[ALTOPASCIO] Cosi “spariranno” i passaggi a livello

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LUCCA. Tre anni per cambiare la viabilità fra Lucca e Capannori e per cambiare anche le abitudini di migliaia di automobilisti. Nella versione “aggiornata” del progetto per il raddoppio della ferrovia Lucca-Pistoia sono contenuti anche i dettagli per l’eliminazione dei passaggi a livelli all’interno del territorio di Capannori. E, soprattutto, si spiega come sarà la viabilità dopo questa operazione, sulla base anche delle osservazioni formulate da parte del Comune guidato dal sindaco Luca Menesini. Spiegando, infine, la cronologia delle opere.

Via le barriere. Sono in tutto nove i passaggi a livello che verranno eliminati. Si tratta – da ovest verso est – di quelli in via del Corazza, via di Tiglio, via dei Barsocchini, via dei Malfatti, via della Madonnina, via delle volpi, via del Marginone, via del Casalino e via del Quagliodromo. Per via di Tiglio e via della Madonnina è previsto un sottopasso carrabile, che va ad aggiungersi a quello di via del Marginone. Attraversamenti pedonali e ciclabili sono invece progettati per via di Tiglio, via delle volpi e via dei Malfatti, oltre a quello già presente in via del Casalino.

Via di Tiglio. Il cronoprogramma prevede di iniziare con la realizzazione dei sottovia carrabili in via di Tiglio e via del Marginone. Nel primo caso i lavori dovrebbero durare un anno. L’attraversamento non avverrà in corrispondenza dell’attuale passaggio a livello, ma spostato verso est, per “salvaguardare” la viabilità locale di Pieve San Paolo. Il tracciato della “nuova” via di Tiglio, dunque, farà un arco che andrà a ricongiungersi con la Sarzanese a sud-est dell’attuale attraversamento ferroviario. Al termine dei lavori si prevede di chiudere i passaggi a livello di via di Tiglio e via dei Barsocchini, aprendo la nuova viabilità. Negli otto mesi successivi sarà poi realizzato il sottopasso ciclopedonale lungo via di Tiglio e il collegamento con via dei Corazza.

Via di Marginone. Dureranno invece un anno e otto mesi i lavori per il sottopasso di via del Marginone, adatto anche ai mezzi pesanti. Il nuovo attraversamento sarà poi collegato a nord con la via Romana e scorrerà verso sud attraversando con un ponte l’autostrada Firenze-Mare e ricollegandosi infine all’area industriale del Pip di Carraia.

Solo al termine della realizzazione di questa opera (che, per inciso, è probabilmente l’aspetto del progetto che va incontro alle maggiori resistenze da parte di una fetta di residenti di Santa Margherita e Tassignano) si potranno chiudere i passaggi a livello di via del Casalino e di via del Quagliodromo. L’opera così come è stata inserita nel progetto è stata caldeggiata dal Comune per evitare una cesura netta fra la zona nord e quella sud del territorio e per drenare il traffico pesante dai centri abitati delle frazioni.

Via della Madonnina. L’ultima grande opera da realizzare sarà quella di via della Madonnina. Il cronoprogramma prevede di chiudere il passaggio a livello in contemporanea con la fine dei lavori in via del Marginone e di procedere per un anno con i cantieri. A quel punto saranno chiusi i passaggi a livello di via dei Malfatti e di via delle Volpi e – ultimo tassello – si procederà con la realizzazione dei sottopassi ciclopedonali in queste strade con cantieri che dureranno otto mesi.

La data di inizio. A questo programma manca, ovviamente, la data di inizio. Questo dipenderà soprattutto dalla

decisione della Regione di sottoporre o no il progetto alla valutazione di impatto ambientale. In quel caso difficilmente si potrebbero vedere cantieri prima del 2019. In caso contrario (assolutamente non da escludere), i lavori potrebbero invece già cominciare nella prima parte del 2018.

Fonte: Il Tirreno

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