraprese (Pisapia, Casini-Lorenzin, Bonino), non ci si sente di escludere, ad oggi, che Lucca possa essere uno di quei collegi in cui alla fine si deciderà di piazzare un candidato proveniente dalle fila degli alleati. Ipotesi accettabile in un territorio dove il Pd negli ultimi dieci anni ha moltiplicato i consensi aggiudicandosi la maggior parte delle amministrazioni (e diventando così un “esempio” toscano)? E considerando anche che anche un nome come quello della lucchese Raffaella Mariani, attuale deputata Pd, non potrà essere più spendibile perché già al terzo mandato consecutivo?

LE SCADENZE. Una cosa è certa: non ci sarà molto da attendere per conoscere gli esiti di tutto questo lavoro di analisi, interlocuzione e dibattito in vista di individuare i candidati. Le vacanze di

Natale porteranno, per gli addetti ai lavori, molti impegni e poco andamento lento tipico delle feste: se davvero verrà confermato il 18 marzo 2018 come data per le elezioni politiche, la consegna delle liste potrebbe avvenire anche intorno al 10 gennaio.

Fonte: Il Tirreno

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